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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Altro che innovazione della scuola ... si tratta di riduzione
Noi genitori ci sentiamo presi in giro
di Crisci Monica - Emergenza scuola
Mi chiamo Monica Crisci e sono la mamma di una bambina che frequenta la terza elementare della scuola Walt Disney di Roma e di un bambino di quattro anni che frequenterà la prima elementare nel 2010-2011 - ossia con il previsto "maestro unico"!.
Facendo parte del comitato spontaneo dei genitori degli alunni delle scuole del IV Municipio, mi è stato chiesto di esporre le perplessità e i timori raccolti e condivisi riguardo il decreto Gelmini.
Ciò che verrà esposto di seguito è già stato analizzato, scritto e riscritto, vuoi da illustri pedagogisti, vuoi da altri genitori in tutta Italia, vuoi da giornalisti di varie testate; non per questo, però, tralascerò di riproporlo.

Permettetemi di testimoniare prima di tutto il sentimento comune che non sempre si riesce a cogliere da quegli scritti: noi genitori ci sentiamo presi in giro.
Passare da 30 ore di didattica a 24, si può leggere solo come la matematica riduzione delle ore di lezione.
In sintesi MENO SCUOLA
.
Non innovazione della scuola ma riduzione.
Chiamiamo le cose con il loro nome e non edulcoriamole con fantomatici migliori rapporti tra alunno e "maestro unico", atti ad aumentare l'apprendimento, nonostante minor tempo a disposizione per l'insegnamento ed un maggior numero di alunni da seguire in aula.
La mancata opportunità dei laboratori, delle gite, dei campi scuola, del rapporto con più docenti e di tutto ciò che è stato conquistato dalla scuola negli ultimi anni, lo si può solo chiamare impoverimento.
E da buoni genitori non possiamo accettare un impoverimento culturale per i nostri figli.

Noi genitori ci sentiamo presi in giro quando ad arte si cerca di sviare l'attenzione focalizzando la discussione sui grembiulini, fiocchi ed il ritorno ai voti, sorvolando frettolosamente sulla futura e reale e pericolosa trasformazione delle scuole in fondazioni.
Questa è una riforma di esclusiva natura economica.
Serve a tagliare i fondi per la scuola; fare economia, in questo momento di crisi globale, non è di per sé sbagliato.
Ma noi genitori non ce la sentiamo di trattare i nostri figli come semplici soggetti economici, di iniziare a tagliare, ridurre dalla scuola elementare, da quel bagaglio culturale che sta alla base della loro formazione.
Non vogliamo la riduzione dei fondi verso una scuola che funziona anche grazie all'introduzione delle famose tre "i", al passo con i tempi, con gli stimoli a cui i nostri figli sono giornalmente esposti, sempre pronta a sollecitare la curiosità ed il senso critico, in cambio di una scuola di vecchio stampo: noi genitori tutti abbiamo avuto il maestro unico, minori ore di scuole, grembiulini e voti ma era diversa la società, i metodi di insegnamento, gli stimoli e noi rispetto ai nostri figli.

Oggi abbiamo una scuola multietnica e multiculturale, dove l'alunno "straniero" o "diversamente abile" o di "altro credo religioso" non è altro che la "realtà esterna" in classe, rappresentazione di un mondo sempre più vario, complesso e complicato, estremamente ricco di esperienze.
Con questa riforma si andrà riducendo tutto, dal numero di ore di insegnamento, alle attività dei laboratori, all'assistenza ai bambini diversamente abili, all'interdisciplinarietà, al numero di scuole vere e proprie a scapito dei piccoli paesi. Ogni giorno si sente parlare di nuove proposte a nostro parere bizzarre come le classi differenziate per stranieri, ma mai di qualcosa di innovativo, di formativo, di educativo che in qualche modo si allontani dal tornare a quel trapassato "leggere, scrivere, far di conto" ( A breve si vorrà fuggire da una scuola di questo tipo verso una buona scuola privata che, però, non sarà alla portata di tutti.....).

Ma permettetemi anche una breve riflessione oltre che da genitore anche da cittadina, donna e lavoratrice.
Come cittadino avrei assistito molto volentieri ad un dibattito parlamentare atto a raccogliere i propositi, gli indirizzi, i progetti per una riforma di una nuova scuola ed università, guardando con fiducia ad un parlamento ed ad un governo che interpellavano chi la scuola e l'università la fa e la vive.
Ma, il tempo è tiranno e a quanto pare "la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione....(DL 137/2008)" non consentono nemmeno di ascoltare pedagogisti, addetti ai lavori, insegnanti.
Si studiano i bilanci e salta all'occhio che il 97% del bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione è speso per gli insegnanti. Troppo ?!
Se gli insegnanti fanno il loro dovere, non è troppo quello che viene destinato ai loro stipendi , ma è troppo poco quello che viene complessivamente destinato alla scuola (4,5 euro ad alunno di scuola elementare, per tutto l'anno scolastico quale dotazione ordinaria).

Questa riforma, per molte donne lavoratrici, nasconde l'insidia del part-time (di per sè grande conquista ed opportunità di flessibilità dell'orario di lavoro quando sia una scelta e non una costrizione). Lì dove non esiste una rete di assistenza familiare (nonni, etc.), la riduzione delle ore di scuola ed il presumibile contributo che verrà richiesto alle famiglie per il doposcuola, costringeranno molte mamme a far ricorso al part-time, con conseguenze per la carriera e per la futura pensione (che sia questa la vera economia che si andrà ad ottenere trasversalmente?).

Infine, ma non meno importante, come lavoratrice il pensiero e la voglia di reagire va a tutti quegli insegnanti che saranno "fantasiosamente" ricollocati in altri ambiti. A tutti i precari. A tutti coloro che credono e creano giornalmente questa scuola. A tutti coloro che, con pochissime garanzie, riescono a garantire l'istruzione dei miei figli.

Monica Crisci , comitato spontaneo dei genitori degli alunni delle scuole del IV Municipio - Roma
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