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| Al centro della nostra attenzione |
| Il nostro benessere ... sempre |
| di Rosci Manuela - Editoriali |
Mentre ci apprestiamo a investire le nostre risorse nel periodo più impegnativo dell'anno -quello in cui si tirano le somme prima della pausa estiva- la mente corre inevitabilmente proprio alla prossima estate, come miraggio a cui tendere per motivarsi allo sprint finale, come focus per orientare i nostri interessi, aspettative, fantasie. Capita anche a voi?
Abbiamo abbandonato cappotti e abiti pesanti e organizzato il cambio di stagione -piccolo/grande stress del momento- non da molto tempo, almeno qui in città, e l'aria di primavera è già parte di noi, non più sorpresi ma accompagnati dall'allungarsi delle giornate e dal tempo più mite. Eppure la mente corre avanti e indietro, ora cerca immagini rilassanti (mare o montagna, a seconda delle preferenze), poi torna a ricordi passati, per assaporare il piacere del dolce far nulla (ma quando mai!).
In questo sogno ad occhi aperti, in questa spinta verso la vacanza, corre obbligo per noi donne, ma non solo per noi, fare il punto della situazione: si valuta "il peso" assunto durante l'inverno, si stabilisce "la forma" che si pensa ideale per affrontare la prova costume, si definisce "il volume" degli affari che si intende investire per le prossime vacanze. Capita anche a voi?
Ebbene, sembra essere questo il momento più elettrizzante dell'anno, alla ricerca più o meno spasmodica di soluzioni estetiche e logistiche, di rimedi super veloci o scelte intensive di fitness per tutte le ore. Non c'è nulla di sbagliato, a mio avviso, nel cercare di rimettersi in forma, in tempo utile per affrontare i mesi in cui siamo più ... scoperti!
La mia riflessione, comunque, mi porta a pensare che questa ricerca di stare in forma per ... dovrebbe caratterizzare tutta la nostra esistenza, sebbene con atteggiamenti e soluzioni che possono variare come il cambio delle stagioni.
Il più famoso "star bene = benessere" credo sia uno dei "tormentoni" più in voga in ambito scolastico e non solo: a settembre l'impegno dei docenti nello stendere gli obiettivi formativi, ancor prima di quelli didattici, è dichiarare di "ricercare per ogni alunno lo stare bene a scuola". Di qualche anno fa un famoso e utilissimo libro proprio dal titolo "Star bene insieme a scuola" di Donata Francescato, Anna Putton, Simona Cudini, proponeva una serie di attività che dovevano mettere in questa condizione l'alunno a scuola. Tra questi il circle time (il tempo del cerchio) che io, insieme a tanti docenti della scuola primaria, utilizziamo nel nostro fare quotidiano.
"Lo stare bene" quindi, diventa una meta che noi persone di scuola ci prefiggiamo SEMPRE, all'inizio di ogni anno scolastico. Durante l'anno poi, presi dagli impegni e tirati da tutte le parti, con la pressione della programmazione da completare, con le relazioni difficili da gestire, con alunni, genitori e anche colleghi, nonché dirigenti, il nostro obiettivo di "stare bene a scuola" si sfilaccia, passa in sottordine, rimane scritto sulla programmazione piuttosto che permeare lo spirito con cui affrontare il quotidiano scolastico, ma anche la vita familiare.
Per questo motivo credo che la primavera rappresenti il risveglio non solo della natura ma anche di noi poveri mortali che, un po' spenti dalla persa rotta del benessere, tentiamo di ri-prenderci quella voglia intrinseca all'essere umano a stare bene piuttosto che a stare male!
La cornice di riferimento che scegliamo per leggere la nostra realtà determina anche la condizione in cui viviamo il quotidiano: se pensiamo che la vita sia tanto affanno, saremo probabilmente affannati e forse un tantino sopraffatti dalla vita stessa; se consideriamo la vita una scoperta, agiremo nella consapevolezza che "benessere" non significa assenza di guai, di problemi, di frustrazioni ... Il nostro benessere si esprime nella capacità di interpretare ciò che ci accade nel quotidiano attribuendo quel giusto "peso" agli eventi, organizzando il nostro pensiero in una "forma" che lo renda intellegibile agli altri, considerando che siamo tutti partecipi di un "volume" di relazioni che influenzano e sono influenzate dal nostro modo di percepire proprio lo stare bene.
Nulla quindi contro l'allenamento pre - estivo al benessere che vivremo in vacanza, anzi suggerisco di prestare tutte le attenzioni del caso. Ma se per qualche motivo non potessimo andare in vacanza?
Mi piacerebbe condividere l'idea che il nostro benessere non dipenda solo da ciò che possiamo fare ma da come possiamo stare, soprattutto "dentro" di noi.
Una soluzione potrebbe essere salire ogni mattina sulla bilancia del nostro benessere e supervisionare che l'ago della bilancia non scenda sotto un certo peso, tendente al malessere, perché metteremmo a rischio la nostra stessa esistenza.
Sappiamo bene che gli estremi -anoressia e obesità- rappresentano quasi sempre stati di malessere (= stare male) della nostra esistenza in cui peso/ forma/ volume sono gli indicatori "visibili" di questo disagio.
Ebbene, l'augurio che faccio a me stessa e a tutti/e è di saper riconoscere il nostro stato di benessere e di imparare ad alimentarlo sempre, ogni giorno, con piccole e grandi azioni di rinforzo, affinché non si debba aspettare di stare bene (= stare in forma) solo per essere scoperti d'estate!
Dimenticavo: quanto premesso non esclude che i preparativi per l'estate diano quell'impulso in più, quel risveglio necessario a tutti per uscire dal torpore invernale, da quel pensiero abituale che le calze e le sciarpe di lana avvolgono per proteggere, da quelle azioni ordinarie che il tram tram quotidiano a volte predilige. Non abbandoniamo i nostri preparativi per l'estate, anzi!
Tuttavia, l'estate, le vacanze, il benessere, la spinta al rinnovamento e allo stare in forma ... possono essere non solo condizioni esterne ma modi di vita che ci accompagnano sempre, nel dare significato al nostro modo di stare bene con noi stessi e con gli altri. Il mio augurio.
Manuela Rosci
http://www.maecla.it/BibliografiaDidattica/pagine_biblio/francescato1.htm
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