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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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A Scuola di merito
la Scuola pubblica per la meritocrazia e le pari opportunità
di Presutti Serenella - Emergenza scuola
In queste settimane di "emergenza scuola" il succedersi veloce e articolato dei fatti ha probabilmente sollecitato molte riflessioni, individuali e collettive, come anche molti sentimenti, dalla rabbia, per lo più per l'approssimazione e la superficialità nel trattare i problemi, all'euforia addirittura, per le energie liberate nella difesa della nostra/nostre vite piene di esperienze nel e per la Scuola.
Ma i sentimenti più forti e le riflessioni più approfondite, per quanto mi riguarda, sono stati sollecitati dal dibattito nato, cresciuto ed alimentato, ancora una volta, dai non-addetti ai lavori intorno alla Meritocrazia, o meglio alla sua assenza; in questa occasione non si tratta però del solito blaterare di "opinionisti dell'ultima ora".
Mi riferisco agli articoli di approfondimento pubblicati su "La Repubblica" da Antonello Caporale, come anche ai commenti apparsi sul quotidiano "Il Sole 24 ore" sulla qualità del nostro Sistema Universitario. Tra tutti di grande interesse il libro di recente pubblicazione "Meritocrazia - 4 proposte" di Roger Abravanel (*), leader del top management consulting della McKinsey in Italia, dove, oltre una analisi competente e puntuale sul "mal di merito" nazionale e la rappresentazione lucida e ferma delle ragioni dell'immobilità del nostro sistema socio-economico, emergono alcune proposte, 4 per l'appunto, per uscire dall'ormai incancrenito impasse.

Il mio intento non è quello di recensire il libro di Abravanel, cosa che per altro qualcun altro ha fatto con molta più competenza, piuttosto prendere al volo l'occasione per ampliare il punto di vista della Scuola nell'approccio al cambiamento e all'ottimizzazione di Sistema. Un punto di vista lungimirante perché svincolato da pastoie ideologiche, ma non banalizzante e qualunquista; responsabile perché individua responsabilità specifiche e diffuse; democratico perché equanime.
Andiamo con ordine, come in moviola, per comprenderne i risvolti e i significati più interessanti che si riferiscono al mondo della Scuola.

1. La meritocrazia è un sistema di valori che promuove le eccellenze indipendentemente dalle provenienze. E' la tesi di attacco, la conditio sine qua non per stabilire le regole ai blocchi di partenza: il merito è un concetto valoriale, sostanziato da azioni concrete di riconoscimento svincolato dai pregiudizi. E' il Sistema adottato dalle democrazie moderne per investire sullo sviluppo e sui giovani, contrapposto al Sistema dell'ereditarietà, del familismo e delle raccomandazioni, dell'immobilismo della gerontocrazia.

2. La valutazione deve poter misurare oggettivamente per individuare il merito (Testing). Da sempre il problema della valutazione, sia degli apprendimenti che di Sistema, è stato trascurato nel nostro paese; non si tratta tanto di assenza della ricerca e di best practise, piuttosto di assenza di sistemi di riferimento oggettivi e misurabili. C'è chi come me, come il tenente Giovanni Drogo ne "Il deserto dei tartari" aspetta tutta la vita il giorno della battaglia, sono ancora in attesa ormai da troppi anni di un Sistema Nazionale che stabilisca gli standard minimi. Oggi non siamo in grado, anche per questo, di impostare correttamente prove comparabili con i Sistemi europei e i risultati OCSE-PISA sono stati di difficile applicazione, ancor prima che di lettura ed interpretazione, nelle classi e con i nostri docenti e alunni.

3. Non tagliando le risorse si ottiene per risultato riflesso più meritocrazia, piuttosto ridistribuendo ed ottimizzando, investendo su programmi di formazione diffusa e capillare. Non tagli indiscriminati dunque ma meritocrazia misurabile, se così si può dire, risulta la formula del successo e dello sviluppo. Una vera riforma richiede maggiori investimenti, mirati e distribuiti nei tempi di realizzazione degli obiettivi individuati. La best practice più eloquente è l'esempio del Governo Blair e la "Delivery unit", piano programmatico sull'istruzione che ha risollevato le sorti del Sistema inglese.

4. La democrazia di un paese si misura anche nella sua capacità di predisporre le pari opportunità dalle situazioni di partenza; la situazione di partenza più importante per gli individui è senza dubbio il Sistema di Istruzione. Il nostro attualmente non presenta queste prerogative. Ad un'analisi attenta emergono invece differenze già in partenza:
- differenze sociali, che vengono confermate e perpetuate già nell'orientamento alla scelta dei percorsi di studio;
- differenze culturali , di cui si prende atto piuttosto che intervenire per invertirne il corso;
- differenze di genere, nella valutazione e nelle scelte della classe dirigente.

Credo che i tempi siano maturi, anzi intravedo un'urgenza sociale e culturale, per intraprendere azioni e percorsi di cambiamento. Oggi è già ieri per il nostro paese, l'Europa sempre più lontana e il futuro può essere tale solo se riusciamo tutti, nessuno escluso, ad invertire la rotta che sempre più appare essere di collisione.
La Scuola in particolare potrebbe giocare la sua parte con un impegno serio e concreto a cominciare dalla Valutazione, sia degli apprendimenti che di istituto, con l'individuazione di strumenti oggettivi e misurabili (testing) a cui affiancare modalità di valutazione a giudizio globale, e soprattutto interprendendo percorsi condivisi tra tecnici, i docenti e l'utenza, alunni e famiglie, nell'ottica della trasparenza e della comunicazione educativa.

Una buona occasione ce la offre paradossalmente proprio la legge Gelmini; è il momento di riflettere sulla sostanza e sul significato profondo del valutare, piuttosto che sostituire semplicemente il sistema decimale ai giudizi. Cominciamo dalla prossima Scheda di Valutazione o forse avremo perso l'ultima occasione.

Serenella Presutti Psicopedagogista e Dirigente scolastico del 143° C.D. "Spinaceto" di Roma

In allegato:
(*) link: Abravanel e i valori Mckinsey
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