Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
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A proposito di benessere
Diamoci una regola...ta!
di Ferraccioli Elena - Organizzazione Scolastica
Diciamo la verità: le regole sono una gran scocciatura!
Non è sempre facile limitare la propria libertà di movimento e parola in virtù dell'interesse legato al benessere dell'altro da me. E' pur necessario porre dei limiti, mettere dei paletti. Ma quali? E chi può farlo? Soprattutto all'interno di un gruppo formato da bambini di classe prima, che devono affrontare il difficile compito di avviare la costruzione di relazioni significative con i compagni e gli insegnanti, per scoprire il senso dello "stare insieme", noi pensiamo che sia importante coinvolgere gli alunni nel tentativo di risoluzione di "situazioni problema" attraverso un approccio ludico. Dal punto di vista metodologico ci siamo, in particolare, avvalse di simulazioni, role play, piccole drammatizzazioni.
Forse un' esemplificazione può essere utile.
Sappiamo che da un problema riconosciuto dal gruppo, legato a comportamenti inadeguati, nasce il bisogno di definire delle regole condivise. Noi insegnanti avevamo notato il verificarsi di episodi in cui alcuni bambini avevano difficoltà a verbalizzare un disagio o una richiesta e ricorrevano all'utilizzo di dinamiche comportamentali inadeguate, quali calci e pugni. Abbiamo quindi pensato di drammatizzare una situazione problema che portasse gli alunni a verbalizzare il principio che i nostri comportamenti hanno sempre una conseguenza e ne siamo responsabili in prima persona .
Una di noi ha impersonato il ruolo dell' autista che, incurante del semaforo rosso, decide di attraversare ugualmente; l'altra il ruolo della sventurata passante che viene investita e che si rompe una gamba. Man mano che la drammatizzazione si dispiegava nell'enfatizzazione dei comportamenti scorretti, per cui l'autista non si ferma a soccorrere e dimostra disinteresse per l'incidente provocato, i bambini si attivavano con grande fervore nel manifestare tutto il loro dissenso e l'indignazione. Un paio ( tra i più "vivaci") hanno autonomamente interpretato il ruolo dei vigili e come erano determinati nel far rispettare la legge! Rispetto al tentativo di fuga dell'autista poi, tutti gli alunni si sono alzati in piedi e si sono fatti intorno chiamando a gran voce il vigile. Hanno poi deciso che l'autista meritava una punizione per tutti quei comportamenti scorretti e all'inizio sembrava che dovesse restare in prigione per sempre a pane e acqua. Qualche alunno un po' più clemente ha proposto poi quattro anni di reclusione sempre a pane e acqua. Insomma è scaturita una gran discussione dalla quale con la nostra guida sono riusciti a riflettere sulle conseguenze che hanno le nostre azioni.

Questo è solo un esempio di come noi cerchiamo quotidianamente di mettere gli alunni-attori al centro del lungo e faticoso processo di interiorizzazione personale delle regole. La convivenza democratica è per noi nello stesso tempo obiettivo, partenza e modus per favorire questo processo dinamico. Spesso trasportando nel meta-campo di esperienza della fantasia situazioni problematiche della vita di classe, che richiedono profondi cambiamenti per essere superate, utilizziamo proposte desunte dalla migliore produzione di letteratura per l'infanzia, perché si creino, attraverso l'immedesimazione libera nei personaggi, le condizioni di superamento di problemi individuali e di gruppo. In questa pratica realmente vissuta assicuriamo l'esercizio del senso critico che è alla base di ogni processo di crescita personale e che rende i bambini e le bambine protagonisti consapevoli del proprio cambiamento di comportamento.

Le regole devono essere non solo chiare, ma comprese, adeguate e corrispondenti ai bisogni ed ai diritti dei bambini, vissute in uno spazio reale e in una situazione di convivenza democratica in cui ogni regola può essere ridiscussa se inadeguata, in cui ogni alunno possa comprenderne il senso focalizzando tutti i punti di vista. Noi insegnanti in questo contesto ricopriamo il ruolo di garanti dei diritti di tutti.
D'altronde si sa che l'apprendimento più che a un tiro di schioppo è simile al volo di una farfalla, con tutti gli alti e bassi che ne conseguono. L'importante è che la farfalla voli.

Elena Ferraccioli e Angela Loconte Docenti 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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