Torna nella homepage
 
n. 98 dicembre 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Gennaio 2020 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Pinocchio, un classico sempre ... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Pinocchio, un classico sempre attuale
Storia di un burattino, storia dell'Uomo
di Venerosi Pesciolini Elisabetta - Didattica per competenze
Disegno di Giada
Disegno di Giada
Il capolavoro di Collodi, il cui vero nome era Carlo Lorenzini (1826-1890) apparve per la prima volta a puntate sul "Giornale dei bambini" nel 1881 con il titolo "Storia di un burattino".
Originariamente il racconto si concludeva nell'episodio dell'impiccagione, con la morte di Pinocchio ma le proteste dei piccoli lettori indussero l'autore a proseguire la storia, che si concluse definitivamente con la trasformazione del burattino in bambino.
Già qualche anno dopo la sua pubblicazione in un unico volume (1883), "Le avventure di Pinocchio" divenne un testo vendutissimo, un classico, tradotto in 260 lingue o dialetti e trasposto più volte anche per il cinema.
Dal 19 dicembre nelle sale cinematografiche italiane sarà possibile godersi l'ultima versione di Pinocchio, diretto da Matteo Garrone, con Roberto Benigni nei panni di Geppetto.
C'è da chiedersi come mai, ancora oggi, questo personaggio continui ad essere considerato interessante ed attuale tanto da farne per l'ennesima volta il soggetto di un film. La storia di Pinocchio non è solo la storia per bambini, che tutti conosciamo, quella di un burattino di legno, indisciplinato e bugiardo che, dopo tante disavventure, si pente e diventa un bambino vero, è qualcosa di più: è la storia dell'uomo e del destino di salvezza alla quale esso è chiamato dalla sua creazione.
Vorrei citare due illustri estimatori e profondi conoscitori di Pinocchio che hanno scritto su di lui commenti che fanno riflettere. Il primo è Pier Francesco Bargellini (meglio conosciuto come Piero): scrittore, politico, insegnante, dirigente pubblico italiano, nonché sindaco di Firenze durante l'alluvione del 1966, il quale nel suo saggio "La verità su Pinocchio" (Brescia: Morcelliana, 1942) intravede nell'avventura del burattino la parabola del figliol prodigo. L'altro è il cardinale Giacomo Biffi scomparso nel 2015, autore dell'interessantissimo libro "Contro Maestro Ciliegia.Commento teologico a Le avventure di Pinocchio" (Milano, Jaca Book, 1977) ripubblicato da Mondadori.
In una intervista (clicca sul link a destra dell'articolo - indirizzi web) il cardinale di Bologna spiega il perché del titolo. Si scaglia contro Mastro Ciliegia perché non è capace di vedere al di là delle apparenze. A differenza di Geppetto, scarta il pezzo di legno, che già nel suo stato grezzo si dimostrava parecchio turbolento, mentre vede in Geppetto il Padre-Creatore amorevole di Pinocchio. Nella storia del burattino intravede poi dei significativi parallelismi con la storia dell'uomo e della sua salvezza (creazione, tentazione, caduta e cacciata dal paradiso terrestre, redenzione, possibilità di salvezza).
Pinocchio sin dalla sua creazione è chiamato ad essere figlio. Il padre gli dona la libertà e la capacità di decidere. Geppetto lo ama fin da subito e si priva del poco che possiede per acquistare un abbecedario e garantirgli così la possibilità di andare a scuola, ma Pinocchio non corrisponde a questo amore e a questa fiducia; prende a martellate il grillo che rappresenta la sua coscienza, e si lascia tentare e trascinare in una serie di disavventure che lo porteranno ad un certo punto anche a perdere le sue sembianze umane e a trasformarsi in un ciuco. Alla scuola preferisce il teatro dei burattini; invece di tornare a casa segue il gatto e la volpe al campo dei miracoli; piuttosto che tornare a scuola si reca alla spiaggia a vedere il Pescecane; invece di andare dalla fata sceglie di andare al Paese dei Balocchi.
Pinocchio, oltre che da una coscienza "tramortita", è minacciato da personaggi malvagi che fanno di tutto per ostacolarne il ritorno alla casa di suo padre e portarlo alla rovina: Lucignolo, il gatto e la volpe, l'omino che guida il carro, diretto al paese dei balocchi, sono solo alcuni dei nemici esterni che si trova a dover combattere.
Nel profondo del suo cuore però Pinocchio non dimentica mai di avere un padre che ama, ed è proprio grazie a questa radicata consapevolezza, insieme all'indispensabile soccorso che periodicamente gli viene dalla fata (creatura ultraterrena che rappresenta "la redenzione, la salvezza donata dall'alto") e da altri aiutanti magici (i pesci che lo liberano dalla pelle d'asino di cui è rivestito o il tonno che lo porterà alla fine in salvo assieme a suo padre) che Pinocchio riuscirà, dopo tante peripezie, a diventare quel figlio affettuoso ed amorevole che era stato chiamato ad essere fin dalla sua creazione.
A differenza sua, il suo compagno Lucignolo, che non avverte mai la nostalgia della casa paterna, rimarrà un asino.

Tra Ottobre e Novembre, nell'ambito del progetto di lettura "Leggo il mondo intorno a me. I libri che mi aiutano a crescere", del quale ho già avuto modo di parlare su queste pagine nel numero di ottobre, ho proposto la lettura ad alta voce del "Le Avventure di Pinocchio" ad una quarta primaria (Edizione Piccoli, Collana Topo di biblioteca). L'attività, protrattasi per sei incontri, ha impegnato settimanalmente i ragazzi per un'ora.
La maestra ed io ci siamo alternate nella lettura ad alta voce del libro leggendo, due o tre capitoli alla volta.
Dopo aver completato la lettura, abbiamo condiviso, in una sorta di cerchio, le emozioni, le impressioni, gli insegnamenti che questa storia aveva lasciato in ciascuno. Ogni alunno ha infine messo per iscritto le proprie riflessioni, alcune delle quali si trovano in allegato (colonna a destra dell'articolo); è possibile visionare, inoltre, alcune foto di disegni, cliccando sul link presente nella foto gallery.


Elisabetta Venerosi Pesciolini
Bibliotecaria presso I.C. "Piaget -Majorana" di Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Alessandro Alessandro
Diego Diego
Gabriele Gabriele
Gaia Gaia
Giada Giada
Intervista Intervista
Vai alla Photogallery Vai alla photogallery
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional