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n. 54 giugno 2015
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Ai miei bambini piace la matematica
Ho utilizzato il Metodo Analogico di Camillo Bortolato
di Coppola Cosima - Orizzonte scuola
'Mi chiamo Emma, ho sei anni e frequento da pochi giorni la classe prima.
Sono felice di essere finalmente a scuola per imparare la matematica perché i numeri mi sono sempre piaciuti: sono la mia passione.
Sono convinta di essere brava perché so già contare e fare operazioni.
Farò presto la felicità della mamma e incanterò la maestra che si accorgerà presto di avere una alunna brava che le vuole bene.'




Molti bambini arrivano a scuola pieni di entusiasmo e fiducia in se stessi e poi ..."si perdono". Allora viene da chiedersi: si tratta di una "indisponibilità congenita per i numeri" o più semplicemente di uno smarrimento causato dall'approccio concettuale della nostra didattica?
La metodologia classica è lenta e artificiosa, non arriva mai al dunque, tante le cose da fare, i passaggi troppo lunghi che non lasciano spazio all'immediatezza.

In realtà, i bambini che abbiamo di fronte sono figli del loro tempo, immersi sin dalla nascita in un mondo fatto di immagini in movimento, suoni e colori coinvolgenti ... è un mondo veloce, dove le informazioni e gli stimoli arrivano da ogni parte, in ogni istante. I nostri alunni sono impegnati in tante attività extrascolastiche rispetto alle quali la scuola diventa spesso grigia e noiosa.
Allora, dopo diversi anni che insegno matematica, ho sentito il bisogno di un cambiamento, di sperimentare un nuovo metodo di insegnare questa disciplina, scartando tutto ciò che per me è superato e obsoleto.
Insegnare sì matematica, ma cercando di "apprendere dai bambini", affiancarli e camminare con loro, cercando di andare nella stessa direzione. Riuscire ad essere "nella stessa frequenza del loro apprendere".

Ho deciso così quest'anno di utilizzare in classe prima il " METODO ANALOGICO" di CAMILLO BORTOLATO. Era da un bel po' di tempo che lo studiavo, documentandomi, guardando i video del maestro ideatore, ascoltando tutte le sue conferenze, acquistando molti dei suoi libri tra cui " LA LINEA DEL 20" con annesso lo strumento.
Mi si è aperto un mondo nuovo: un modo naturale di apprendere, mediante analogie, proprio come fanno i bambini che nella loro "genialità naturale" imparano a giocare e usare il computer solo osservando, senza chiedere spiegazioni. Sempre più contenta , a settembre ne parlo ai genitori dei miei alunni che mi danno piena fiducia e appoggio, mi faccio coraggio e "parto", prendendo un'altra via, quella che Bortolato chiama "la via del cuore", dell'intuizione a tutto campo, senza timore e senza bisogno di controllo che blocca ogni cosa.

A fine settembre ciascun bambino aveva il proprio strumento: quando lo vedono per la prima volta e lo prendono in mano immediatamente vedono 4 "manine".
















Lo strumento, infatti, è diviso in cinquine ben visibili, divise tra loro da uno spazio, e con le funzioni ON e OFF dei tasti, proprio come le dita delle mani, può essere assimilato ad un Computer Analogico.
Abbiamo cominciato subito con esercizi di numerazione, e dopo un paio di volte, forse tre, abbiamo giocato a "Indovina dove è nascosto il numero".
Straordinario ... i bambini localizzavano la posizione giusta di ciascun numero senza esitazioni!
Nei giorni successivi ho aggiunto esercizi di cardinalità e ordinalità, e dopo una settimana ho già proposto la lettura intuitiva del numero, un momento molto importante: i bambini devono riconoscere le quantità "senza contare", "a colpo d'occhio".
Per un po' di tempo abbiamo lavorato in questo modo. Ma già si andava definendo il ritmo d'apprendimento della classe e l'andamento dei singoli bambini. C'era chi andava più spedito e chi meno, ma alla fine tutti procedevano con gioia ed entusiasmo.
Fin da subito mi sono resa conto della velocità con cui procedevamo, i bambini bruciavano le tappe o meglio, insieme bruciavamo le tappe.
Con lo strumento, spiegando solo che alzando i tasti si aggiunge e abbassandoli si toglie, eseguivano piccole addizioni e sottrazioni, senza troppi concetti e spiegazioni.
In un tempo veramente breve mi sono accorta che i bambini calcolavano con lo strumento chiuso davanti: è stato un momento di transizione, lo strumento si usava ma senza toccarlo.
Ci stavamo avviando verso il calcolo a mente.
Piano piano siamo arrivati ad eseguire operazioni senza alcun riferimento esterno, solo consultando la linea del 20 interiorizzata.

Sono davvero soddisfatta dei risultati ottenuti, finalmente sono riuscita ad insegnare matematica ai bambini "liberandoli" dall'approccio concettuale della didattica tradizionale e dalla sovrabbondanza di cui si carica tanta didattica.
Ho alleggerito il carico cognitivo dei miei alunni dando loro un'occasione di apprendimento facile e coinvolgente.
Ai miei bambini piace la matematica, anzi per molti di loro è la materia preferita, sono sereni e apprendono divertendosi.

Cosima Coppola, docente IC Casalbianco -Roma

http://www.camillobortolato.it/
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