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n.12 aprile 2011
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Articolo 'A caccia della natura'  >>>
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A caccia della natura
La nostra esperienza in una Riserva Naturale
di Agolino Simona Loretta - Didattica Laboratoriale
La nostra società "insegna" ad evitare l'esperienza diretta a contatto con la natura. E' quindi indispensabile che nei bambini nasca il desiderio di rispettare l'ambiente naturale arricchendolo e quindi di conseguenza proteggerlo.
I bambini hanno bisogno di percepire gli oggetti, le disposizioni spaziali e gli eventi temporali, al fine di adattarsi all'ambiente stesso.
Esplorando e giocando i bambini imparano a conoscere le disponibilità di oggetti e di superfici ed eventi a loro disposizione. L'informazione particolare a cui il bambino presta attenzione, però dipende da ciò che offre l'ambiente.

La consapevolezza dell'importanza del rapporto natura e bambino e delle esperienze di vita all'aperto nello scenario delle Aree Protette, nello sviluppo equilibrato delle loro personalità, è stata confermata di recente nell'uscita didattica, della mia classe . Ho potuto realmente constatare quanto i miei alunni siano consapevoli di essere parte di essa più degli adulti. Loro hanno partecipato ad attività di animazione culturale, gestite da operatori qualificati dove i bambini venivano guidati a riscoprire i valori di essa, del territorio ed ad apprezzala e soprattutto a goderne i benefici.
E' stata un esperienza emotivamente bellissima e di grande formazione sia per noi adulti che per loro. Per noi che siamo una scuola centrale , dove il verde è poco o comunque non abbastanza, è stata una continua scoperta delle cose e dei nostri sensi.

I bambini si sono divertiti a fare il gioco " a caccia della natura ", ci hanno sorpreso di quanto alcune cose che noi adulti diamo per scontate ma che scontate non sono affatto. Mi sono accorta di quanto a loro manchi il vero contatto con essa. Nel gioco "riconoscere gli alberi", in cui un bambino si affidava completamente al compagno per scoprire e riconoscere l'albero del cuore dell'amico, sono stati eccezionali, primo perchè quasi sempre riconoscevano l'albero e poi perché si fidavano del proprio compagno e quindi si lasciavano tranquillamente guidare nel bosco.

Si è praticata l'esperienza che crea attaccamento alla natura e a tutto quello che lei significa per noi uomini.

Abbiamo cercato insieme agli operatori di:
1. acquisire sul campo conoscenze ed abilità;
2. aumentare la consapevolezza e la confidenza nei confronti dell'ambiente;
3. sviluppare la capacità di lavorare in gruppo svolgendo allo stesso tempo un progetto di conservazione del luogo.

Ogni attività veniva presentata secondo un schema facile da comprendere e seguire. Abbiamo notato che il coinvolgimento emozionale porta all'impegno, infatti tutti i bambini hanno voluto esprimere la loro opinione su quello che facevano. Solo in questo modo un progetto diventa "il loro progetto" , in quanto lo sentono appartenere a loro stessi. I partecipanti giocano un ruolo essenziale nelle decisioni che devono prendere e quindi si impegnano per il successo del progetto.

Come educatrice è stata un'esperienza formativa perché credo di aver dato ai miei alunni un giorno molto diverso da una lezione in classe, e vorrei tanto che questo tipo di esperienze venissero fatte non solo da insegnanti che come me amano la natura , ma da tutti coloro che sono a contatto con l'infanzia.

In Italia ci sono oltre 1000 Aree Protette, tra Nazionali, Regionali, locali o gestite da Associazioni non governative, in cui le attività di animazione e i "campi estivi" per ragazzi costituiscono da sempre un punto di forza della gestione.
Parks.it, il sito Web che è considerato la principale porta d'accesso telematica ai Parchi italiani; vi si possono trovare quasi 2.500 proposte di attività di educazione ambientale per l'anno scolastico 2010-2011.

Simona Loretta Agolino, Giurista, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870" I.C. Piazza Borgoncini Duca.
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