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Numero: 9- maggio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

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Articolo 'Bambini e Aggressività'  >>>
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Bambini e Aggressività
Dare attenzione, fiducia ed ascolto a ciò che il bambino vuole dire
di D'Angiò Giovanni - Integrazione Scolastica
L'aggressività è una tendenza che può essere presente in ogni comportamento e in ogni fantasia che è volta all'autoaffermazione o all'autodistruzione.

È espressa in maniera diretta come reazione alla frustrazione.
Gli psicologi sociali affermano che l'aggressività è un insieme di azioni volte a danneggiare uno o più individui, tali da infliggere loro sofferenze fisiche e morali, oppure la morte.



L'aggressività può essere definita come:
1. una caratteristica di personalità
2. una spinta motivazionale
3. una pulsione innata
4. la realizzazione di determinate aspettative socio-culturali una risposta alla frustrazione

Viene comunque definito aggressivo il comportamento che reca danno intenzionalmente a qualcun altro.
L'aggressività può essere emotiva o strumentale:

? Aggressività emotiva, è accompagnata da forti emozioni di rabbia e ostilità ed è innescata da sentimenti di frustrazione, paura o bisogno di difendersi, motivando l'aggressore ad infliggere una punizione a che gli ha causato lo stato frustrante.
? Aggressività strumentale non vi è nulla di emotivo, procurare un danno all'altra persona fa ottenere vantaggi all'aggressore.

L'aggressione può inoltre essere:
? Diretta, rivolta contro uno specifico oggetto senza deviazioni o sostituzioni,
? Indiretta può essere rivolta a danneggiare l'immagine sociale di una persona,
? Attiva è quel tipo di aggressione che danneggia l'aggredito e si esplicita nel fare,
? Passiva si esplica nel non fare attraverso ad esempio il rifiuto o una non collaborazione.
? Aggressione Inconscia si esprimono quei comportamenti aggressivi la cui origine è rintracciabile ostilità rimosse, ed è agita nelle dimenticanze o tramite i lapsus verbali,
? Aggressività Conscia consapevolezza delle proprie finalità aggressive.

. Nel caso dei bambini l'aggressività può essere definita diretta ed attiva, infatti, solo con il passare del tempo il piccolo impara a reprimere e a direzionare in maniera corretta i propri impulsi.
Secondo Freud il bambino nasce già dotato di una certa aggressività che a causa delle norme educative acquisite in famiglia riesce a gestire. Lo sviluppo del bambino viene concepito come una continua lotta tra gli impulsi istintivi aggressivi del piccolo e dell' ES del mondo esterno.
La reazione aggressiva del bambino può essere interpretata in due modi:

? La prima interpretazione vede l'aggressività infantile come reazione a vissuti stressanti e frustranti per il bambino, es; un rifiuto dell'insegnate o di un genitore può causare una reazione aggressiva nel bambino.
? La seconda interpretazione vede in comportamento aggressivo come modo per affermare il proprio SE', la propria personalità, il proprio esserci al mondo.

L'aggressività, quindi, può essere intesa come un impulso che però può essere educato, in quanto, si rischia di spingere il bambino a reagire costantemente con aggressività dando sfogo ai propri istinti in qualunque situazione frustrante si trovi, bisogna portare, invece, il piccolo alla gestione della propria rabbia e frustrazione.
Basti pensare che un'aggressività eccessiva incontrollata che viene fuori ai primi cenni di frustrazione e di insofferenza, ha cause negative sulla qualità di vita del bambino andando anche ad intaccare il suo sviluppo affettivo e sociale.

La tranquillità e la serenità nella crescita di un bambino sono elementi basilari per uno sviluppo sano, ma se sono presenti attacchi di rabbia e frustrazione molto forti e violenti ciò è compromesso.
Il soddisfacimento dell'impulso aggressivo può fermarsi anche a livello immaginativo; pertanto il soggetto pensa di recare danno all'oggetto che gli ha causato frustrazione. Il soggetto non potendosi realmente scaricare contro l'oggetto o l'individuo che gli ha recato danno cerca altri oggetti o persone su cui concentrare la propria rabbia, in questo caso si verifica una "reazione di spostamento".

L'aggressività però non può solo essere rivolta verso terzi ma anche verso se stessi, ovvero verso la vittima della frustrazione, in questo caso si parla di "auto-aggressività". L'auto-aggressività non è presente solo negli adulti ma anche nei bambini, questi ultimi la manifestano nel tirarsi i capelli o ferendosi con degli oggetti, ciò si verifica perché si ritiene che la che la causa della frustrazione sia da ricercarsi non tanto nell'ambiente esterno quanto in se stessi.

La famiglia come prima agenzia educativa gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella gestione dell'aggressività nel fanciullo. Il bambino con genitori permissivi, impara a esternare sempre liberamente la propria aggressività pensando erroneamente di poter riuscire sempre a perseguire i propri obiettivi senza troppi problemi. Il bambino cresciuto in una famiglia restrittiva è spesso soggetto di frustrazione e spesso trova sfogo della propria aggressività fuori dal contesto famiglia, quindi a scuola, nei luoghi ricreativi. Ciò che potrebbe risultare funzionale è una sorta di mediazione tra questi due modelli educativi, lasciando sfogare la rabbia del piccolo, insegnandogli a gestirle e a circoscriverla in determinati momenti. Conferire regole di condotta non imposte ma negoziate con il bambino è un altro elemento importante per uno sviluppo sano e sereno. Si può suggerire al bambino modalità più congeniali per esprimere la propria rabbia, ad esempio parlare con un adulto, descrivendogli i suoi pensieri ed emozioni. Bisognerebbe evitare di utilizzare maniere forti o repressive per educare il bambino, evitare punizioni fisiche di fronte all'aggressività del piccolo. Rinforzare atteggiamenti non aggressivi e soluzioni nuove a situazioni frustranti.

L'adulto in fine dovrebbe sempre cercare di capire che cosa si cela dietro un'esplosione di rabbia.

Concludendo è possibile affermare che un comportamento aggressivo è comunque parte dell'esistenza dell'individuo.
Ciò che può rendere un comportamento preoccupante è la frequenza con cui il bambino risponde utilizzando l'aggressività.
In tal caso il comportamento aggressivo può nascondere altro come ad esempio:
? tentativo di aumentare la propria autostima
? attirare l'attenzione
? esprimere problemi personali
? evidenziare tensioni familiari

Si può continuare affermando che l'aggressività diviene patologica quando si mettono in atto atteggiamenti distruttivi per il bambino ma anche per l'ambiente esterno , quindi insegnati, genitori, compagni. In questo caso l'unica cosa efficace da fare è dare attenzione, fiducia ed ascolto a ciò che il bambino vuole dire.

Prof. Giovanni D'Angiò Psicologo-psicoterapeuta docente di psicologia dell'orientamento professionale, Dott. ssa Arianna Recco Psicologa Clinica cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale, Dott.ssa Paola Ottobre Sociologa cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale UNIVERSITA' DI CASSINO - POLO DIDATTICO DI SORA - FACOLTA' SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Bibliografia
Bagatti E., (2003),"Il bambino aggressivo. Perché e che cosa fare",Carocci
Berry Brazelton T. Joshua D. Sparrow, (2007), Il tuo bambino e... l'aggressività. Una guida autorevole per affrontare rabbia e collera, Cortina Raffaello
Ray Levy, Bill O'Hanlon, (2005), Bambini che fanno i capricci, Tea
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