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n.3 maggio 2010
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Direttore responsabile Manuela Rosci
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A volte osare può essere vincente
Aggiornamento e formazione con il progetto ICARE
di Sicoli Chiara - Organizzazione Scolastica
Che rapporto hanno gli insegnanti con le nuove tecnologie? E' possibile capire qualcosa in più sulla loro preparazione tecnologica? Può la scuola fornire occasioni ed essere da stimolo in questo campo? Forse basta crederci, sicuramente è necessario provarci!

Chi ci ha creduto è stato quel gruppo di insegnanti che ha partecipato al progetto "ICARE", un'esperienza di aggiornamento/formazione che ha coniugato positivamente i contenuti della formazione (ricerca-azione per l'integrazione) con le modalità di formazione stessa (blended).
Chi ci ha provato è stata la sottoscritta che approfondendo un po' la questione ha scoperto che ...

FACCIAMO UN PICCOLO PASSO INDIETRO
Il progetto "I CARE", acronimo di Imparare, Comunicare, Agire in una Rete Educativa, nasce da una proposta del Ministero della Pubblica Istruzione del novembre 2007 indicante non solo l'argomento su cui articolare il progetto ma anche specificatamente la possibilità di ampliare e favorire la comunicazione tra i soggetti interessati e la divulgazione dei materiali. Si concretizza, su iniziativa del Presidente della rete di scuole del IV° e V° Muncipio di Roma Dott.ssa Eva Pasqualini in collaborazione con Sysform - Sistemi di formazione, in un corposo e ambizioso progetto accolto dai Dirigenti e dal Collegio dei Docenti del 196° Circolo Didattico, 94°Circolo Didattico e dalla Scuola Media Statale "Via C. Perazzi30".
La proposta si articola in tre momenti distinti:
* laboratori di sviluppo professionale per ogni singola scuola (36 ore),
*incontri di formazione congiunta in aula (18 ore),
* formazione a distanza con l'utilizzo di una piattaforma e-learning.
Ed è proprio su questo ultimo punto che ho svolto la mia indagine nell'intento di rispondere alle domande iniziali.

PRINCIPALI RISULTATI ... E ALCUNI PARADOSSI
Per quanto riguarda la motivazione a partecipare al progetto, molti insegnanti hanno rinunciato in partenza non ritenendo la loro competenza in campo tecnologico adeguata al tipo di lavoro richiesto. Il paradosso sta nel fatto che un mezzo studiato a supporto della formazione individuale e della comunicazione fra partecipanti-scuola e partecipanti-rete, uno strumento facilitatore della partecipazione, ha in qualche modo ridotto il numero dei consensi al progetto.
Vogliamo parlare delle competenze pregresse in campo tecnologico?
La risposta al questionario on-line è stata bassa, solo il 52% degli iscritti, contro il 100% del modulo cartaceo. Ma quel gruppo di insegnanti che ci ha creduto annullerà questo gap! Nella compilazione del questionario di fine corso, sempre on-line, il 91% delle risposte indica infatti una maggiore disinvoltura nella partecipazione alle attività in rete.
E la partecipazione in piattaforma e ai forum?
L'uso della piattaforma nell'ambito del corso di formazione non è stato così rilevante pur rappresentando senza dubbio una valida risorsa per tutti i partecipanti. Certamente le cause non sono da ricercare nella mancanza di impegno o di interesse verso i contenuti del corso stesso. Infatti, se si osservano le percentuali delle presenze sia ai laboratori di sviluppo professionale che agli incontri di formazione si nota una frequenza intorno all'80-90 % e il dato non è da sottovalutare considerate le oltre cinquanta ore di impegno richieste in quasi due anni scolastici. Inoltre soprattutto nelle riunioni con gli specialisti, i docenti hanno seguito per tre ore ininterrotte intervenendo ampliamente con domande e argomenti di discussione. Probabilmente, invece, la poca dimestichezza con le nuove tecnologie e le nuove modalità di aggiornamento hanno influito sulla quantità delle azioni e interazioni in rete.
Cosa aspettarsi perciò dall'analisi del questionario di fine corso? Una valutazione positiva sui contenuti ma non altrettanto benevola sulle modalità di partecipazione al progetto?
Le premesse per una critica all'uso delle tecnologie c'erano tutte.

Il Questionario Di Fine Corso (in allegato) è stato ideato per indagare più approfonditamente gli aspetti maggiormente legati all'uso della piattaforma e-learning, per capire al meglio le opinioni dei docenti coinvolti. La quasi totalità degli iscritti (91%) ha ritenuto da facile a molto facile usare la piattaforma e-learning e oltre la metà (70%) ha giudicato da buona a decisamente buona la preparazione tecnica per affrontare questa nuova modalità di lavoro.
Si riscontra in generale un evidente senso di soddisfazione, segno che lanciare sfide, anche in campi meno esplorati, può risultare positivo.

A giudicare dai dati della domanda 5,(Quanto ritieni generalmente efficaci nella formazione e nell'aggiornamento l'utilizzo di tecnologie come la piattaforma e-learning?) un aggiornamento così organizzato è accolto positivamente se quasi il 90% considera efficaci o molto efficaci l'utilizzo delle tecnologie nella formazione.
Tra le brevi motiazioni, le tecnologie come la piattaforma e-learning sono considerate: "pratiche, comode, flessibili...", "...utili nella formazione", permettono di "...mantenere un quadro globale del percorso".

Particolarmente messe in risalto sono due tematiche importanti, una riguardante la comunicazione: "...la comunicazione tra formatori e docenti e tra gli stessi docenti è immediata...", "...permette... lo scambio di idee tra persone", "consente...di confrontarsi tra colleghi", "attraverso il computer si può dialogare con tutti".. Emerge un desiderio di relazione e raffronto che è molto sentito; gli insegnanti sono troppo spesso travolti da scadenze e incombenze burocratiche e dal lavoro in classe che non sempre hanno il tempo di scambiarsi opinioni e pensieri che li possano arricchire sul piano professionale. Il lavoro in piattaforma può agevolare in maniera più che egregia la comunicazione.

L'altra tematica riguarda l'aspetto temporale: "le tecnologie...hanno il vantaggio di poter essere utilizzate nei momenti liberi", "lo strumento....non è strettamente vincolato da limiti temporali...", "è efficace per l'uso autonomo che se ne può fare", "la piattaforma consente di organizzare il lavoro da casa.....", "... si velocizzano le attività".
Come tutti i professionisti, anche i docenti hanno la necessità di ottimizzare al meglio il tempo senza rinunciare alla possibilità di ampliare il proprio orizzonte di conoscenze; è evidente perciò che un modo di lavorare proficuamente così flessibile e adattabile alle proprie esigenze incontri il favore dei partecipanti.
Altre considerazioni da non trascurare sulle competenze tecnologiche: "...sono un aspetto ormai imprescindibile", "...non possiamo ignorare l'importanza che hanno...nella formazione non solo di noi docenti ma anche dei ragazzi".
In un mondo ad alto indice tecnologico non possiamo infatti pensare che la scuola sia capace di lasciare fuori alcuni degli strumenti che gli alunni utilizzano quotidianamente. Gli insegnanti hanno il dovere di acquisire competenze che li possano rendere interlocutori validi e credibili pur senza rinunciare a quella trasmissione di sapere e a quell'educazione alla cultura che caratterizza la loro professione.

ESPERIENZA DA RIPETERE?
Sfatare il luogo comune che i docenti non accettino volentieri le iniziative di formazione e aggiornamento è compito assai facile a giudicare dai contatti di questa rivista... ma i nostri corsisti?
Analizzando le risposte alla domanda 7,(Ripeteresti l'esperienza? Perché?),
si capisce che il percorso è stato vissuto da molti come arricchente sia sul piano professionale che su quello personale: "un modo per "mettersi in gioco"", "la piattaforma ha rappresentato un punto di riferimento efficace", c'è chi vorrebbe "...arricchire la formazione aderendo ad altri corsi". br>Anche se all'inizio di questa esperienza si è riscontrata qualche esitazione e anche se le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie non sono state sfruttate completamente, il segno che la sfida è stata accolta con successo è ben sintetizzato nella testimonianza di un insegnante che spiega perché ripeterebbe il corso: "perché mi ha consentito di fare un'esperienza di formazione varia per stimoli, competenze necessarie e acquisite. La rifarei soprattutto per utilizzare più a fondo le opportunità della piattaforma".

In un campo professionale troppo spesso accusato di tradizionalismo a volte osare può essere vincente.


CONCLUSIONI
L'analisi di uno strumento tecnologico al servizio della formazione e dell'aggiornamento degli insegnanti indica come la classe docente sia capace di accettare positivamente percorsi anche impegnativi.
Le criticità si ravvisano:
-nella diffidenza che alcuni insegnanti hanno riguardo all'uso del computer e della rete
-nella scarsa competenza in materia che sembra essere un elemento condizionante la scelta di aderire ad un corso così strutturato
-nella durata.

Sarebbe perciò necessario mettere in atto iniziative sistematiche di accrescimento delle abilità informatiche per riuscire a coinvolgere ed incuriosire un numero sempre più alto di docenti.
Poter limitare gli incontri in presenza ad un solo anno scolastico, prolungando semmai il lavoro in piattaforma, verrebbe incontro non solo al ritmo lavorativo di molti docenti che organizzano i loro impegni secondo una scansione temporale legata al periodo dell'anno di insegnamento, ma anche alle esigenze di tutti quei docenti precari o supplenti che sono costretti a cambiare sede di lavoro ogni anno.
Una volta create le condizioni più favorevoli per muoversi con una certa competenza nell'ambiente della piattaforma e, alla luce delle suggestioni emerse dall'analisi degli interventi, sarebbe opportuno stimolare maggiori opportunità di partecipazione ai forum. Un iniziale vincolo, magari di preparazione alle conferenze degli esperti, aiuterebbe a creare dimestichezza con lo strumento comunicativo e occasioni di confronto e scambio di idee. Come hanno dimostrato le opinioni dei partecipanti, la contaminazione verso una partecipazione più autonoma apparirebbe un passo naturale.
I punti di forza:
-acquisizione dell'abitudine all'interazione e al confronto a tutto vantaggio della creazione di una mentalità collaborativa
-riduzione delle distanze tra esperti e docenti
-cambiamento delle modalità di apprendimento
-personalizzazione del percorso e superamento degli ostacoli di tipo personale e organizzativo.

La partecipazione al progetto "I CARE" ha rappresentato una forte spinta propulsiva all'acquisizione di nuove e più efficaci capacità di gestire le nuove tecnologie in ambito scolastico.

Nella speranza che questi aspetti divengano patrimonio culturale dei docenti, si fortifica la convinzione che nella scuola debbano trovare posto sempre maggiori occasioni di utilizzo delle nuove tecnologie affinché tutti quelli che vi operano scoprano le grandi opportunità che questo "nuovo mondo" può offrire.

Chiara Sicoli, Docente di Scienze Motorie, I.C. Via Perazzi 46, Roma
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