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n.56 ottobre 2015
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Ambienti di apprendimento tra sfide e paure
Il PON
di Savona Valentina - Orizzonte scuola
È appena stato emanato il bando inerente il PON per la Scuola "Competenze e ambienti di apprendimento". Fra i suoi scopi principali è presente quello di migliorare l'attrattività degli Istituti scolastici, anche attraverso il potenziamento degli ambienti didattici in tutte le loro accezioni e delle relative infrastrutture tecnologiche.

L'aula in senso tradizionale diventa luogo superato: i nuovi ambienti di apprendimento vengono realizzati e progettati per consentire percorsi in cui lo studente sia orientato ma non diretto.
Il docente diventa progettista di questi nuovi ambienti, ove sono possibili allo stesso tempo attività differenti, realizzate da gruppi di studenti, che con l'utilizzo dei diversi supporti tecnologici e non, realizzano didattiche di tipo individualizzato, attività di peer-to-peer e tutoring reciproco.
Il docente diventa quindi guida e "direttore" delle attività. Lo studente è chiamato a produrre e riflettere, in senso individuale e collettivo, si fa carico delle consegne assegnate, scegliendo modi e percorsi sulla base delle proprie competenze e del proprio stile.

È comprensibile quindi come il progettare ambienti di apprendimento, realizzarli ed utilizzarli rappresenti una grande sfida per la classe docente, che deve "rivoluzionare" prassi e approcci ben assestati, che sono entrati a far parte di un patrimonio non codificato che ha visto gli insegnanti prima fruitori come discenti e poi come "erogatori" di un sistema di relazioni didattiche delle quali ci si sente testimoni viventi della loro efficacia (il proprio successo scolastico) ma che ormai non sono più adeguati alle nuove realtà e necessità.

Si è chiamati quindi ad una attività complessa, dove a fronte della attuale strutturazione delle unità didattiche in funzione dei contenuti e del famigerato "programma" si richiede invece una forte organizzazione di regole che nel dare allo studente un ruolo più centrale, ne organizza le regole in ambito della responsabilità personale, di reciproca cooperazione, di utilizzo consapevole di spazi e attrezzature.
Il docente quindi dovrà strutturare lo spazio fisico del luogo deputato all'attività, i tempi delle attività proposte, le persone e i loro ruoli, le regole comportamentali prima menzionate, i risultati attesi, i prodotti dell'attività.

Nell'allestire un ambiente di apprendimento gli studenti devono essere coinvolti in alcune delle scelte didattico-organizzative assunte, in modo da renderli responsabili e partecipi della attività didattica da realizzare. Questo cambiamento di ruolo è forse ciò che -giustamente- più spaventa e preoccupa i docenti; è un'idea di didattica che comporta uno stravolgimento dei modi e dei tempi di lavoro dell'insegnante.
Questi è chiamato ad un ruolo apparentemente meno attivo: osservare, guidare, orientare, proiettando l'attenzione sul "come" il risultato didattico viene conseguito più che sul "cosa", valutando le potenzialità più che le competenze e abilità del presente.
Il docente è chiamato a superare la tipologia di prove su cui la scuola è attualmente incentrate (prove scritte ed orali).

Consapevoli di tutto ciò, ed anche del fatto che ciascuna Istituzione scolastica potrà richiede con il bando PON dell'Ottobre 2015 al massimo 20.000/24.000 euro, invitiamo tutti ad accostarsi a questa opportunità, da guardare non come una mera possibilità di acquisire strumentazioni, ma come occasione di iniziare un nuovo percorso. Una sfida tutta da raccogliere, senza paura, senza l'idea di abbandonare la via vecchia per un vicolo cieco. Ma con la certezza di imboccare una moderna autostrada, dove tutti possano transitare ed arrivare alla meta.

di Valentina Savona
Dirigente Scolastico Liceo Scientifico "Pacinotti", Cagliari
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