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n.63 maggio 2016
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Articolo 'A scuola con Emily'  >>>
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A scuola con Emily
Diario di un'esperienza di flipped classroom
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale

Disegna per me un pettirosso - su un ramo -
così sognerò di sentirlo cantare
e quando nei frutteti cesserà il canto -
ch'io deponga l'illusione.
Emily Dickinson


A partire dal 23 aprile, giornata mondiale del libro, abbiamo iniziato un percorso monografico su una poetessa tra le più evocative e, per certi versi misteriose, del panorama letterario.
Percorso che non è stato lineare e che ha deviato più volte da quello che era stato pianificato, ma che ha consentito di realizzare non solo bellissimi lavori, ma anche di scoprire e tesaurizzare risorse addirittura inimmaginabili.
Siamo partiti dalla lettura di una lettera di Emily Dickinson alla sua amica Abiah, poi nel circle time abbiamo riflettuto sulle differenze e sulle similitudini di vita che emergevano da quello scritto, abbiamo così osservato la capacità comunicativa della lettera e fatto ipotesi sulla quotidianità di una ragazza di un secolo e mezzo fa.

Noi conosciamo bene le nostre modalità comunicative, anche se ce ne sono alcune che utilizziamo poco e che hanno bisogno di essere messe in evidenza, ma quali erano quelle di Emily?

È partita una ricerca sulla sua vita e sulle sue abitudini, abbiamo trovato notizie e immagini che hanno avvicinato questa figura indistinta e ce l'hanno fatta tracciare più nitidamente: la sua casa nel Massachusetts, i suoi ritratti in bianco e nero, i suoi erbari...
Una mattina ho portato a scuola un suo libro di poesie, Non c'è nave che possa come un libro, edito da Motta Junior.
Questo libro, che contiene brani scelti e splendidamente commentati dalle illustrazioni di Brunella Baldi, ha incuriosito molto i bambini che lo hanno esplorato in molti sensi: dai significati oscuri di alcune parole alla brevità di certe poesie, dall'attenzione ai temi della natura alla delicatezza dei sentimenti raccontati...
Non è stato sempre semplice - la poetessa in questione non sempre è di facile lettura - ma ha dato modo ai bambini di riconoscersi in tante sensazioni e avvicinarsi ai testi non sono in senso letterale-letterario, ma proprio nel senso più intimo ed emotivo dei diversi brani: potere della poesia!
Da qui è partita - da parte dei bambini! - la richiesta di fare un lavoro per gruppi che consentisse loro di riunirsi, anche al di fuori dell'orario scolastico, e di confrontarsi su ciò che era emerso da questo percorso di conoscenza.
Naturalmente ho acconsentito nel dare loro questi spazi in più, preparando e mettendo a loro disposizione una tool box , una "cassetta degli attrezzi", con molti materiali e indicazioni di lavoro.
È stata poi organizzata una giornata da dedicare all'esposizione dei lavori realizzati: una vera e propria manifestazione letteraria, nell'ottica della flipped classroom più vera.
È seguito un periodo di lavoro febbrile da parte dei bambini, che sono stati molto misteriosi sui percorsi che ogni gruppo stava seguendo per non sciupare una sorpresa che stava per arrivare.
Il giorno delle presentazioni c'era una grande emozione nell'aria ed un grande senso di attesa; i bambini avevano indossato le loro mise preferite ed avevano scelto anche l'ordine in cui i vari gruppi si sarebbero succeduti nell'esposizione dei lavori: noi insegnanti dovevamo solo fare da spettatori.
È stata un'esperienza davvero emozionante e non sono mancati momenti di commozione.
I bambini si erano ben distribuiti compiti e tempi ed avevano scelto anche la modalità di realizzazione dei lavori: alcuni avevano scelto il lapbook, altri il libro, altri ancora una serie di cartelli.
Ogni gruppo aveva messo insieme impressioni e perplessità, predilezioni e dubbi, informazioni e curiosità, assemblando il tutto in modo originale ed efficace.
Ciò che più mi ha colpito alla fine, sono state le poesie che i bambini hanno scritto, ispirandosi a quelle di Emily Dickinson, facendo tesoro di letture ed esperienze condivise: è stato qualcosa che ha dato la misura che la direzione era quella giusta e che i lavori fatti non vanno mai perduti e i sentieri battuti portano sempre da qualche parte interessante.
Il successo di questa esperienza ha dato il via a una serie di riflessioni da parte mia, sull'importanza di diversificare le attività, sull'opportunità di spingersi in là anche quando il compito sembra più difficile ed il risultato irrealizzabile, sulla necessità di sperimentare e soprattutto sulla fiducia che bisogna riporre sui nostri alunni e sulle loro risorse, spesso nascoste o sottovalutate.

Fammi un quadro del sole -
posso appenderlo in camera mia
e fingere di scaldarmi
mentre gli altri lo chiamano "Giorno!".
E. D.




Cristina Ansuini, Dottore in Psicologia, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870",I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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