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| Associazione Ricerca Italiana Apprendimento Cooperativo: il seminario 2010 |
| Una full-immersion nella scuola ... che vorrei! |
| di Casamassima Maria Grazia - Oltre a noi... |
L'idea di condividere esperienze di una scuola costruttiva con altri docenti mi ha spinto a partecipare al seminario dell'A.R.I.A.C. (Associazione, Ricerca Italiana, Apprendimento Cooperativo), che si è tenuto il 27 e il 28 agosto 2010 nei pressi di Incisa in Val d'Arno.
All'inizio ero un po' titubante, avevo appreso la notizia dell'evento su internet e mi ero iscritta all'associazione condividendone gli scopi che avevo letto sullo statuto, non sapevo altro.
Decisa ad uscire dal mio isolamento culturale e professionale, mi sono messa in viaggio e sono giunta al Polo Lionello Bonfanti insieme a mio marito che, pur non essendo direttamente interessato, si è offerto di accompagnarmi dedicando il suo tempo a visitare le colline toscane.
Al mio arrivo il seminario era già iniziato con i saluti degli organizzatori, i referenti nazionali Daniela Sartore e Gino Annolfi, l'aula era piena di colleghi provenienti da diverse località italiane, volti sconosciuti, ma solo per poco tempo.
Il prof. Piergiuseppe Ellerani, ricercatore dell'Università di Bolzano, ha iniziato il suo intervento dal titolo: La complessità delle relazioni nella società del terzo millennio. Ha parlato di partecipazione attiva e difficoltà nel controllo di tutte le relazioni, della crescita dell'individualismo, dell'apparenza e dell'impoverimento interiore. Ha sottolineato la necessità di ritornare alla persona e l'importanza di dare ai nostri alunni, che già sono nella complessità, le coordinate per orientarsi.
Durante tale intervento i volti prima sconosciuti hanno iniziato ad avere un nome, infatti ci siamo disposti a gruppi di 4 o 5 per pensare individualmente, a coppie e poi nel piccolo gruppo. Abbiamo iniziato ad affrontare un tema e a confrontarci sulle nostre idee: è iniziata la cooperazione e la conoscenza reciproca...l'interdipendenza feconda e serena!
La giornata è continuata con la partecipazione ai workshop che mi hanno permesso di apprendere contenuti e conoscere persone che condividono la mia stessa idea di scuola. La cosa che più mi ha colpito è stato il vedere con quale entusiasmo si parlava di esperienze vissute, si chiedevano informazioni e consigli. C'era la volontà di imparare per agire in una scuola costruttiva, ma anche il racconto partecipato di realtà già vissute.
Il desiderio di condividere e promuovere iniziative concretamente realizzate. Il clima che si è venuto a creare è stato amichevole, di vera inclusione.
Anche durante le pause e il pranzo ci si è trovati a proprio agio ben accolti dai gestori del Polo Bonfanti, un organismo che si occupa del benessere sociale a livello internazionale già da diversi anni.
Gli interventi dei docenti sono continuati con il prof. Donato Salfi, psicologo dell'Università di Bari ed associato alla IsacPro, che si occupa della pro socialità, con l'intervento La pro socialità nelle reti di relazioni complesse. Mi è rimasto impresso l'obiettivo proposto: modulare il proprio comportamento con quello degli altri.
Le relazioni con gli altri non sono la somma dei singoli, ma interazione, capacità di formare sistema.
Come non condividere tali idee? Come metterle in pratica? Direte voi.
La proposta è quella di compiere una rivoluzione copernicana nelle scienze sociali: togliere l'io dal centro dell'attenzione e metterci la relazione.Tra un intervento e l'altro e la presentazione dei vari workshop e poster c'è stato anche il tempo per il confronto tra soci A.R.I.A.C. in assemblea. Un momento per fare il punto della situazione ed individuare le nuove strade da percorre insieme nella ricerca.
L'intervento del prof. Maurizio Gentile, ricercatore presso SISF Venezia e IPRASE Trento, aveva come titolo L'attenzione sullo sviluppo del pensiero scientifico come prospettiva sociale e di cittadinanza, ci ha permesso di riflettere sull'importanza dell'insegnamento scientifico per la democrazia e i risultati ottenuti dai ragazzi italiani nell'indagine OCSE-PISA 2006.
La prof. Rosa Porcu del Centro Ricerca e Documentazione Donna di Foggia, ha effettuato un intervento coinvolgente dal titolo La cultura delle differenze: una risorsa per lo sviluppo di democrazia. Le parole di Rosa mi hanno invitato a vedere oltre gli specchi deformanti: "Vogliamo essere nella scuola, non solo esserci". E' un invito all'ascolto nella relazione, non un vuoto di parole performative, uno sguardo verso i più piccoli che ci guardano e speriamo lo facciano con ammirazione.
Le due giornate sono trascorse velocemente, dense di idee, valori da condividere e incontri interessanti. E' stato una full-immersion nella "scuola che vorrei", in quella partecipazione attiva, arricchente, insomma un po' di carica per ricominciare un nuovo anno scolastico in modo positivo.
Maria Grazia Casamassima,Docente C.D.94° "G. Parini" - Roma
Per approfondimenti:
www.ariac.eu; www.isacpro.it
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