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n.17 novembre 2011
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Apprendere una lingua straniera? Don't worry!
Presto la soluzione anche per gli adulti più ... resistenti
di Cairo Rosanna - Dedicato a te
Il bisogno di comunicare è certamente una delle esigenze primarie dell'essere umano, che si manifesta fin dai primi istanti di vita: è attraverso il pianto che il neonato comunica al mondo il suo arrivo, ed è anche attraverso la voce che ognuno di noi esterna il proprio pensiero.
Ma la comunicazione è, per definizione, bidirezionale. "Comunicare" non vuol dire infatti solo esprimersi, ma vuol anche dire avere un interlocutore in grado di comprenderne il significato.

In un contesto multiculturale come il nostro, conoscere solo la lingua madre è sicuramente un limite, ma.. non è certamente insormontabile e, soprattutto ...non è mai troppo tardi per imparare!
A quanti di voi sarà capitato, cimentandosi in qualcosa di nuovo, di dire "...non ce la posso fare!...faccio una fatica tremenda!...queste cose bisogna farle da giovani!"
Non scoraggiatevi! Le vostre ansie hanno un solido supporto scientifico.

Alcuni studiosi della Suny Downstate Medical Center di Brooklyn hanno scoperto il motivo per il quale l'apprendimento degli adulti avviene con maggiore difficoltà rispetto ai bambini: nel cervello umano in età adolescenziale compare una molecola, l' alfa4-beta-delta che rallenta le capacità di apprendimento.
I più piccoli, pertanto, ne sono privi, ed è per loro più facile apprendere: il loro cervello è fisiologicamente più elastico, hanno una maggiore flessibilità mentale ed anche la loro pronuncia è migliore.

L'imitazione è il modo naturale con cui i bambini imparano le lingue. Nell'adulto, invece, spesso scattano meccanismi di chiusura e di "vergogna", che ne frenano l'apprendimento.
Il processo cognitivo coinvolge anche la MEMORIA IMPLICITA, non richiede sforzo, e consente di comprendere e parlare in maniera automatica e fluente. È infatti la memoria più antica degli esseri umani, la prima a comparire nel bambino e l'ultima a scomparire nell'anziano.

Questo sistema di apprendimento è usato soprattutto nei Paesi che praticano il bilinguismo, con l'uso contemporaneo e quotidiano, sin dalla primissima infanzia, di entrambi gli idiomi. Lo stesso processo si innesca per l'apprendimento dei dialetti locali.
Se dovessi, secondo la mia esperienza, indicare il metodo migliore per l'insegnamento della lingua inglese, o più in generale di una lingua straniera, direi che non esiste il metodo migliore. Per un docente è sempre opportuno adottare un metodo flessibile, individuando tecniche e strategie operative in base alle esigenze ed alle capacità dei discenti.

Lavorando da diversi anni con bambini della scuola primaria, ho sperimentato che la dimensione ludica, orale e lo storytelling (narrazione di storie, favole, racconti) sono approcci didattici insostituibili, perché vanno a stimolare proprio i meccanismi della memoria implicita.
Se lo scopo fondamentale della lingua è "comunicare", ciò che importa è attivare, con i nostri interlocutori, un canale comunicativo, prescindendo dalla forma scritta, come avveniva nelle antiche civiltà.
L'approccio comunicativo orale è imprescindibile, soprattutto se si lavora con bimbi con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), per i quali imparare a leggere e scrivere può creare confusione.
Infatti, ogni lingua richiede strategie diverse per la comprensione della comunicazione scritta e orale: nell'ITALIANO, c'è una corrispondenza esatta tra suono e lettera (si parla infatti di "ortografia trasparente"), mentre nell'INGLESE, questa corrispondenza non c'è, non ci sono infatti regole fisse per la pronuncia di una determinata lettera.
L'inglese è una delle lingue più usate e studiate, ma è anche quella con uno dei sistemi ortografici meno "trasparenti" al mondo.
Pertanto, prima dell'introduzione della forma scritta, è molto importante che i bambini italiani abbiano un certo livello di conoscenza dell'inglese parlato.

E per gli adulti?
Don't worry! Gli scienziati americani stanno mettendo a punto un farmaco che, sfruttando l'ormone dello stress, sarebbe in grado di contrastare gli effetti della molecola alfa4-beta-delta. Questa "magica" pillola ci aiuterà a rafforzare la memoria e a semplificare i processi di apprendimento.
Finalmente una buona notizia: l'immancabile stress quotidiano diventerà il nostro asso nella manica per l'apprendimento delle lingue straniere!

Rosanna Cairo, Docente IC Perazzi - Roma
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