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n.99 gennaio 2020
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Il CCNL e il diritto alla disconnessione
Riflettere sulla "social reperibilità" degli insegnanti per far spazio alla lentezza
di Rago Giuseppe - Tecnologia e didattica innovativa
Il nuovo CCNL del comparto Scuola ha introdotto una importante novità: il diritto alla disconnessione. Alla luce del punto c8 del comma 4, lettera c), dell'art.22 del Contratto, le istituzioni scolastiche ed educative sono chiamate a declinare in sede di contrattazione d'Istituto con la parte sindacale "i criteri generali per l'utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio".
Si tratta senza dubbio di uno strumento contemporaneo che, sostenendo i processi di innovazione in atto nella Scuola (che vedono riconosciuta l'importanza delle nuove tecnologie come strumento di facilitazione nella comunicazione e nell'organizzazione del lavoro), ben si adatta a regolamentare quel legame di "social reperibilità", ormai consolidato, che non appartiene al profilo docente e che vuole tutelare la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare dell'insegnante. Il fine è quello di eliminare da un lato l'invasività del datore di lavoro e dall'altro l'obbligo (social istituzionale) per il lavoratore di rimanere connesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Una lettura normativa e vissuta del testo conduce ad alcune riflessioni sulla volontà di rimediare ad una non-situazione. Dal momento che non è mai esistito un obbligo alla connessione del docente, specie fuori dall'orario di lavoro (non il suo, ma quello scolastico), si configura un precedente pericoloso. Il parlare oggi di diritto alla disconnessione presuppone un disconosciuto obbligo alla connessione, che andrebbe a questo punto rendicontato, con preoccupanti prospettive, dalla contrattazione integrativa di istituto. Ma questa è un'altra storia.
Quel che accade, è che tutti, oggi, abbiamo uno smartphone connesso alla Rete e, né più né meno rispetto ai nostri studenti, lo utilizziamo. Ovunque. In qualunque momento. Dobbiamo sentirci liberi, fuori dal servizio, di decidere quale app utilizzare e quando aprire il registro elettronico, se leggere o no le e-mail e le chat di gruppo per lavoro.
È giusto ribadire che il digitale e Internet non sono strumenti demoniaci, non sono nostri nemici. Gli insegnanti questo lo sanno bene. Diventano una impasse, però, se mal gestiti, soprattutto quando tendono a legittimare un extralavoro in orario diverso da quello contrattuale.
Ciò che manca, dunque, è la capacità (o possibilità) di staccarsene. E allora ecco che nella Scuola, servirebbe, in tutti i rapporti, il buonsenso con un lavoro profondo di educazione al rispetto dei tempi e dei modi dell'espressione con e nel digitale, per recuperare la lentezza perduta e quelle forme di attenzione verso gli altri e verso se stessi, spesso dimenticate e che da sempre hanno contraddistinto la bontà educativa e qualitativa della nostra Scuola.


Giuseppe Rago
Pedagogista, formatore ed esperto di didattica digitale, docente INF/01 incaricato UniBa - UniFg
Rita Della Pietà
Docente di Lettere presso l'Istituto "G. Pascoli" di Noale (VE), appassionata di digitale
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