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Almanacco di autunno  
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'A colloquio col Ministro'  >>>
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A colloquio col Ministro
Sogno di un'improbabile conferenza stampa
di Paci Lucia Giovanna - Emergenza scuola
Dopo aver combattuto lo scorso anno, apertamente e tenacemente, contro il Ministro Gelmini e la sua legge sulla scuola, di fronte ai primi esiti dell'attuazione delle nuove normative, mi viene ora la voglia di invitare il Ministro a una familiare, pacata conferenza stampa e, in tono garbato, addolcito e personalizzato magari da una tazza di poco aggressivo tè, mi viene da porle alcune domande.

"Accettando come sacrosanta la Sua volontà di riportare la Scuola a un antico rigore e posta questa necessità come base e pilastro di un recupero della funzione educativa dell'istituzione stessa e del conseguente ritorno alla professionalità degli insegnanti, come si spiega il perdurare nella scuola di insegnanti impreparati, non qualificati, "contenitori vuoti", ai quali, per giunta, nella politica dei tagli agli sprechi, viene affidata la responsabilità di coprire più materie, almeno nella scuola Primaria?"
"E in questa politica di "tagli allo spreco" o al superfluo, che non comporta solo l'impoverimento delle risorse materiali e strettamente finanziarie, ma si traduce in tagli di ore a disposizione di ciascun insegnante, con la conseguente squalifica della potenzialità lavorativa del singolo e di quella di tutto il team nel suo complesso, come considera il senso di responsabilità, la passione, la professionalità di quegli insegnanti che, per sopperire agli inevitabili disagi e alle conseguenti disfunzioni , equilibristi sulla corda, coprono buchi di colleghi assenti o riescono a tirare fuori dal cilindro del mago, fantasia ed estro da sopravvissuti, ostinazione da vocazione, per portare avanti quelle salutari, costruttive, motivanti attività, che erano pane quotidiano quando avevano più tempo e risorse? Sono forse, per questo, meglio pagati, magari con le finanze che sono state risparmiate con i tagli?"

"E questo dal loro punto di vista, ma dal punto di vista di noi genitori, che mi dice del fatto che i nostri bambini siano sballottolati da una classe all'altra, divisi, come fossero pacchi, perché gli equilibrismi dei loro maestri non sono stati sufficienti o perché i loro maestri sono stati costretti a coprire buchi in classi non loro e li hanno dovuti "abbandonare"?
E che mi dice, ancora, di quelle classi che somigliano sempre di più alle pluriclassi di una volta, sia numericamente, sia per le età e le esperienze che vi vengono mescolate, nei meravigliosi pot pourris, che si è costretti a fare, per sopperire alle assenze, non potendo, nessuna scuola ormai, pagare i supplenti, a meno che, Dio non voglia, un docente non stia male seriamente e non debba assentarsi per un lungo periodo? Ma forse la pluriclasse era proprio ciò che lei aveva in mente, Signora Ministro, quando parlava di "ritorno all'antico" e dovevamo aspettarcelo...!"

E questa realtà, Cara Maria Stella, non è solo della scuola Primaria.
Nelle scuola secondaria le ore tolte agli insegnanti di lettere, che prima potevano destinare le ore in più alle cosiddette "frontali", alle sostituzioni, per non parlare delle attività di laboratorio o di recupero (problematica soffertissima nella secondaria superiore), immobilizzano l'attività, con enormi danni per i ragazzi.
"Sa, Maria Stella, io beneficio di una risorsa bellissima della scuola statale italiana: la sperimentazione musicale della scuola media. E' la cosiddetta "marcia in più", perché l'educazione musicale fatta nel concreto, attraverso lo studio di uno strumento, è altamente formativa e non solo per quanto riguarda la didattica in senso stretto, ma come strumento educativo. Il nostro Istituto, per giunta, ha anche un grande valore sociale, visto che è inserito in un quartiere molto popolare e popoloso, con alcuni disagi, e offre un'opportunità di riscatto e di alternativa concreta per molti ragazzi . Sta di fatto che un tale piano di studi prevede per uno studente un impegno molto più pesante rispetto a quello di una qualsiasi scuola che non abbia questa specialità, impegno sia quantitativo, con rientri quotidiani, per due o tre volte la settimana, sia qualitativo, tali da avere sempre richiesto un'organizzazione oraria su sei giorni, sabato compreso, per una diluizione migliore di tali impegni.
I Suoi tagli però, mia Cara, e l'imperativo categorico di contenere i costi, ci stanno portando, nell'impellenza assoluta del Dirigente di "obbedire", a concentrare la settimana su cinque giorni, con un disagio spaventoso di tutti, insegnanti e ragazzi e una squalifica totale di tutta l'attività didattica, di base e musicale.
"Ministro, ma Lei come li considera dei ragazzi, tradizionalmente "massacrati" da noi adulti, perché amorfi, svogliati, inconcludenti, ecc..ecc., che, di fronte al "muro" di non trattabilità della dirigenza, di fronte alla "fuga" dalle responsabilità della maggior parte dei docenti e con l'appoggio solo di quei pochissimi inguaribili idealisti, insorgono perché vogliono andare a scuola di sabato, in controtendenza col pianeta intero, vogliono lavorare di più e meglio, in un clima di serietà e serenità che individuano, da soli, in un tempo maggiore e di qualità da passare a scuola, in barba a tagli e a bilanci?
Sa Maria Stella, a me viene la voglia di levarmi tanto di cappello, e con orgoglio penso che uno di quei ragazzi è mio figlio, magari un pò "lavativello", ma con un senso di responsabilità da far invidia.
Mi consenta, cara Maria Stella, di sperare in questi ragazzi che, nonostante il clima in cui sono costretti a vivere e la scuola che si sta creando sotto i loro piedi, dimostrano di essere ben altro terreno, dove certe novità faticheranno ad attecchire e anzi dove matureranno semi che potranno tener testa a tali novità. Loro sono la nostra più viva speranza, Ministro. Lei, che cosa ne pensa, riscontri del Suo Ministero e sondaggi a parte?"

"Mi piacerebbe poi sapere, Cara, dal momento che ho un figlio che frequenta la III media, quando si potranno ricevere notizie certe e definitive dal Suo Ministero circa la riforma dei licei e la sua reale attuazione, perché sa, magari lo fermeranno perché è appunto un po' "lavativo", ma che debba rimanere un anno in più nella sua scuola, perché a oggi non si sa cosa accadrà nell'immediatissimo futuro e le stesse scuole che dovranno ricevere questi ragazzi non sanno cosa dovranno proporci e come potranno organizzarsi, francamente è cosa che non riesco a digerire neanche con questo buon tè..!" Si è fatto tardi, cara Maria Stella, e come al solito ho parlato solo io. Le domande non sono poche, però, di materiale per una Sua riflessione ce n'è abbastanza e io sarei ben lieta di ricevere sul serio una Sua risposta, magari nella stessa modalità, se Le facesse piacere o se fosse più comodo per raccogliere meglio le idee. Credo che non sarei la sola a essergliene grata.

Attendo con pazienza e col mio inguaribile idealismo.
La mia più cordiale stretta di mano

Lucia Giovanna Paci genitore nel IV Municipio di Roma
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