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n.99 gennaio 2020
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Oggi è il giorno:01 Giugno 2020 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Ma abbiamo veramente capito?
Come si relazionano adulti ed educatori alla "Giornata delle Memoria"
di Pileri Anna Maria - Eventi e iniziative
Immagine tratta da curiosandosimpara.com
Immagine tratta da curiosandosimpara.com
Ogni anno dedico due lezioni di Gennaio al "Giorno della Memoria", esclusivamente nelle classi quinte della scuola primaria in cui insegno; presento il fatto storico (a grandi linee) e sottolineo la gravità sociale ed individuale di ciò che è stato.
I bambini sono molto sensibili a queste tematiche: la violenza fisica e delle parole, l'ingiustizia, la delazione, la deportazione, etc.; intervengono con domande e riflessioni appropriate, curiosità che vengono soddisfatte solo in parte per evitare l'orrore troppo grande per la loro età.
Con le Leggi razziali sono stati violati tutti i cosiddetti valori universali che, se rispettati, ci contraddistinguono come esseri umani, nel vero senso della parola: "umani" perché conosciamo la sacralità della vita, la nostra e l'altrui caducità, "esseri" perché dobbiamo essere, fare delle scelte e difenderle per il nostro bene e per quello comune.
Così almeno dovrebbe essere...

Dopo la presentazione dei fatti, passiamo alla visione del film "La vita è bella" di Benigni: quante risate nella prima parte del film! Gli alunni si divertono grazie alla simpatia e alla tenerezza del protagonista che poi li conduce nella seconda parte, dove il panorama cambia...
Parliamo di questo lavoro nelle classi, durante la programmazione settimanale; chiaramente siamo tutti d'accordo che se ne debba parlare, che i bambini debbano sapere, "affinché non si ripeta" l'orrore.
Una collega più espansiva e coinvolta mi chiede di condividere i contenuti e le attività, felice per la collaborazione nell'iniziativa.
La mattina in cui presento il film ai bambini devo fare tutto velocemente poiché ho a disposizione solo due ore, ma si riesce, visto che il film dura poco meno: poi cambio classe, in piena ricreazione, preparo la LIM, inserisco il DVD; gli alunni già avvisati dalla settimana precedente si rimettono ai loro posti, chiudiamo le tende, spegniamo le luci e... con la musica di Piovani ci immergiamo nella storia.
Poco dopo bussa l'operatrice scolastica, porta una circolare urgente da leggere e firmare; riprendiamo. Dopo circa un'ora bussa la ragazza del progetto "Il Latte a scuola", deve mettere le cassettine con i brik in classe; poi riprendiamo ancora.
Il film ci coinvolge tutti, è struggente e non mostra orrori che possano turbare i nostri piccoli alunni ma fa capire loro molto bene l'atmosfera del Regime.
Accipicchia, siamo arrivati alle 12.30! A causa delle interruzioni, mancano circa 20 minuti alla fine del film.
Arriva la collega che aveva condiviso questa attività con grande entusiasmo ("perché i bambini devono sapere!"); blocco il film e le chiedo per favore di far vedere loro l'ultimo pezzetto; lei, completamente persa nella sua ansia di fare lezione, alza le mani e dice: "E no, non toccare la mia ora!" e ancora "Scusa ma... devo continuare il programma...".

Questo fatto accadeva qualche anno fa e mi lasciò un forte senso di malessere, non tanto per la risposta ricevuta (la collega era veramente presa dai suoi impegni) ma per le riflessioni che ne scaturirono: a volte affrontiamo con superficialità temi così necessari ed importanti per le future generazioni. Mi sono messa in discussione.
Il razzismo che impera nelle nostre città, fra giovani e adulti che arrivano a negare la Storia, come mai è così dilagante? L'essere umano è ancora capace di guardare oltre il proprio naso ed il proprio orticello?
I miei alunni hanno visto l'ultima parte del film la settimana successiva, nelle "mie" ore, dove il piccolo Giosuè, rimasto senza padre, "vincerà il carrarmato" e ritroverà la mamma: la guerra era finita!


Anna Maria Pileri
Docente di Religione Cattolica nel I Circolo Didattico di Olbia
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito mercoledì 15/01/2020 ore 22:58 da Adriana Belvisi
Complimenti Annamaria!!! La tua testimonianza esprime la vera educazione ai valori della vita. Spesso nell'insegnamento,per alcuni, è più importante il programma, che la conoscenza della storia del nostro,"vicino ed attuale"passato..con i suoi errori ed orrori. I nostri futuri uomini del domani hanno bisogno di "conoscere" il rispetto, per dar vita al "Silenzio dei Vivi"(E. Springer) e alla memoria del tempo,per poter vivere in PACE. Continua così,cara bravissima maestra. Giosué rimarrà sempre nel cuore degli alunni.
inserito mercoledì 15/01/2020 ore 20:16 da Vincenzo Caria
Parlare delle mostruosità perpetrate dal nazismo durante la seconda guerra mondiale non è facile sia per classi quinte della scuola primaria sia per persone adulte. tali mostruosità tenute nascoste per circa 50 anni forse per paura di evocare storie quasi impossibili da credere. L'uomo che diventa lupo per l'uomo. L'uomo che decide di annichilire l'altro uomo in nome di una folle ideologia a cui migliaia di persone avevano aderito come se fosse una nuova era di individui perfetti. Questa tematica mi ha sempre turbato nell'intimo. È il male assoluto che impera incontrastato, selvaggio, irriverente, programmato. Fare memoria per noi è un dovere morale. Lo dobbiamo fare per le vittime di un ideologia folle, nella speranza che tutto ciò non si ripeta.
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