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n. 87 novembre 2018
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A come Albo
Connubio di parole ed immagini nel libro di Antonella Capetti "A scuola con gli albi illustrati"
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"La forma dell'albo è affine alla forma del pensiero del suo lettore primo: i bambini conoscono la forma ed il senso delle cose in un'unica informazio-ne indistinta. Nella lettura dell'albo tutto ciò che compone il libro fa parte dell'esperienza di lettura."
Giovanna Zoboli, La voce del libro. Sull'ovvia questione della forma e del contenuto, in Hamelin. Storie figure pe-dagogia, aprile 2008, 20, pp. 24-31.

Che cos'è un albo illustrato? Sappiamo effettivamente definirlo? Al di là della lettura condivisa, può essere parte dell'attività didattica?
Diciamo innanzitutto che l'albo illustrato è un'opera aperta, capace di molteplici piani di lettura, con una forma narrativa in continua trasformazione, che pesca suggestioni ovunque esse si trovino, con uno sguardo alla letteratura ed uno all'arte, uno all'ambiente esterno ed uno all'introspezione, uno alle persone ed uno agli oggetti... senza mai dimenticare una parte immaginativa e fantastica.
È molto difficile definire l'albo illustrato, determinare cioè se è un genere o non lo è, sezionarlo, cercarne le varie componenti, categorizzarle, metterle in ordine di pregnanza... e questo per l'essenza stessa dell'albo illustrato e cioè la sua inafferrabilità.
Come fare dunque a dargli una collocazione? Un aiuto prezioso viene da Gregory Bateson, maestro del pensiero ecologico, che ci spinge a guardare oltre categorizzazioni e stereotipie e ci invita invece a cercare le relazioni tra le cose e a valorizzarle.
La chiave di lettura del picture book sembra essere proprio la relazione, nelle sue infinite sfumature:
-tra il testo e l'immagine;
-tra lettore e fruitore;
-tra lettore e libro.

Se l'albo è un'opera aperta, vicina alla sensibilità di ognuno in modo proprio e differente, che dà l'opportunità all'individuo di "leggere" e riconoscere la sua realtà, ha senso parlare di "utilizzo"? In che modo si può fruire di un albo illustrato?
Le risposte sono in entrambi i casi positive: sicuramente il bambino trova nell'albo una sorta di palestra emotiva, nell'ambito della quale dovrà essere supportato e guidato nelle scoperte che via via andrà a fare.
Gli albi illustrati sono decisamente la tipologia libraria più trasversale e più capace di mettere in relazione.

Per rispondere ancora più compiutamente a queste domande un aiuto ci arriva dal libro di Antonella Capetti "A scuola con gli albi. Insegnare con la bellezza delle parole e delle immagini", che ha inaugurato la collana "I topi saggi/ Topipittori", uscito a settembre 2018 e già alla seconda ristampa.
L'autrice, insegnante di scuola primaria, da anni lavora con gli albi ed ha dato vita al blog Apedario, un diario illustrato della vita di due classi elementari nelle ore quotidiane di italiano e arte (p.10); proprio da questo blog è nato il libro, che non descrive un metodo di lavoro, ma racconta una serie di spunti operativi per fare in modo che nel proporre le varie attività si parta sempre da un libro, un albo illustrato, che offre innumerevoli possibilità interpretative ed espressive.
I capitoli sono organizzati in modo da toccare tematiche importanti, apprendimenti e snodi didattici fondamentali: si troverà così il capitolo che parla dell'accoglienza e che prende le mosse da Storia piccola di Cristina Belleno e Alicia Baladan (Topipittori, Milano 2015) o da Anselmo va a scuola di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani (Topipittori, Milano 2005).

Per parlare di scrittura possiamo partire con L'albero alfabeto di Leo Lionni (Babalibri, Milano 2013) o con Tante rime per i bambini corte lunghe lunghissime di Fiona Waters e Chiara Carminati (Mondadori, Milano 2000).
Avanti così si procede, esplorando le emozioni, la fiaba, i colori, la grammatica e la sintassi...
Ogni capitolo racconta un'esperienza vissuta e lo fa poggiandosi agli albi da cui l'attività prende il via. E sarà un'attività ricca di sfumature e di bellezze diverse perché l'albo offre proprio tante possibilità espressive ed interpretative.
Ogni capitolo è corredato da una ricca bibliografia che comprende una scelta di albi illustrati ed una di saggi sul tema, perché le pratiche, per quanto buone ed efficaci, devono basarsi anche sulla ricerca e su una solida base culturale, oltre che esperienziale.
Ogni capitolo è corredato da immagini e testi tratti da libri e dai quaderni dei bambini: un corredo così ricco e sapientemente distribuito da rendere la lettura stimolante e aperta a sperimentazioni e approfondimenti.

Un libro davvero prezioso, soprattutto se si considera che, proprio come gli albi illustrati che tratta così riccamente, è anch'esso un'opera aperta grazie al blog APEdario, continuamente aggiornato dalla sua autrice.
Una provocazione che può essere accolta con successo, sulla scorta della conoscenza di questo libro, è quella di utilizzare gli albi anche come ponte, come elemento centrale delle attività di continuità, non solo tra scuola dell'infanzia e scuola primaria, ma anche tra scuola primaria e scuola secondaria, dove i mascheramenti iniziano ad essere più accentuati e dove l'esigenza di aprirsi e di esprimersi inizia a subire più limitazioni: la natura di opera aperta dell'albo darà voce e corpo ad ogni istanza; un esempio per tutti può essere Il buco di Anna Llenas (Gribaudo, Milano 2016), che ben racconta con immagini e parole il senso di smarrimento e di perdita, ma anche le risorse interne ed esterne che possiamo scoprire e ritrovare.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
-Bateson, G. (1977). Verso un'ecologia della mente. Milano: Adelphi.
-Hamelin, a cura di,(2012). Ad occhi aperti. Leggere l'albo illustrato-Terrusi, M. (2012). Albi illustrati. Roma: Carocci.
-Terrusi, M. (2017). Meraviglie mute. Roma: Carocci.


Cristina Ansuini, dottore in Psicologia ed in Scienze dell'Educazione, docente presso la scuola "S. Francesco d'Assisi", I.C. "Piazza Borgoncini Duca", Roma
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