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n.16 ottobre 2011
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A scuola di yoga
Attività di introduzione allo yoga per i bambini della scuola primaria
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Il mio inizio d'anno, come quello di molti altri, non è stato certo facile e in discesa; si sono presentate difficoltà vecchie e nuove che sono diventate delle vere e proprie sfide, che ci hanno messo alla prova in mille modi.

Ho sempre cercato di insegnare ai miei bambini a ricercare dentro di sé le risorse per reagire alle difficoltà e -al massimo della visione più ottimistica!- di trasformare le difficoltà stesse in vere e proprie preziosità da trattare con cura.

È quello che ci è accaduto quando ho scoperto che avrei dovuto svolgere, oltre alle mie discipline dell'ambito linguistico-antropologico, anche quella di corpo, movimento e sport.
La cosa non mi ha certo spaventato, ma mi ha fatto riflettere sulla possibilità di usufruire di spazi adatti, visto che l'utilizzo della nostra palestra presenta non poche difficoltà pratiche, soprattutto per chi ha in classe dei bambini disabili.

Così, nell'ottica della sfida positiva e galvanizzante di cui sopra, ho iniziato ad elucubrare a proposito di un'attività piacevole, che potesse dare a tutti la possibilità di esprimersi con i propri mezzi e con i propri modi, piuttosto "statica" tanto da poter essere svolta in un ambiente relativamente piccolo e senza particolari attrezzature

L'idea dello yoga mi è venuta sulla scorta dei tanti anni in cui ho curato e praticato questa disciplina, tanto da vederne e sentirne i preziosi benefici. Lo yoga con i bambini può diventare un' attività privilegiata, non solo per le sue caratteristiche spiccatamente legate alla fisicità, consente infatti una postura migliore, maggiore flessibilità e scioltezza, ma anche perché dà ai bambini una chiave d'accesso privilegiata alla conoscenza di sé, della propria corporeità e l'apprendimento di tecniche di rilassamento.
Questo dà la possibilità di fruire di vari benefici, come il miglioramento delle capacità attentive e di concentrazione, e di apprendere delle tecniche di rilassamento che possono essere utilizzate in qualsiasi momento, con i propri ritmi.

Un aspetto fondamentale resta comunque l'approccio paritario, accessibile a tutti, difficilmente riscontrabile in altre discipline motorie e/o sportive. Questo per me è un elemento fondamentale, imprescindibile, perché porta al giusto amalgama dei bambini tra di loro, consentendo anche a quelli "speciali" di sentirsi ugualmente parte del gruppo.
Ognuno potrà imparare dalla propria esperienza e dal confronto con gli altri, cosa aspettarsi dal proprio corpo e conoscere risorse insperate che neanche pensava di avere!
Sulla scia dell'esperienza nuova, sarà possibile introdurre via via esercizi a coppie, il racconto dell'esperienza stessa fatta insieme, il disegno condiviso...

Una parte importante della lezione, va dedicata al rilassamento, come coronamento dei movimenti fatti insieme. Attraverso fantasie guidate che portano i bambini ad immaginarsi come foglie cullate dalla placida acqua di un fiume o come un aquilone spinto dal vento, i bambini vivono un'esperienza di benessere assoluto, che li farà riposare dalle attività già svolte e li ricaricherà per quelle ancora da svolgere.
Il rilassamento svolto in questo modo consente ai bambini una personalizzazione assoluta dell'esperienza; attraverso la metaforizzazione, la fantasia, il pensiero divergente...elementi così intrinsecamente legali al loro "essere bambini", riescono ad apprendere dalla loro stessa esperienza, si sentono a loro agio e acquisiscono degli strumenti che potranno essere utili quando e come loro resti riterranno opportuno.
L'allestimento e la preparazione dell'ambiente in cui svolgere l'attività fa ampiamente parte dell'attività stessa, nell'attenzione all'altro e nella modalità di approccio ad una disciplina nuova.

Un discorso a parte merita il ruolo dell'insegnante; molte e molti di noi hanno timore di mettersi in gioco con un'attività nuova o ancora personalmente inesplorata. L'invito è comunque quello di provarci, di percorrere dei sentieri nuovi, magari sbagliando, ma sempre con la capacità di apprendere dai propri errori: questo aspetto del nostro lavoro dà ai bambini la possibilità di sentirci più vicini a loro e di ammirarci ancora di più per questo. Le wonder-maestre non sono molto amate dagli alunni! Sono le nostre debolezze a farci diventare grandi!

Ritengo poi che, con l'aiuto di una semplice guida e di un po' di coraggio, sia una preziosa opportunità per tutti, quella di riservarsi uno spazio speciale come questo.

D'altra parte il fatto che nel luglio del '98 è stato firmato un protocollo di intesa sulla diffusione dello yoga nella scuola tra il Ministero della Pubblica Istruzione e quattro importanti associazioni di yoga, dimostra la validità di questa disciplina all'interno delle attività scolastiche e specificamente della disciplina di corpo movimento e sport.

Questa antica disciplina consente infatti a tutti i bambini, anche e soprattutto a quelli svantaggiati e/o con qualche difficoltà, di fare una esperienza utile e gradevole nella crescita della consapevolezza, dell'attenzione, della concentrazione e della condivisone di spazi ed esperienze con gli altri.

In questa ottica lo yoga diventa per i bambini un gioco per muoversi insieme, stimolare la fantasia e la voglia di sperimentare.
Stare insieme non basta, si può stare insieme con gioia e serenità, scoprendo che le diversità ci arricchiscono, anziché dividerci.

Cristina Ansuini, Psicologa, docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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