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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Animiamo l'apprendimento'  >>>
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Animiamo l'apprendimento
Uno strumento didattico che nasce dalla cultura dei giovani
di Giacobbe Marco - Didattica Laboratoriale
Tutto nasce dall'incrocio tra le diverse funzioni che ognuno di noi svolge nelle sue quotidiane ventiquattro ore: credo che le migliori tra le osservazioni e le idee, nascano da questo.

Cerco nel web piccoli cartoni animati, delicati e formalmente ben fatti, per stimolare e divertire le mie bambine, per cercare di far sviluppare in loro un senso estetico adeguato a loro, per contenuti e linguaggio dell'oggetto in visione.
La ricerca non è infruttuosa.
Vado in classe e vedo di fronte a me tante altre piccole persone che, nella loro crescita, non hanno ancora mai smesso di vedere cartoni animati, che ne parlano continuamente e che, nella maggior parte dei casi, percepiscono istintivamente le diverse qualità formali di ciò che guardano, al di là del contenuto più o meno "fico" ("sghicio", "mitico", "", ...), anche se la tendenza ad ossequiare la moda è forte.
E se la ricerca e le scoperte genitorial - casalinghe fossero riutilizzate per sviluppare nei miei discenti, non solo senso estetico, ma anche altre competenze utili?

L'incrocio, lo sto per spiegare, non è infruttuoso.

L'epicentro della pubblicazione, fruizione e discussione di video nel web e indubitabilmente Youtube, anche se sono molte le piccole e medie realtà che danno al navigatore altre prospettive.
Da qualche mese, però, Youtube è stato "ripulito" con l'eliminazione di tutto il materiale pornografico ed esageratamente offensivo, dunque si propone come terreno un poco più sicuro dal quale raccogliere strumenti didattici.
Bisogna comunque ricordare, a questo proposito, che la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, navigano in piena libertà, senza un vero e proprio controllo degli adulti, spesso meno abili di loro.
Ma andiamo nel concreto.
Occorre una minima conoscenza dell'inglese: eseguendo la ricerca nel sito di Youtube con "cartoni" si hanno circa 20.000 risultati, con "cartoon" si sale a più di 200.000.
Questi risultati non sono tutti utili: tra pubblicazione più o meno lecita di spezzoni di lungometraggi disneyani e di altre note provenienze, doppiaggi di ogni tipo di sequenze famose della storia del cartone animato, riproposizione di intere puntate dei cartoni giapponesi in voga, tra tutto questo non è difficile identificare le piccole creazioni di nuovi disegnatori ed animatori che si misurano col pubblico più vasto del mondo.
Tra questi risultati della ricerca, si può ancora più stingere il campo, individuando i prodotti delle numerose ed eccellenti scuole di animazione o di produzione video in genere sparse per il mondo.
A facilitare la ricerca viene in aiuto un vero e proprio portale del cartone animato in rete, collegato direttamente a Youtube: Aniboom, un sito che permette a chi voglia, in tutto il mondo (il sito è in inglese), di pubblicare i propri cortometraggi animati; per comprenderne le potenzialità, consiglio di vedere il corto intitolato Apprehension.
Per mia esperienza, posso poi aggiungere che i video più attraenti per i ragazzi sono raccolti sotto la ricerca "funny animation" (150.000 risultati): più forte deve essere qui la scrematura rispetto al buon gusto o semplicemente al significativo, ma quello che resta di buono è molto incisivo per qualità formale e contenuti.
Bisogna ora capire che farne di tutto questo materiale visionato.
Appare intanto evidente che, trovandosi di fronte a storie narrate, i ragazzi e le ragazze possono applicare, ad un livello in genere semplice ma completo, le analisi classiche della narratologia, con particolare beneficio di coloro che sono legati ad uno stile visuale di apprendimento.
L'educazione all'immagine, perno della comunicazione della nostra contemporaneità, può notevolmente prendere giovamento da quei video, e sono moltissimi, che hanno una forza estetica e, dunque, comunicativa enorme.
Sono cortometraggi, dunque brevi, sulla media dei 2 minuti: non annoiano, ricostruiscono in breve tutto un mondo e sono organici con la capacità ridotta di attenzione e concentrazione dei nostri alunni.
Dal punto di vista del contenuto riservano infinite sorprese, perché infiniti sono i temi e le situazioni in essi trattati: possono essere utilizzati per agganciare alla loro forza iconica qualunque tematica o argomento che si voglia rendere meno dimenticabile.
Concludo, riassumendo una particolare esperienza che, oltre a quanto già detto, ho sperimentato nella mia scuola.
Da alcuni anni stiamo realizzando un laboratorio definito "di Metodo", obbligatorio per tutti gli alunni, all'interno del quale i ragazzi e le ragazze, partendo da alcuni elementi utili alla conoscenza del sé, passando per una più attenta comprensione del documento redatto dai docenti (Progetto Formativo Individualizzato) sulla scorta dell'osservazione degli alunni stessi, cercano di comprendere quale è il loro atteggiamento e quali sono i loro comportamenti e abitudini verso l'apprendimento.
Il fine è quello di renderli coscienti dei loro personali meccanismi di apprendimento e delle loro potenzialità cognitive: per questo motivo il laboratorio è anche collegato all'attività di orientamento.
Conducendo quest'anno uno di questi laboratori, ho cercato di selezionare una serie di attività che occupassero sereni momenti di apparente non - scuola e di libera riflessione su sé e gli altri: la visione dei cortometraggi di cui sopra è una delle attività selezionate e che ha dato notevoli spunti per riflettere su temi centrali dell'apprendimento: attenzione e memoria, autonomia di scelta e cooperazione, stili cognitivi e diversità, problem - solving e progettualità.
La sintetica verità consiste nel fatto che quel tipo di immagini, prodotte da chi trae spunto dalla realtà quotidiana e ne dà una lettura fantasiosa ed attenta insieme, può essere utilizzata per qualsiasi fine didattico, se per tale fine si intende innanzi realizzare un'azione di senso che porti ad un apprendimento legato alla realtà della vita e non all'astrazione della disciplina.

Marco Giacobbe, Scuola secondaria di 1° grado statale Luigi Di Liegro - Roma
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