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Numero: 10- giugno 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Accoglienza ed integrazione dei bambini con disabilità e le loro famiglie
Esperienze significanti nel Municipio XII di Roma
di Presutti Serenella - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
l'accoglienza nella cultura europea...
l'accoglienza nella cultura europea...
QUAL'E' IL SIGNIFICATO (letterale) DI ACCOGLIENZA?

- significato legato all'appartenenza culturale
- nella nostra cultura l'accoglienza è pensata e agita come un "culto" ..dagli antichi graci ai romani ...XENOS (fuori dalla propria terra di origine) - METOIKOS (coabitante) - PAROIKOS( abitante presso)

CHE COSA INTENDIAMO PER INTEGRAZIONE ?

? Dal lat. integratio¯ne(m), deriv. di integra¯re 'integrare'
? disponibilità degli individui di una società a coordinare le proprie azioni mantenendo a un livello tollerabile i conflitti
(dalla Enciclopedia linguistica Garzanti)

CHE COSA VUOL DIRE ACCOGLIERE L'ALUNNO E LA SUA FAMIGLIA?

Da una riflessione più attenta sull'origine delle parole e sui significati "d'uso" acquisiti, consideriamo meglio il senso profondo delle nostre azioni, individuali e collettive.
L'ingresso dei bambini difficili o diversamente abili nella Scuola ci pone domande a cui rispondere, come persone e come comunità professionali educanti; domande, bisogni, istanze che ciascun individuo ci pone, spesso non ascoltate in modo così adeguato.
La scuola accoglie soprattutto classi, gruppi- classe, e mostra ancora troppe difficoltà ad integrare le singolarità prima ancora delle pluralità.
Alcune difficoltà sono spesso considerate oggettive, dati di contesto, ma moltissimo è frutto di atteggiamenti e convinzioni culturali, spesso del senso comune e non abbastanza sperimentati sul campo della comunicazione e della relazione .
Vorrei portare a contributo alcuni esempi.

MARCO NON ANDARE VIA...
(come ri-costruire una relazione di fiducia in un contesto di comunicazioni disfunzionali)
La famiglia di Marco chiede al Dirigente scolastico, qualche giorno prima della conclusione dell'a.s., di far permanere il bambino in 2nda classe per non aumentare il divario con i suoi compagni di classe; dalle ultime valutazioni del Servizio Sanitario che si occupa di lui emerge che il "livello di apprendimento" è attestato a quello della fine di primo quadrimestre di una 1a classe...
La diagnosi funzionale del b. in possesso della scuola che frequenta mette in evidenza la problematica di Marco, che non identifica certamente come prioritario l'ambito dell'apprendimento "scolastico"; anzi questo risulta essere molto condizionato e compromesso dai gravi disturbi che il b. presenta, soprattutto in considerazione della rilevanza sul resto del disturbo di tipo autisitco.


PERCHE' LA FAMIGLIA AVANZA UNA RICHIESTA COSI' LONTANA DALLA REALTA' DEI FATTI, e IN TEMPI NON ADEGUATI PER QUALSIASI CONFRONTO SERIO? QUALI LE RESPONSABILITA' DELLA SCUOLA? QUALI LE REALI POSSIBILITA' E MARGINI DI MIGLIORAMENTO?

Analizziamo insieme questa situazione emblematica per un confronto sul percorso di accoglienza del bambino e della sua famiglia. Marco viene iscritto nella prima classe della Primaria contrariamente al giudizio di GLH che consiglia la permanenza nella Sc. Dell'Infanzia. La famiglia decide di iscrivere il bambino c.que. Il primo anno di inserimento risulta molto complesso e costellato di difficoltà di diversa natura:
- organizzative
- di inserimento per Marco e per il gruppo classe, in termini di contenimento dei comportamenti e della motivazione.
...modalità adeguate
...modalità adeguate
L'"anello debole" di questo percorso è stato rappresentato dalla continuità, anzi dalla discontinuità tra le istituzioni e i diversi ordini di scuola che non hanno saputo e/o potuto individuare dei canali più efficaci di comunicazione, che potessero mettere in moto tutte quelle risorse possibili per un confronto a diversi livelli, necessario per arrivare ad una decisione condivisa, ponderata e più vicina alle reali potenzialità del bambino.
La scuola ha cercato di porsi come mediatrice in questo momento difficile, quando comunicare è apparso poco possibile.

QUALI SONO LE RISORSE DA ATTIVARE ?
Prima di tutto quelle interne, professionali ed istituzionali, per riformulare il problema in termini più adeguati.

 Il DIRIGENTE SCOLASTICO: come garante istituzionale accoglie le istanze e chiama in causa le altre componenti, nella corresponsabilità delle decisioni: convocare un GLHO urgente, raccogliendo i vari elementi prima dell'incontro;

 I DOCENTI: documentano ulteriormente il percorso all'apparenza interrotto delle comunicazioni con la Famiglia, riformulando le risposteanche in base alle perplessità, dubbi ed incomprensioni;
l'unione fa la forza...
l'unione fa la forza...

 I SERVIZI SANITARI- TSMREE: riaggiornano la diagnosi funzionale, per contributo alla chiarezza e per supportare il GLHO nelle decisioni.

 La FAMIGLIA: si mette in ri-ascolto, cercando di reinterpretare dubbi ed istanze alla luce della possibilità di raggiungere gli obiettivinei tempi più adeguati per il bambino



LA SCUOLA CHE VORREI...
mette in gioco oltre che se stessa anche una una "politica" di territorio.
Nel Municipio di appartenenza della Scuola dove opero si sta lavorando in questo senso, nella costruzione di intrecci comunicativi in comune.
A questo proposito posso portare ad esempio la sottoscrizione dell'ACCORDO DI PROGRAMMA PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP (vedi allegato) , che sta rappresentando un forte punto di riferimento per tutte le Istituzioni che operano nel settore.
L'elemento più qualificante è la sperimentazione di un GLH Distrettuale che ha convogliato lo sforzo di 3 gruppi di lavoro "misti" sui temi caldi della gestione dell'integrazione scolastica: la modulistica, le buone prassi, il data-base territoriale.
I primi risultati si tanno intravedendo in questa fase finale dell'a.s., con una messa a punto dei primi protocolli in comune di intervento e il tentativo della razionalizzazione delle risorse, che in questi tempi "di magra" è espressione di alto senso di responsabilità e di autonomia istituzionale, di una scuola possibile... scusate se è poco...

Serenella Presutti, psicopedagogista, Dirigente scolastico del 143° C.D. "Spinaceto "di Roma.
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