|
|
| A lezione di dialetto |
| Un'arma in più contro la dispersione scolastica |
| di Rigamo Angela - Long Life Learning |
Il presente progetto nasce dalla consapevolezza che il dialetto è espressione del patrimonio culturale di un popolo che va recuperato alla memoria e valorizzato come cronaca stratificata di episodi, di riferimenti, di fatti, veicolo di sentimenti, valori e storia di una terra. Esso è molto più di un insieme di suoni, di caratteri, di parole: contiene la memoria collettiva di una comunità, legato alle varie sfaccettature delle relazioni sociali, dei valori morali, delle tradizioni di un popolo.
Il dialetto, infatti, è praticamente la lingua dei nostri padri e soltanto fino ad una cinquantina d'anni fa era conosciuto e parlato da tutte le famiglie a discapito dell'italiano che era usato solo nelle situazioni comunicative sociali oppure nell'ambiente delle classi più elevate rispetto alla condizione popolare.
E' importantissimo sottolineare poi che tutti i dialetti italiani non sono, come erroneamente spesso considerati, dei sottoprodotti della lingua italiana ma hanno le loro radici altrettanto nobili e derivano, passando attraverso i greci ed attraverso un sostrato di popolazioni molto remote, dalla stessa matrice latina.
Finalità del progetto, che si rivolge a un'utenza adulta, è di valorizzare, attraverso lo studio anche delle matrici storiche e culturali che lo hanno determinato, il dialetto siciliano, non per sovrapporlo all'italiano utilizzato nei contesti comunicativi ufficiali ma per scoprirne l'uguale dignità, per restituire ai siciliani la fiducia nella propria comunità e la fierezza delle proprie origini, contro la standardizzazione" anonimizzante" di modelli linguistici della società in cui viviamo che sta distruggendo quella varietà linguistica che costituisce una ricchezza ed una peculiarità del nostro Paese.
"A lezione di dialetto", inoltre, nato per opera di un docente del centro territoriale, luogo per eccellenza deputato per la progettazione e la realizzazione di attività che si rivolgono a una fascia ben definita di utenti, vuole costituire un valido momento di riavvicinamento, potenziamento e scoperta o riscoperta della lingua italiana (attraverso un approccio diverso che utilizza il confronto partendo da una lingua parlata e quindi familiare, il dialetto) per quelle persone a scolarità debole e costituire un'arma efficace nella lotta contro la dispersione scolastica. Non ultimo, potrà costituire non tanto un ricordo, ma un insegnamento per tutti gli stranieri e quindi servire a inserire e integrare meglio coloro che, immigrati, non hanno radici nella nostra terra. L'intero progetto sarà articolato in modo tale da commisurare equamente la parte relativa allo studio del dialetto siciliano con quella relativa all'approfondimento dei fatti storici, culturali e linguistici che lo hanno generato.
METODOLOGIA
Il percorso di ricerca proposto costituisce un'occasione per far riflettere sul rapporto tra lingua e dialetto, ponendo l'attenzione sulla differenziazione nella storia delle parole (la creazione stessa di un glossario di dialetto siciliano non dovrà essere una collezione di termini ma uno studio sui meccanismi che presiedono alla formazione delle parole), sulla loro rivalorizzazione, sulla visione della lingua come fenomeno non statico ma mutevole. L'individuazione delle differenze e delle pecularietà esistenti tra lingua ufficiale e dialetto sarà finalizzata alla comprensione della loro pari dignità e contemporaneamente dell'uso differenziato da effettuarne nei vari contesti.
Sarà privilegiata la partecipazione attiva ed il contributo volontario dei corsisti per la creazione di una piccola antologia che, avvalendosi della preziosa testimonianza degli anziani, ricostruisca storia e usanze della nostra terra in una sorta di continuità ideale che proietti i valori del passato nel futuro.
DESTINATARI
Il laboratorio sarà rivolto a utenti dai 16 ai 65 anni di età.
Angela Rigamo, Docente di lettere - Palermo
In allegato:
Il progetto con gli obiettivi e i contenuti
|
|
|