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n.22 aprile 2012
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Aula informatica: non aprite quella porta!
Il web, questo sconosciuto
di Cecoro Mena - Orizzonte scuola
Quando il Dirigente scolastico ha deciso di assegnarmi il ruolo di responsabile del laboratorio d'informatica confesso d'aver provato un brivido di terrore.
Affrontare l'allestimento e l'organizzazione di un'aula d'informatica in una scuola elementare, media o secondaria, richiede scelte tecniche ed economiche importanti: come strutturare l'aula? Quali sistemi operativi usare? Cosa serve?Quanto si spende?Cosa ce ne potremo poi fare?
Mi sono dunque chiesta in quale maniera IO potessi risollevare le sorti del nostro laboratorio visibilmente abbandonato a se stesso , colmo di pc obsoleti e impolverati, contornato da metri e metri di cavi elettrici attorcigliati, stipato di stampanti e scanner in attesa di installazione, con una connessione Internet praticamente inesistente, insomma un vero "cimitero del web ", nel quale solo pochi coraggiosi colleghi osano organizzare una lezione.
Ho comunque accettato l'incarico sfidando soprattutto me stessa, domandandomi con ironia e non poco cinismo dove fossero finite le famose tre "I": informatica, inglese, impresa?!

Il PRIMO PASSO è stato riordinare materialmente l'aula al fine di renderla più appetibile anche agli occhi di tutte le colleghe che, pur riconoscendo il valore e l'importanza delle nuove tecnologie, si nascondono dietro la propria scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici ma, ahimè, ho avuto vita dura.
Parlare con un adolescente di internet è come parlare ad un cuoco di cucina, te ne saprà dire una più del diavolo, ma per chi invece non è nato nell'epoca di internet si riscontrano notevoli difficoltà nell'utilizzo del mezzo e nell'accettazione della sua utilità.

Il SECONDO STEP è stato indubbiamente quello più lungo e complesso: raccordare l'amministrazione scolastica, tecnici e operatori telefonici per migliorare le connessioni internet, indispensabili per la realizzazione di tutte le progettualità online del nostro Istituto.
Il supporto tecnico ai laboratori delle scuole viene dato dai centri servizio: tale supporto è risultato essere prezioso ma comunque insufficiente, perché le macchine necessitano di manutenzione continua e noi "vantiamo" invece un solo tecnico che si muove su sei scuole, senza parlare poi dei tempi necessari per rendere operativi pc nuovi o ricevuti con le donazioni (formattazioni, sistemi operativi, ecc).
Questo rende evidente come gli ostacoli principali al costruttivo utilizzo dell'aula di informatica siano stati da una parte la carenza di una vera formazione del personale, molto spesso infatti i laboratori sono tenuti in funzione da insegnanti che come me si improvvisano esperti solo perché posseggono competenze minime; dall'altra, la limitatezza dei fondi a disposizione.

Trovo superfluo ribadire come e quanto risultino urgenti e necessari radicali e seri interventi strutturali circa le modalità di approccio verso questa disciplina.
L'informatica offre strumenti ed E' e DEVE ESSERE ANCHE una disciplina. Apprenderne il linguaggio, la logica di base, i processi di funzionamento, permette di appropriarsi del suo utilizzo, così da orientarlo in base alle proprie esigenze.
Ma noi insegnanti siamo davvero pronti a considerarla tale?

Anche quest'anno, in modalità più che altalenante, siamo riusciti a salvare il salvabile: i nostri super Inviati Speciali hanno prodotto il giornalino online, i Nonni hanno continuato a navigare su internet e tutte le classi hanno continuato a "simulare" lezioni di informatica ...

In questo periodo nell'Istituto si stanno svolgendo lavori di ristrutturazione, gli operai hanno sigillato tutte le porte del primo piano per evitare danni a supporti e sussidi, e proprio sulla porta dell'aula di informatica hanno scritto: "PER FAVORE, NON APRIRE QUESTA PORTA!"

Mancava solo questo!

Mena Cecoro, docente, IC Perazzi - Roma
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