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n.44 giugno 2014
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Oggi è il giorno:21 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Arrivederci, ragazzi'  >>>
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Arrivederci, ragazzi
Prima di lasciarvi andare
di Crasso Antonella - Dedicato a te
E così il tempo degli esami è arrivato. Voi siete davanti a me e io vi guardo facce pulite che hanno perso da un giorno all'altro le rotondità dell'infanzia per diventare scolpite e spigolose: geometrie fisiche che riflettono così bene i travagli interiori dell'adolescenza, un po' di barba, che fino a ieri non c'era, una leggera peluria sul labbro, un po' di trucco e un aspetto più morbido per le ragazze. Ma quando è che siete diventati grandi?

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Eppure è successo, sotto i miei occhi, in questi tre anni trascorsi da quel giorno. Tu lo ricordi benissimo quel giorno di prima media. Era settembre e nel cortile assolato della scuola della scuola si assiepava una folla di ragazzini con le loro famiglie ...emozionati, ansiosi, pronti per questa nuova avventura che apriva uno spartiacque nelle loro vite.
Si capiva che nella loro percezione la scuola media era un po' come un rito di passaggio, una tappa intermedia verso l'età adulta che avrebbero raggiunto, e questo era esaltante, certo, ma significava anche lasciare per sempre le tranquille sicurezze dell'infanzia, quel nido caldo e riposante dove tutto era sicuro, conosciuto, sperimentato.
E infatti i più emozionati erano i vostri genitori, consapevoli che una fase della vita si avviava alla sua conclusione.


Dopo i discorsi di rito la Preside vi ha affidato a me, ed io vi ho accompagnati in quella che per tre anni sarebbe stata la vostra classe, ho cercato di rassicurare i vostri genitori, di sorridere a voi, di imparare rapidamente i vostri nomi. E sono passati tre anni. Forse si riflette poco su questo, perché mentre si vive il tempo, lui ti prende e un po' ti fagocita, ti impedisce di soffermarti troppo su quello che accade così rapidamente, ma...quante vite in questo tempo si intrecciano insieme! Quelle vostre, ma anche quelle di noi insegnanti, che quotidianamente viviamo fianco a fianco con voi e vi accompagniamo in un cammino di crescita spesso faticoso, che a volte coincide con i nostri vissuti personali, altrettanto faticosi.

Quella fatica di crescere, visualizzando quasi plasticamente i vostri i vostri cambiamenti, è stata anche la mia. Tre anni nella vita di un adolescente rappresentano una rivoluzione copernicana, nella vita adulta quel moto vorticoso è forse meno veloce, ma altrettanto profondo poiché si creano situazioni di vita che richiedono, al pari del vostro, un enorme dispendio di energie e la differenza è che mentre le nostre sono in fase discendente, le vostre provengono da una fonte inesauribile.
Abbiamo avuto un rapporto molto stretto, noi. Fatto di profondo affetto e stima. Con orgoglio sento, e voi me lo avete detto tante volte, di avervi, nel mio piccolo, guidato sulla strada della Conoscenza, nella maturazione dei vostri gusti, nella piena espansione della vostra personalità, nel dispiegarsi sereno delle vostre potenzialità, nel coraggio di esprimere con sempre più convinzione le vostre idee, nella fiducia in voi stessi, che tante volte ha vacillato davanti a valutazioni cieche e insensate, che vi hanno relegato a un puro numero senza tenere conto della vostra meravigliosa, sorprendente globalità. Migliaia di fazzolettini usciti dalla mia borsa hanno asciugato lacrime che ora vi vergognereste di versare, muri e corridoi hanno ascoltato i vostri sfoghi, i rimbrotti, i successi, le cadute, le piccole rivincite. I vostri sguardi mi hanno cercato, quando eravate perplessi, quando eravate tristi, quando accadevano cose che non riuscivate a capire.
Ci siamo detti parole che hanno sciolto nodi, abbattuto muri, arginato piene emotive.
Da me siete venuti a cercare appoggio, complicità, risposte. Compito meraviglioso e terribile, quello di una insegnante di sostegno che, per il suo permanere tante ore in una classe può diventare, se lo vuole, un punto di riferimento. A costo di sembrare presuntuosa, so che per voi sono stata un punto fermo, anche nelle travagliate vicende che avete avuto con i docenti...voi me lo avete confermato con la vostra confidenza, i vostri genitori con le parole.
E poi è venuto il tempo delle scelte, quale scuola superiore sceglierò? Insieme abbiamo ragionato infinite volte delle varie opportunità, delle migliori possibilità, della necessità di scegliere bene in un momento storico così difficile, per cui davvero il futuro passa per la via di una scelta di formazione oculata. Avete cambiato idea cento volte, mi avete manifestato i vostri dubbi, quella fatica, oggi comune a tanti di voi, di guardare al futuro in modo limpido e sereno, oggi, che il mondo che vi abbiamo lasciato sembra un coagulo senza speranza. Ma non è così, ce lo siamo detti.
Tanto, tantissimo sta a voi.

Ed ora, finalmente, siamo qui a ragionare del percorso di esami, a sistemate le ultime tesine, i dettagli. A prendere ancora una volta per mano le ansie, le paure, le aspettative, il lieve e colorato filo dei vostri sogni. Devo dirvelo, sono molto fiera di voi, di quello che avete tirato fuori, di come siete diventati, dello sforzo di crescere e riflettere sulle cose, che ora si condensa nella scelta di questi vostri argomenti, nell'originalità del modo in cui li avete affrontati. Ci aspettano ancora giorni impegnativi, tutti gli scritti, e poi il grande momento degli orali, il primo esame della vostra vita. Sapete che io sarò lì, come in quel primo giorno di settembre. Non vi ho mai detto che, a volte, dopo l'orario di uscita rimanevo qualche minuto nella classe vuota e silenziosa e pensavo che l'anno prossimo voi non ci sarete. Mi sembra così strano! La vostra presenza ha quasi impregnato i muri di questa scuola, e anche la mia vita.
Cara terza, belle facce, menti vivaci, sfide entusiasmanti, momenti densi e fecondi...buona vita!
E tornate a raccontarmi che sapore ha... Arrivederci, ragazzi.

Antonella Crasso, docente di sostegno IC Piazza Minucciano - Roma
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