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Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 22 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'A scuola con "Giovannino"'  >>>
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A scuola con "Giovannino"
Nei laboratori le storie diventano didattica
di Tiberti Stefania - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Abbiamo ormai superato la metà dell'anno scolastico e nonostante tutto proceda per meglio, con i dovuti aggiustamenti in itinere, noi insegnanti ogni giorno ci interroghiamo su come la didattica funzioni o no, soprattutto nei laboratori.
Nella nostra scuola "Angeli della città" da quest'anno nelle ore di attività laboratoriale abbiamo attuato una strategia nuova: tutte noi maestre coinvolte nella conduzione dei cinque laboratori - ludoteca, manipolazione, fiaba, informatica e movimento - abbiamo scelto cinque storie da leggere tratte da un unico testo di Gianni Rodari "I viaggi di Giovannino Perdigiorno ".
L'argomento specifico che viene trattato "nasce" dall'incontro particolare che il nostro amico Giovannino compie nei suoi viaggi dove incontra uomini di gomma, uomini più, uomini a vento, uomini di sapone e un pianeta nuvoloso.
Abbiamo "faticosamente" trovato questa soluzione ad inizio d'anno, prevalentemente per due motivi: primo, una sorta di ulteriore rinnovamento nella scelta di strategie di apprendimento che ci sembravano necessarie visto che lavoriamo con questi bambini già dallo scorso anno; secondo, per poterci sentire noi insegnanti ancora più "dentro" ad una metodologia laboratoriale condivisa e caratterizzata da un "filo conduttore"- gli incontri fatti da Giovannino durante i suoi viaggi - che accompagnasse i bambini lungo tutto il percorso nei cinque laboratori che avrebbero frequentato durante l'anno.

Forse può sembrare strano, ma noi insegnanti crediamo nel detto "l'unione fa la forza " e così abbiamo fortemente voluto darci dei punti di riferimento comuni per far capire ai bambini e, a quanti di noi avessero ancora dubbi, che nei laboratori facciamo scuola.
L'esperienza è iniziata carica di entusiasmo, soprattutto da parte nostra , che forse per la prima volta ci sentivamo sicure delle attività che andavamo a proporre, proprio perché il pensarle insieme ci garantiva maggiore cura nella scelta degli obiettivi da attuare, senza trascurare la curiosità suscitata nei bambini per aver introdotto delle novità.
Questo è quello che è successo nel mio laboratorio - la ludoteca - dove Giovannino è stato accolto molto bene. La ludoteca è un laboratorio molto particolare perché si presenta come un contesto totalmente diverso dall'aula e l'atteggiamento dei bambini che arrivano, alternandosi in gruppi di 12 o 13 alunni, è sempre molto interessato poiché la prospettiva di poter giocare a scuola è allettante, fa accettare ogni attività e consente ad ogni bambino di impegnarsi al massimo per poter poi anche giocare liberamente negli ultimi quindici minuti .
Inizialmente c'è voluto un po' di tempo per far capire ai miei alunni che in ludoteca non si deve solo giocare, che comunque possiamo essere impegnati a leggere una storia e raccontarla o soltanto fare un disegno, ma tutto ciò deve essere fatto bene, con calma e rispettando i tempi di consegna.
Anche far rispettare certe regole è stato faticoso, ma proprio nell'ultimo incontro una bambina di seconda mi ha detto :" ..sai maestra, in ludoteca ho imparato che bisogna mettere a posto i giochi , così lo faccio sempre anche a casa e la mia mamma è contenta.."

Oggi sono soddisfatta di come stanno funzionando le attività. Ogni volta durante il circle time, momento rituale che svolgo ad ogni incontro, riscontro l'atteggiamento positivo dei bambini nei confronti della ludoteca e dei laboratori in generale. Nel cerchio, che da noi è chiamato il "cerchio magico", si possono veramente fare magie come per esempio ascoltare o parlare uno alla volta, esprimere impressioni o sensazioni su tutto ciò che si vuole, sapendo di essere ascoltati, non tanto dall'adulto, sempre attento ad ogni segnale, ma soprattutto da quei compagni con i quali ogni giorno mi confronto e forse, perché no, "essere contagiati" da quei comportamenti di collaborazione ...come mettere a posto i giocattoli ...Un successo, no!

Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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