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n 67 novembre 2016
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Abbattiamo il muro del pianto
Il ruolo dell'insegnante come motivatore e facilitatore
di Melchiorre Simonetta - Organizzazione Scolastica

L'inizio di questo anno scolastico è stato per alcuni versi incerto e faticoso.

Incerto perché la mia collega, persona preparata, con la quale avevo avviato da anni una relazione di collaborazione e di fiducia, per esigenze di organizzazione scolastica, è stata trasferita in un altro plesso; faticoso perché la sua sostituzione è apparsa da subito difficile, di conseguenza tutto il carico di lavoro e la gestione dello smarrimento degli alunni e dei genitori è ricaduto su di me e sulla mia collega di sostegno.

In questo inizio in cui sembravano tutti perdere fiducia nel cammino fatto finora, in cui poteva essere facile uno scivolamento, di noi insegnanti e della classe, verso la sfiducia e lo sconforto, ho sentito che il mio ruolo era cruciale, non potevo permettere che il dispiacere e la preoccupazione per tanta incertezza, arrivasse ai bambini, compromettendo l'avvio di questo anno scolastico, la loro motivazione e il loro entusiasmo.

Ho colto l'occasione del primo incontro in assemblea con i genitori, per ricordare a tutti, compresa me, che pur nella difficoltà non ci eravamo smarriti, avevo chiaro il percorso da seguire, sapevo dove avrei voluto portare i miei studenti e sapevo come farlo. Era chiaro per me cosa doveva emergere da quell'incontro:

- Volevo che fosse fatta luce sugli aspetti che funzionavano, su ciò che c'era (la nostra professionalità, la nostra presenza, la continuità con il lavoro di costruzione del gruppo e di un apprendimento significativo iniziato l'anno scorso...) piuttosto che su ciò che mancava (la collega di matematica);

- Far sapere ai genitori dove avrei "condotto" gli alunni, ho indicato le competenze in uscita, quali abilità, conoscenze e competenze avremmo dovuto raggiungere alla fine della seconda e partire da lì.

- Dare valore quindi al lavoro, alla sua progettazione, piuttosto che allo sconforto e al lamento (questo è un ribaltamento di sguardo che ho fatto innanzitutto dentro di me).

Sono cosciente del ruolo di motivatore, aspetto importante della mia professione, so che il mio ruolo è fondamentale perché mi pongo intenzionalmente, tra gli altri compiti, lo scopo di raccordare la famiglia con la scuola, e per far questo è necessario costruire una relazione con i genitori basata sullo scambio e sulla condivisione.

Ho iniziato la riunione argomentando su ciò che avevamo programmato per dare avvio a questo nuovo anno scolastico e gli obiettivi che sottendevano tali scelte.
Quest'anno non c'è davvero tempo né spazio per smarrire la strada, ci aspetta un anno ricco di progetti e di proposte significative.

Partendo dalla visione del film "La gabbianella e il gatto", abbiamo introdotto il patto d'amicizia e il cerchio magico con la coccinella della parola, perché rispettino il proprio turno. All'interno di questo lavoro, sono state programmate diverse attività che avevano obiettivi trasversali, non solo disciplinari ma anche prosociali:

- comprensione del testo (il film è un testo anche se è composto da immagini);

-visione critica della storia: l'artista mostra la sua idea del mondo, così siamo andati alla ricerca dei temi principali trattati all'interno del film;

-insegnamenti dell'opera: si inizia il dibattito con la condivisione della propria scena preferita, l'ascolto delle scene scelte dai compagni; la storia aumenta la conoscenza reciproca, stimola l'ascolto e l'empatia, rafforza il gruppo, in qualche modo spinge l'alunno ad uscire fuori da sé e dal proprio punto di vista;

-i personaggi che hanno caratteristiche umane, ma anche se animali rappresentano sentimenti ed emozioni che ci appartengono; abbiamo visto insieme quali fossero queste caratteristiche. In questo modo si attiva la capacità di pensare anche per astrazione, si parla del proprio vissuto e anche degli aggettivi/qualità. Questa attività mi permette di affrontare un argomento di grammatica, gli aggettivi, non da un punto di vista normativo, cioè partendo dalle regole per arrivare all'esercizio e alla memorizzazione; in questo modo la regola viene in seguito e il forte coinvolgimento emotivo aiuta il processo mnemonico e la partecipazione attiva;

-genere di un film (come di un libro): scopriremo quanti ce ne sono e quali aspetti caratterizzano una storia; ciò mi permetterà di affrontare un'altra competenza della lingua madre: "leggere e comprendere testi di vario tipo e genere, individuando il senso globale e le informazioni principali";

-riflessione da parte dell'alunno sulle diverse tipologie di testi, per coglierne l'idea principale, svolta in un contesto significativo, stimolante, integrato perché all'interno di un gruppo che riflette insieme.

Ricordando i tre impegni presi da Zorba, ci assumiamo fino ad un massimo di tre impegni per fare in modo che il nostro gruppo funzioni meglio e i cambiamenti che appaiono difficili, se affrontati da soli, con l'aiuto degli altri possiamo riuscire ad attuarli (Zorba è riuscito a non mangiare l'uovo, a prendersi cura di Fortunata e ad insegnarle a volare perché non era solo; il gruppo dei gatti è stato fondamentale con le differenze, le capacità e le resistenze presenti).
Gli impegni dei bambini sono diventati il nostro PATTO D'AMICIZIA, una sorta di mappa e se ci perderemo (accadrà!) lei ci aiuterà a ritrovare la rotta.
Per costruire la mappa abbiamo trasformato tutti gli impegni da negativi a positivi, la negazione NON (non devo disturbare....non devo parlare male dei compagni.....) è stata trasformata in positivo, questo momento non è stato da subito facile per i bimbi, ma l'obiettivo per me importante era quello di far vivere la regola non come limite, come una privazione della libertà, ma come opportunità.

Tutto si è concluso con la cerimonia della firma, nel corso della quale bambini e insegnanti hanno scelto liberamente di scrivere il proprio nome, assumendo così la responsabilità della cura e del rispetto del patto (una sola bambina ha scelto di non apporre ancora la propria firma).

Per finire, ho illustrato il progetto che ci accompagnerà per tutto l'anno e che avrà come parola chiave "LA VITA".

Questo compito fortemente significativo per gli alunni, ci darà la possibilità di raggiungere i traguardi previsti ma in un contesto coinvolgente e aderente alla realtà: la storia della propria vita, dalla nascita ad oggi. L'alunno imparerà a collocare gli eventi storici all'interno degli organizzatori spazio-temporali e comincerà ad utilizzare le fonti, a reperirle, a leggerle e a confrontarle.

Insieme alle attività "Fotografiamo la vita" e l'orto sinergico, la striscia della vita, con i suoi reperti e le sue testimonianze, sarà un'altra attività multidisciplinare e terminerà con una mostra, dal titolo: "La vita come opera d'arte", che i bambini organizzeranno in tutte le sue fasi, allestiranno e cureranno. Avranno così la possibilità di mettere in campo competenze come imparare a imparare e lo spirito di iniziativa e imprenditorialità.

Insomma non c'è davvero spazio per il lamento e lo sconforto, abbiamo molte cose da fare e ci servono energia ed entusiasmo, motivazione e fiducia.

Questo approccio iniziale ha permesso, grazie anche alla disponibilità e intelligenza dei genitori, agli alunni di iniziare questo nuovo percorso perlopiù sereni ed entusiasti, pronti ad affrontare una sfida così avvincente.

Simonetta Melchiorre docente dell'I.C. "Maria Montessori" di Roma e Art-counselor
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