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n.70 febbraio 2017
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Articolo 'A ciascuno la sua maschera'  >>>
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A ciascuno la sua maschera
Una festa come occasione per apprendere
di Santigliano Leonilde - Didattica Laboratoriale
Una delle feste più sentite dai bambini è sicuramente il Carnevale, le classi sono addobbate di mascherine di carta e stelle filanti, una ricca alternanza di colori rendono l'ambiente festoso ed accogliente. Di solito i bambini attendono questa festa che tradizionalmente è legata ad una particolare aria di divertimento. Esprimono grande entusiasmo nel mascherarsi e si preparano a fare scherzi divertenti.
Man mano che gli anni passano i tempi cambiano e di conseguenza le nuove generazioni sono inesorabilmente coinvolte in modi di fare e di pensare differenti rispetto a chi li ha preceduti, forse le tradizioni restano perché c'è chi continua a narrare episodi e a mantenere usanze semplici e genuine in ricordo del tempo che fu.
Sicuramente i nostri bambini vivono in un mondo in cui le ricorrenze festive sono sempre di più associate a prodotti commerciali, facili da reperire, alla portata di tutti, pronti all'uso.
Cogliendo l'occasione festosa del periodo, ho pensato di pianificare un percorso didattico che potesse rispondere in maniera ludica ai desideri dei bambini e nello stesso potesse lasciare una traccia rispetto a un nuovo significato che possiamo attribuire al loro Carnevale.
Di solito, mi piace partire dal vissuto degli alunni per poter appurare le loro conoscenze rispetto ad un argomento.
Ho chiesto ad ognuno di loro: "Quale maschera preferisci e perché?"
Le maschere preferite sono quelle appartenenti a supereroi, fate e personaggi vari che fanno da protagonisti sul grandi e piccolo schermo. Da qui è nato il desiderio di organizzare con gli alunni un breve lavoro suddiviso in fasi con l'intento di raggiungere diversi obiettivi.
Ripercorrendo la nostra bellissima Italia, ci si accorge che ogni regione possiede una maschera che la caratterizza e che affonda le radici in antiche tradizioni. Insieme ai bambini abbiamo rispolverato delle piccole storie legate alle maschere tradizionali italiane; attraverso storie e favole narrate in classe, rappresentazioni teatrali, immagini e filastrocche sonore, abbiamo riscoperto la nascita del vestito di Arlecchino, quell'attaccabrighe di Brighella, il brontolone dottor Balanzone, la furba Colombina, il malinconico Pierrot, le avventure del simpaticissimo Pulcinella, ecc.
Considerando la giovanissima età degli alunni (seconda elementare), il lavoro si è svolto in maniera molto semplice e divertente. Non tutti i bambini conoscevano le maschere presentate, dunque si è cominciato con una discussione generale in merito alle piccole storie abbinate ai relativi personaggi, in modo particolare abbiamo colto le particolarità caratteriali di ognuno di essi.
Come insegnante, ho colto l'occasione per fare di un momento di divertimento, come il Carnevale, un motivo di conoscenza.
Come affermato nelle Indicazioni Nazionali (Arte e Immagine), è bene cominciare sin da piccoli a "potenziare nell'alunno le capacità di esprimersi e comunicare in modo creativo e personale, di osservare per leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di acquisire una personale sensibilità estetica e un atteggiamento di consapevole attenzione verso il patrimonio artistico. La familiarità con immagini di qualità ed opere d'arte sensibilizza e potenzia nell'alunno le capacità creative, estetiche ed espressive, rafforza la preparazione culturale e contribuisce ad educarlo a una cittadinanza attiva e responsabile. In questo modo l'alunno si educa alla salvaguardia, e alla conservazione del patrimonio artistico e ambientale a partire dal territorio di appartenenza. La familiarità con i linguaggi artistici, di tutte le arti, che sono universali, permette di sviluppare relazioni interculturali basate sulla comunicazione, la conoscenza e il confronto tra culture diverse".
In un secondo momento abbiamo organizzato un vero e proprio laboratorio artistico per la creazione di mascherine di Carnevale da preparare in piccoli gruppi e da sfoggiare in una sfilata nella stessa scuola per la giornata del "Martedì Grasso".
Le conoscenze apprese dagli alunni, sulle tradizionali maschere di Carnevale, hanno contribuito a stimolare la fantasia e a fornire degli strumenti per poter creare liberamente una nuova mascherina oppure riprodurne una che, a seconda dei gusti personali, è risultata più simpatica e piacevole.
Per loro è stato un gioco molto bello. Come insegnante ho potuto osservare, da parte dei bambini, un impegno collettivo e posso affermare sicuramente che il piccolo laboratorio ha favorito momenti di socializzazione e di comunicazione, in cui tutti si sono sentiti coinvolti e ben integrati. Ogni bambino ha avuto la possibilità di scegliere un travestimento che potesse esprimere il proprio immaginario, per sentirsi forte, magico, extraterrestre e ancora, come re o regine o fantastiche principesse.
Evviva la creatività e il divertimento! Evviva il Carnevale!



Leonilde Santigliano, docente dell' I.C. "Belforte del Chienti", Roma
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