Torna nella homepage
 
Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 13 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'ALE, un bambino speciale'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
ALE, un bambino speciale
Il disturbo generalizzato di sviluppo a scuola
di Federici Manuela - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Vocio, chiacchierio, risate, sono elementi che caratterizzano un ambiente frequentato da bambini: è proprio della scuola, questa vitalità!
Da qualche tempo la nostra scuola è caratterizzata da un nuovo rumore: un gridolìo che sa di capriccio misto a pianto o a risata che si ode non appena si entra nell'ingresso.
E' il gridolìo di Ale..
Ma chi è Ale?
E' un alunno che frequenta il nostro istituto e che proviene dalla vicina scuola dell'infanzia, dove è stato trattenuto due anni in più, rispetto alla normale durata del corso.
Le problematiche d'inserimento e di apprendimento sono quelle legate alla sua patologia: difficoltà a porsi in relazione sia con l'altro che con il mondo circostante, compromessa anche dalla mancanza della parola.
L'aggressività è la risposta ricorrente a queste sue limitazioni. Egli tenta di comunicare con linguaggio mimico-gestuale e, se non viene capito ed accontentato subito, scalpita, batte i pugni su porte o tavoli, scaraventa in aria ciò che gli capita tra le mani.
Noi insegnanti, all'inizio, ci siamo sentite scoraggiate ed impotenti di fronte a simili comportamenti e, dopo un periodo di osservazione, abbiamo cominciato a mettere in atto strategie volte a contenerlo, a prevenirlo in modo da modificare i suoi atteggiamenti.
In quale maniera?
Innanzi tutto non assecondando i suoi capricci ma mostrando fermezza e decisione nell'avanzare richieste specifiche, quali il non correre su e giù per le scale e per i corridoi della scuola, non sbattere le porte, non gridare o picchiare per ottenere qualcosa.
In tal modo la nostra figura di docenti di sostegno ha acquistato, ai suoi occhi, un ruolo specifico: diventa punto fermo di riferimento a cui l'alunno si rivolge per stabilire una prima relazione.
La collaborazione di tutto il team e degli altri docenti della scuola e degli stessi collaboratori è stata fondamentale. Abbiamo potuto condividere la strategia di risposta con tutti gli altri adulti (comprese le cuoche della mensa!) e questo ha fatto sì che tutto l'ambiente scolastico diventasse "contenitivo" per Ale che ha iniziato a ricevere risposte coerenti da parte di tutti!
Il suo correre per la scuola, gridando e buttando all'aria ciò che trovava, è stato "accolto" ma non accettato, trasformato e accompagnato e rinforzato, però, in tutti quei comportamenti che potevano essere più adattivi e funzionali.
Questo momento ha segnato una tappa importante nella vita scolastica di Ale in quanto è venuto a crearsi un contatto, un rapporto affettivo e di fiducia da parte dell'alunno soprattutto nei confronti degli insegnanti di sostegno e, nel tempo, anche con le altre figure vicine a lui.
L'organizzazione scolastica ha previsto la presenza di un supporto di riferimento che è stato rappresentato dall'alternarsi di due docenti di sostegno e di un AEC (per 6 ore settimanali): presenze che si sono alternate appunto (e mai sovrapposte!) anche con alcuni tempi "da solo" con le insegnanti della classe o con altri docenti e collaboratori. Il tempo scuola è stato organizzato in modo tale da offrire al bambino momenti in classe e nei diversi laboratori.
Nel frattempo si sono prolungati pure i tempi che intercorrono tra una richiesta ed il soddisfacimento della stessa: Ale ha imparato ad attendere. Il coinvolgimento nei giochi collettivi, l'ascolto di canzoncine e filastrocche, l'impegno nelle attività grafico-pittoriche, verso le quali ha una spiccata versatilità, hanno fatto sì che i tempi di attenzione e di concentrazione si prolungassero e favorissero i rapporti tra lui e i compagni.

Quest'anno Ale frequenta la seconda elementare ma sembra, anzi è un altro bambino.
Ha affrontato l'inizio della scuola con serenità, mostrando di essere cresciuto e maturato. Padroneggia gli spazi scolastici e li utilizza in maniera adeguata ed intenzionale.
Nella nostra scuola funzionano diversi laboratori e, quando Ale desidera andare in uno di essi, si reca in portineria ed indica al custode la chiave utile.
Per la comunicazione è stato predisposto un libro-quaderno raffigurante luoghi ed azioni del vissuto dell'alunno che se ne serve per indicare ciò che vuole. Tuttavia l'utilizzo di questo facilitatore è sempre meno frequente poiché Ale, dietro richiesta, comincia a pronunciare qualche parola, quale "mamma", "papà", "grazie", "io", "Ale", "chiave", parole che ha anche imparato a riprodurre da solo sul computer. L'alunno, infatti, possiede una forte memoria visiva che gli ha permesso di memorizzare le lettere della tastiera.
I successi conseguiti sono notevoli grazie alle capacità di cui l'alunno è dotato e grazie all'aiuto dei compagni di classe che continuamente lo stimolano e lo sostengono, avendolo accolto con tanta disponibilità. E grazie anche all'affetto ed all'amore che ha trovato in tutte le persone che operano nella nostra scuola.

Manuela Federici e Mirella Sperandei Docenti di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882

Valid HTML 4.01 Transitional