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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 26 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Attenti al processo!'  >>>
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Attenti al processo!
Le domande per "imparare ad imparare"
di Ruggiero Patrizia - Integrazione Scolastica
Ho provato queste "strane domande" sulla mia pelle, quando frequentavo il Master in Counseling Professionale, domande che mi portavano a riflettere su ciò che facevo, sentivo e pensavo.
Ho visto come funzionavano e ho cominciato a sperimentarle su di me. Contemporaneamente le ho cercate nei libri e così ne ho studiato le basi teoriche.
Ho iniziato ad usarle nella mia vita familiare e personale e nel mio lavoro con i ragazzi, con delicatezza. Non è stato facile e immediato: ho impiegato parecchio tempo ed energie per spostare tutti i miei automatismi, che mi portavano a dire all'altro cosa fare, e a costruire, invece, un sistema che mi consentiva di aiutare l'altro a capire come lui poteva fare.
Ho studiato che queste domande, "strategiche", " sul processo", sviluppano la conoscenza metacognitiva e i processi metacognitivi di controllo. Orientano quindi alla conoscenza delle proprie attività cognitive e alla capacità di esercitare un controllo su di esse.
Ho capito che la conoscenza metacognitiva riguarda tutto ciò che un individuo pensa sul funzionamento della sua mente, le idee, le impressioni, le autopercezioni; i processi di controllo riguardano la scelta delle strategie che mette in atto.
Con queste domande si può mettere l'alunno- persona in situazione di apprendimento aiutandolo ad essere consapevole delle procedure che ha usato, delle scelte che ha fatto, delle risorse che ha utilizzato, degli ostacoli incontrati nel cercare la soluzione di un problema, e indirizzarlo a trovare le proprie strategie, quelle a lui più utili rispetto al contesto e renderle automatiche, il più possibile arricchite e trasferibili.
Possono essere poste a priori, in itinere e a posteriori (come pensi di fare? come stai procedendo? come hai fatto?) nelle varie fasi dell'esecuzione di un compito: insegnano a fare previsioni, analisi, verifiche sul proprio modo di lavorare che diventa il focus preminente rispetto al successo o all'insuccesso.
Sviluppando la capacità di scegliere e di discernere, portano a lavorare sulla qualità e stimolano e aumentano l'autocontrollo e la motivazione. Queste domande rendono possibile diversificare il lavoro dell'insegnante perché prevedono risposte a vari livelli, assolutamente personali. Fanno in modo che ciascun alunno impari ad apprendere utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, sia stimolato a conoscerli, ampliarli o modificarli.
Queste domande, nello stesso tempo orientate e aperte, devono essere attentamente calibrate (come puoi fare? - come puoi esserne sicuro?).
È necessario quindi un "orecchio" e un "occhio" molto vigile dell'insegnante, che con una osservazione costante e un ascolto attento deve essere in grado di cogliere e inviare la domanda giusta per quell' alunno in quel momento.

Insegnare a "sapere come fare" in una determinata situazione, individuato lo scopo e l'obiettivo da raggiungere significa fare attenzione al come si realizza il compito, alle fasi necessarie all'esecuzione, alla individuazione delle operazioni mentali e significa quindi realizzare competenze.
Non si tratta quindi né di strutturare, né di trasmettere percorsi definiti, ma fare in modo che ciascun alunno, incoraggiato a provare e organizzare nuovi tentativi, trovi i suoi percorsi personali, le proprie domande.

Ho sperimentato che, nel formularle, è assolutamente indispensabile:
assenza di guidizio (buono-cattivo),
assenza di preconcetto (si fa così),
un sincero atteggiamento di fiducia ( puoi trovare la strada giusta per te).

Con queste domande, poste in un ambiente sicuro, è possibile per ogni insegnante utilizzare i contenuti della propria disciplina come mezzo per sviluppare la competenza fondamentale di saper imparare.
Ovviamente la metacognizione riguarda tutte le attività mentali che sono strettamente connesse tra loro, quelle che, per capirci, chiamiamo affettive, cognitive e relazionali. Quindi, lo sviluppo di conoscenze metacognitive, oltre che gli apprendimenti delle "materie", può riguardare anche i processi di autoregolazione, ossia le operazioni che precedono e accompagnano l'esecuzione di un compito, e le operazioni che riguardano la sfera interpersonale.
"Ma.. quali sono queste domande?"
"Benissimo, puoi cominciare da qui?!

Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 06/05/2017 ore 21:19 da Gabriella Mottola
Mi hanno molto colpito le seguenti frasi:'Insegnare a sapere come fare','Aiutare l'altro a capire come lui poteva fare'. Condivido l'importanza di porsi con un atteggiamento di fiducia che, oltre ad incoraggiare, non fa sentire l'alunno 'giudicato'.Trovo inoltre molto interessanti le domande:'Come pensi di fare? Come stai procedendo?Come hai fatto? Penso siano costruttive per far comprendere agli alunni che il loro apprendere ed operare non deve essere meccanico o scontato ma 'ragionato'e che possa indurli all'autocritica.
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