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n.99 gennaio 2020
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Oggi è il giorno:26 Febbraio 2020 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La mappa non è il territorio'  >>>
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La mappa non è il territorio
Il rapporto tra documentazione sulla valutazione e le azioni educative nella scuola
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
dal sito:https://www.igorvitale.org/
dal sito:https://www.igorvitale.org/
Nel mese di novembre appena trascorso, scrivevo in queste pagine del PTOF e delle nuove "sfide" per il nostro sistema scolastico, introdotte dall'ultima grande Riforma di questo ultimo ventennio: la L. 107/2015 ovvero "La Buona Scuola".
Vorrei riprendere alcune riflessioni da dove le ho interrotte, vale a dire dall' "augurio" che fosse possibile approfittare del nuovo adempimento della Rendicontazione sociale per ampliare le azioni di programmazione e di autovalutazione scolastica, nonché per aprire uno spazio di comunicazione codificato con gli interlocutori interni ed esterni al contesto stesso degli istituti.
Entro il mese di dicembre '19 le scuole hanno pubblicato questo documento sul portale SNV (Sistema Nazionale di Valutazione), che è diventato consultabile per tutti coloro che volessero accedervi attraverso "Scuola in chiaro", insieme al PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) e al RAV (Rapporto di Autovalutazione).
L'intenzione di questo ampliamento appare chiara: far conoscere le scuole alle famiglie tramite la lettura dei documenti stilati, in modo da poter operare una scelta maggiormente oculata. Fin qui tutto molto corretto e sicuramente adeguato... ma le perplessità nascono nel momento in cui ci si chiede quanto siano aderenti questi documenti alla realtà, quanto diano una "percezione" di vicinanza e non di mera rappresentazione.
"La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata"
, vale a dire: esiste la distinzione fondamentale tra le nostre mappe del mondo ed il mondo stesso.
Questo principio, reso famoso da Alfred Korzybski (ingegnere, filosofo e matematico polacco, ricordato principalmente per aver sviluppato la teoria della "General Semantics"), viene poi sviluppato da Gregory Bateson (antropologo, sociologo e psicologo britannico, a cui si deve la scoperta della teoria del "doppio legame", alla base della comprensione dei processi della schizofrenia) in particolare nella sua opera "Mente e Natura" (1984), per asserire che non esiste un'esperienza oggettiva, in quanto "l'esperienza del mondo è sempre mediata dagli organi di senso e dalle vie neurali predisposte alla codifica delle informazioni, perciò ogni evento reale si traduce in una rappresentazione interna. In altre parole il pensiero, così come la scienza, sono modi di percepire e di dare un senso a ciò che vediamo, perciò è impossibile che siano oggettive" (dalla sintesi del libro, a cura della dott.ssa Cecilia Coccia - per approfondimenti si può cliccare sul link presente tra gli indirizzi web).

Credo sia fondamentale approcciare la lettura dei documenti di autovalutazione con questo spirito e visione delle cose; non esiste quindi, a maggior ragione per il Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole, la possibilità di un lettura davvero oggettiva delle azioni rappresentate nei documenti. Quella che sottoponiamo all'attenzione dei nostri interlocutori è sempre e comunque una mappa, una realtà filtrata dalla nostra idea del "fare scuola". Se il paio di occhiali che indossiamo fosse questo, potremmo leggere con interesse "autentico" e con la giusta calibratura tutti i documenti delle scuole, assumendo uno sguardo critico e fortemente orientato alla comprensione di cosa sia davvero accaduto, in termini di processi educativi, relazionali e di apprendimento, nei diversi ambiti.
Le scuole, nel descrivere obiettivi, processi e risultati, operano alcune scelte e scelgono anche come raccontarle; mostrano la loro "mappa" e sono proprio le loro scelte a parlarci meglio di quella specifica comunità scolastica e non di un'altra. Il problema quindi, a mio avviso, si sposta su come siano state operate nei documenti e sul loro perché.
dal sito: http://www.fyouturelavoro.it/
dal sito: http://www.fyouturelavoro.it/

Nell'Istituto comprensivo "via Padre Semeria" di Roma, da me diretto, le scelte fatte sono state desunte dal RAV e, a parte gli ambiti obbligatori, si è diretto il focus sugli obiettivi inerenti alla progettualità della scuola, evidenziandone tre:

1.Il potenziamento dei percorsi di apprendimento musicale
2.Il potenziamento dell'ambito matematico-scientifico
3.L'ampliamento delle collaborazioni tra Scuola e Territorio

Le "evidenze" rappresentate sono supportate dai risultati dei monitoraggi degli scrutini, sia per le classi della scuola primaria che della secondaria.
Mi corre l'obbligo di segnalare però che abbiamo vissuto come "ridondante" lo spazio dedicato alla descrizione del "contesto", come invece limitato e un po' generico quello dei "risultati raggiunti"; di certo il più interessante, a mio avviso, è lo spazio dedicato alle prospettive di sviluppo.
La mia affermazione scaturisce dal fatto che in questo ambito, più che in altri, possono emergere la visione della scuola, l'identificazione di una mission e, soprattutto, la mappa delle azioni che verranno messe in campo. Non si può barare più di tanto, in quanto sarà molto visibile agli interlocutori se si è trattato di una dichiarazione di intenti o, se invece, si è lavorato nella direzione della realizzazione del miglioramento.
In via esemplificativa riporto qui di seguito la sintesi della mia scuola:

"L'Istituto si è cimentato in percorsi innovativi in particolare nella situazione dettata dal dimensionamento scolastico del 2012; questa occasione di crisi del cambiamento ha rappresentato l'opportunità per rivedere i modelli didattici e organizzativi al proprio interno, oltre che sostenere la necessità di implementare il confronto a diversi livelli del sistema scolastico, con le altre scuole e con le famiglie degli alunni e con gli EE.LL. e le realtà associative del territorio. L'analisi più approfondita e puntuale dei bisogni formativi, operata anche attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti introdotti dalla L. 107/2015, come il RAV (Rapporto di Autovalutazione) e il PDM (Piano di Miglioramento), come anche la rivisitazione degli obiettivi didattici verso obiettivi per il raggiungimento di competenze e il conseguente sistema di valutazione, hanno supportato questi processi di innovazione, rafforzato e sostenuto le scelte delle priorità. Le innovazioni didattiche più significative dell'Istituto comprensivo "via Padre Semeria", che si intendono sostenere e sviluppare nel prossimo triennio, si identificano con :
-percorsi di sperimentazione in continuità di potenziamento musicale (D.M. 8/11) e le attività connesse al "Polo regionale del potenziamento musicale";
-percorsi di sperimentazione di ambienti di apprendimento e modalità didattiche cooperative (progetto D.A.D.A.);
-percorsi di sperimentazione di modelli di didattica laboratoriale (in particolare per quanto riguarda la didattica della matematica e delle scienze).


Posso affermare che la consapevolezza della contezza delle risorse e, soprattutto, la valutazione del Sistema interno all'Istituto, sono cresciute nell'ultimo quinquennio, mettendo in priorità l'importanza di curare le connessioni tra il dentro e il fuori, tra scuola e territorio, per poter veramente crescere e sviluppare conoscenza e cultura nella Comunità educante; questo dato però si rileva a "macchia di leopardo"; la mappa della nostra rappresentazione mette in evidenza, come è ovvio che sia, gli aspetti visibili sotto il cono di luce.
Rimane il fatto che nelle "zone d'ombra", quelle meno visibili e di difficile rappresentazione, esiste e resiste una realtà più fragile, presente nella maggioranza delle scuole, cioè quella di un precariato stratificato, di docenti con competenze difformi e di diverso livello, di personale amministrativo poco preparato anche se motivato, chiamati ad operare in contesti sociali complessi e di difficile gestione.
Non si tratta di delineare questioni di natura "sindacale" o di "comparto professionale"; se la Scuola è il motore dell'innovazione che prepara le nuove generazioni a diventare cittadini consapevoli, la Politica se ne deve prendere responsabilmente carico al più presto.
Abbiamo bisogno di fare scuola nel modo più adeguato possibile ai tempi, alle esigenze dei singoli e dei gruppi, di strutture sicure e di personale formato e preparato ad accompagnare questi processi di apprendimento e sviluppo, per il conseguimento della Felicità e non per misurare meramente il valore matematico del PIL nazionale.
La formazione è la leva per affrontare questo percorso; la motivazione a percorrere però va coltivata come una pianta rara in ognuno di noi, nessuno escluso.


Serenella Presutti
Dirigente scolastico dell'I.C. "via Padre Semeria" di Roma, psicopedagogista, counsellor della Gestalt Psicosociale
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