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Articolo 'La Carta della Scuola'  >>>
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La Carta della Scuola
Il nuovo ordinamento scolastico
di Ventre Angela - Orizzonte scuola
http://www.azionetradizionale.com
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Nel precedente articolo mi sono soffermata sulle diverse Riforme che, nel corso del tempo, hanno interessato la Scuola italiana e l'Istruzione in genere. Durante le mie ricerche l'attenzione è stata catturata da un particolare: nessuno studio e/o ricerca condotta parlano, se non qualche breve citazione, della Riforma attuata, nell'ambito dell'Istruzione, dalla Carta della Scuola di Bottai.
Essa fu presentata dal Ministro Bottai al Gran Consiglio Fascista il 19 gennaio 1939 e fu considerata dallo stesso come un documento di riforma che proveniva dall'interno della scuola (Bottai, Roma 1971) realizzato, cioè, dopo attente osservazioni e valutazione su funzionamento della Scuola, della sua struttura e di tutto ciò che le apparteneva.
Con questa riforma si manifesta la consapevolezza della necessità di una scuola di massa, che avrebbe dovuto adeguarsi non solo alla struttura politica, economica e sociale del paese, liberandosi dell'impostazione intellettualistica e astratta che Gentile aveva dato all'educazione e alla formazione, ma avrebbe dovuto promuovere anche un tipo di educazione e formazione concreta, tesa alla valorizzazione di un sapere tecnico - professionale.
La scuola creatasi con la Riforma Gentile, definita scuola borghese, destinata a formare le classi dirigenti del pensiero e della politica del paese (Bottai, Milano 1939), era ormai superata, bisognava andare oltre e ciò è avvenuto con la stesura del Testo della Carta della Scuola. Esso era costituito da 29 dichiarazioni: nelle prime sette erano esposti i "principi, i fini e i metodi della scuola fascista", mentre nelle restanti veniva presentata la struttura del nuovo ordinamento scolastico.
Il sistema didattico italiano, con la Carta della Scuola, subì profondi cambiamenti, e fu ripartito nel seguente modo:
-la scuola del primo ordine divisa in scuola materna biennale e scuola elementare quinquennale, ripartita in un triennio comune e in un biennio in cui i bambini frequentavano la scuola del lavoro, creata per sensibilizzare i giovani al lavoro;
-la scuola secondaria della divisione inferiore dove i fanciulli potevano iscriversi successivamente scegliendo tra scuola artigiana, sostanzialmente post-elementare, che si poneva in una sorta di continuum didattico con la scuola del lavoro; scuola professionale, triennale, che consentiva l'iscrizione alla scuola tecnica, cioè ai corsi biennali di carattere tecnico; scuola media, triennale, che consentiva agli studenti di iscriversi alla scuola secondaria della divisione superiore e all'Università.
-la scuola secondaria della divisione superiore, articolata in corsi di cinque anni: i licei, l'istituto magistrale e l'istituto tecnico commerciale, che consentivano l'iscrizione a quasi tutte le facoltà universitarie; gli istituti professionali, quadriennali, che consentivano l'accesso solo a determinate facoltà universitarie, dopo aver superato un esame di ammissione.

Il passaggio da una scuola a un'altra avveniva in maniera consequenziale: dalla scuola materna si passava alla scuola elementare, alla scuola del lavoro. Dalla scuola del lavoro era possibile passare alla scuola artigiana, con cui si sarebbe terminato il percorso scolastico. Gli alunni potevano iscriversi alla scuola tecnico - professionale o alla scuola media unica che, con il superamento di un esame di ammissione e il completamento positivo del programma, consentiva l'iscrizione alle scuole della divisione superiore. Il relativo superamento di questo grado d'istruzione avrebbe consentito l'accesso alle Università che avevano il compito di contribuire al progresso delle scienze e di fornire la cultura scientifica necessaria per l'esercizio degli uffici e delle professioni (Bottai, 1939).
Ognuno di questi ordini aveva il compito di educare e formare i giovani non solo attraverso l'imparare a leggere e far di conto, lo studio delle consuete discipline (italiano, latino, geografia, matematica, storia, la lingua straniera), ma anche con la pratica del lavoro. In questo modo i giovani sarebbero stati educati e formati alle tradizioni del valore della famiglia, infatti, per la formazione e l'educazione delle ragazze fu istituito un particolare ramo d'istruzione, l'ordine delle scuole femminili. Questo si componeva di un Istituto femminile, triennale, che accoglieva le ragazze dalla Scuola media, e di un Magistero, biennale, dove venivano iscritte le ragazze che non avevano ottenuto la promozione dall'Istituto femminile. Questi istituti preparavano le ragazze, future donne, mogli e madri, al governo della casa, all'economia domestica e all'insegnamento nelle scuole materne (Bottai, 1939).

Effettuando una lettura veloce di questa riforma, sembra essere ritornati indietro nel tempo e di trovarci nella scuola del libro Cuore di Edmondo di Amicis, ma in realtà siamo di fronte ad un modello di istruzione rispondente più alle esigenze politiche, economiche e sociali del tempo, che portarono, dato il precipitarsi degli eventi, e cioè lo scoppio della seconda guerra mondiale, alla non attuazione della riforma stessa, piuttosto che alla formazione globale dei fanciulli.


Angela Ventre
Docente dell' IC "Alfieri-Lante della Rovere" di Roma e tutor nei percorsi formativi di Sysform
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