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n.12 aprile 2011
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Il viaggio
Ma la cosa più bella è il ... mentre!
di Dorigatti Giorgio - Long Life Learning
In questo periodo ammetto di aver trascurato un pò questo progetto (la rivista) e forse di dover per questo delle scuse a chi invece lo ha costantemente seguito. La colpa va un pò agli impegni di altro genere che mi hanno portato via tempo e un pò anche l'assenza di "cose da dire".
A volte si preferisce stare in silenzio piuttosto che ripetere gli stessi argomenti o scrivere un articolo tanto per fare, solo per sentirsi dire "bravo" o non volere perdere a tutti i costi l'occasione di essere ascoltato.
Il silenzio è forse la forma più meritevole di riflessione.

Del resto anche questo è coraggio, il coraggio di staccarsi da un impegno per poi riprenderlo, il rischio di poter sbagliare e di non essere capito, il volere ogni tanto porre strade diverse alla propria vita e non inseguire quella più sicura e più stimata solo per piacere agli altri. A volte anche chiudere e ricominciare da capo. Prendere e cambiare.

Sono sempre stato dell'idea che una cosa deve essere fatta perché piace, perché è sincera.
E come tutte le passioni anche la scrittura ha i suoi momenti di grande creatività e altri in cui versa in silenzi totali.
Io sono per quelli che amano il viaggio e arrivano per poi voler partire di nuovo.
Questa rivista fa parte un pò di quel viaggio che penso di aver intrapreso forse qualche anno fa, quando dalla finestra della mia stanza sognavo un mondo a modo mio, quando cominciavo a capire che "arrivare" non significava essere felici ma che la cosa più bella è il "mentre".
Durante il viaggio non sai mai cosa ti succederà, hai la possibilità di scegliere e inventare rotte, di cambiare e rifare, di reinventarti ogni giorno.

Nel tuo viaggio ti impegni ogni giorno affinché ci sia "tutto", ma proprio tutto, per dire di aver conosciuto tutti i "territori".
Poi ci sono quei paesaggi che ti affascinano di più, quelli che invece ti annoiano subito ed altri che ti lasciano meravigliato ogni volta che li guardi, come se fosse la prima.
Come in tutti i viaggi sono previste delle pause per riposarsi un pò, ricaricarsi di nuovi obiettivi, appassionarsi a nuove terre da esplorare e ritrovare la voglia di farlo.

E' proprio quando sei fermo che del resto riesci ad osservare meglio, che trovi modo di relazionarti con quello che ti è intorno.
E poi si riparte con il bagaglio pieno di esperienze, brutte o belle che siano.
Attenzione a non affezionarsi troppo, ogni tanto bisogna trovare il coraggio di svuotare la valigia affinché la stessa sia in grado di contenere il "nuovo".
Tuttavia non si butta via nulla!

Succede che prima o poi si arriva a destinazione, soddisfatti o meno.
Ed è lì che è dura perché stranamente anche quando realizzi un sogno senti nuovamente il bisogno di sognare.
Riuscire a inventare nuove partenze e intraprendere viaggi quando ormai sono tutti stanchi, quando tutti si fermano a riposare, è forse il pane quotidiano di un uomo.
Penso sempre che la cosa più bella sia guardare il tramonto e viaggiare verso questo, non arriverai mai a toccarlo ma potrai ugualmente godere della sua bellezza per tutto il viaggio, pensando che un giorno magari lo raggiungerai, inseguire questa speranza.
Il fatto che probabilmente non lo raggiungerai mai non sarà fonte di tristezza perché è il viaggio che vuoi fare te, che ogni giorno ti stupisce e ti regala la sua bellezza; arrivare non è importante ma essere convinti di volerci arrivare ... sì.

Non so bene neanche io perché abbia voluto fare questa riflessione nella rivista di Aprile, forse perché credo ancora che la più grande risorsa che abbia un uomo sia stesso, l'unica persona davvero in grado di regalarsi il viaggio della vita, di decidere di quale smania morire.
Gli ultimi eventi della mia vita mi hanno convinto che ci sono continue partenze e arrivi ma il viaggio deve continuare sempre, te lo sei prefissato.

Volevo dedicare la chiusura di questo articolo a un mio amico che ha intrapreso un nuovo viaggio e magari ora starà navigando per mare come piaceva a lui, in barca a vela.
Ci sono quelle partenze precoci, piuttosto dure e dolorose, ma per quanto veloci tuttavia non ti hanno impedito di aver voluto davvero bene a una persona.

Giorgio Dorigatti, studente, giovane imprenditore
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