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Numero: 5 -Aprile 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'A che serve la poesia?'  >>>
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A che serve la poesia?
Le infinite risorse del testo poetico
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Uno degli obiettivi che la scuola dovrebbe prefiggersi è quello dell'"Imparare divertendosi" - Rodari docet...-
Spesso questo obiettivo è soffocato dall'ansia del programma da portare a termine, dalla difficoltà ad abbandonare rassicuranti schemi vecchi e ben consolidati o più semplicemente dalle mille beghe burocratiche, di rapporto..., che costellano la vita scolastica e la professione degli insegnanti.
Tra l'altro anche il lavoro vero e proprio con i bambini richiede sempre più competenze alla maestra, anche perché sempre più spesso vengono segnalate difficoltà attentive, di apprendimento, linguistiche, culturali, dovute sia al disagio sempre più presente nella nostra società ed anche alla sempre più massiccia presenza di bambini che vengono da altri paesi.

Il testo poetico, se inserito nel lavoro scolastico nel modo giusto, può essere un buon modo di conciliare un po' tutti questi fattori:
? È giocoso e musicale, quindi accattivante e divertente
? Rende più facile catturare e mantenere l'attenzione
? Può veicolare tanti contenuti
? Offre un' utilissima modalità di espressione

Ma andiamo per gradi.

☼ Già dalla Scuola dell'Infanzia, ma ancor di più all'ingresso nella Scuola Primaria, è fondamentale che i bambini fruiscano di codici comunicativi a loro familiari, in modo che poi possano via via incastonarci tutte le acquisizioni che verranno. Uno di questi codici è sicuramente il testo poetico, inizialmente sotto forma di filastrocche, che i bambini trovano molto divertenti, anche perché hanno un aspetto fortemente ludico e sicuramente familiare, probabilmente per una motivazione antropologica, basti pensare a tutta la tradizione popolare orale di conte, giochi accompagnati da cantilene, ninne nanne, etc.
L'arrivo in prima coincide in genere con una serie di aspettative che il bambino sente spesso come pressanti: ci si aspetta da lui che si comporti da grande, che studi, che impari - possibilmente più in fretta e più speditamente possibile, a leggere, scrivere e far di conto.
Sarà quindi decisamente rassicurante per lui essere accolto da filastrocche, da ascoltare, recitare insieme, e poi via via completare e comporre autonomamente.
È quindi una buona abitudine quella di leggere e far recitare loro brevi filastrocche, musicali e divertenti, perché i bambini ne riconosceranno i codici comunicativi, si rilasseranno, si divertiranno e apprenderanno senza ansie!

☼ Nelle prime classi una delle urgenze delle insegnati è catturare e mantenere l'attenzione, la cui soglia nei bambini piccoli è molto bassa.
Anni di ricerche, e di esperienze sul campo, hanno insegnato che ha ben poco serve minacciare e alzare la voce, anche perché la conseguenza più frequente è che il gridare diventi un rumore continuo di fondo che non assume nessun significato specifico per il bambino, il quale però imparerà a rapportarsi agli altri gridando e questo causerà un lavoro costantemente caotico.
Per ovviare a questo si può spezzare la stanchezza per un lavoro particolarmente impegnativo, facendo una pausa per giocare con divertenti indovinelli in rima, per procedere ad una lettura animata di filastrocche, per cantare insieme una canzoncina ritmata.

☼ La lettura o la recita di una filastrocca può costituire un buon mezzo per veicolari contenuti che i bambini devono assorbire.
Ad esempio, una filastrocca che giochi molto sul suono "t", può essere il pretesto per introdurre la lettere con il segno relativo e far intravedere, già a livello intuitivo, il suono che dà unitamente ad una vocale, che sarà esplicitato dallo scorrere delle rime!
Nessun genere è efficace come quello poetico nell'acquisizione della letto-scrittura, anche nei bambini con difficoltà.
Il ripetere i suoni in modo giocoso e musicale, così familiare al vissuto emotivo dei bambini, rendere più semplice il riconoscimento orale dei suoni stessi e questo faciliterà anche il riconoscimento del segno scritto, che piuttosto che scritto centinaia di volte come nelle famose "paginette", potrà essere circondato con i pennarelli colorati sul testo fotocopiato e poi, man mano scritto dai bambini, prima copiato dalla lavagna e poi sotto dettatura.

Ci sono filastrocche per tutti i gusti, questo dà quindi grandi opportunità di spaziare nella preparazione dei contenuti da trasmettere - magari giocando sugli errori! -: dai suoni piani a quelli più articolati, dai digrammi e i trigrammi alla lettera h, dall'accento a qu/cu e così via. Ma ci sono filastrocche anche con le tabelline, i verbi, gli animali, i cibi...ce n'è per tutti i gusti e le esigenze e, con un po' di esercizio, buona volontà ed un pizzico di tecnica, nonché di fantasia, si può pensare bene anche di crearne ad hoc, per un'attività che si intende fare in classe, magari adattando un testo di Rodari o di Piumini!

☼ Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello relativo alla potenzialità espressiva e comunicativa del testo poetico.
Prendendo spunto da testi di autori famosi - il mitico Rodari, ma anche Tognolini, Piumini, Bordiglioni...- si possono utilizzare le loro poesie e filastrocche come scheletri che i bambini devono rimpolpare con i loro pensieri, sostituendo alcuni termini con i loro, per dare vita a poesie tutte nuove, che danno voce alle loro emozioni.
Quando ci si sarà impadroniti della tecnica, sarà possibile passare a testi del tutto originali, trovando stimoli negli elementi della natura - il sole, la pioggia, il mare...-, nelle cose che appartengono alla quotidianità - la scuola, gli amici, il quartiere...- per poi passare ad elementi più "astratti" come le emozioni, i sentimenti, i pensieri più segreti.
Con l'esercizio, e magari con qualche trucchetto, tipo la costruzione di uno schedario "trovarime", i bambini prenderanno sempre più gusto nel creare testi nuovi ed originali, che potranno far parte di un libro di classe o, accompagnati da musiche e movimenti, essere il tema centrale di uno spettacolo teatrale.

Cristina Ansuini Psicologa, Docente nella scuola "2ottobre 1870" - Roma

In allegato:
Breve bibliografia per lavorare sul testo poetico
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