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Numero: 9- maggio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Belli, Bravi, Bis!'  >>>
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Belli, Bravi, Bis!
Quando la goliardia didattica si fa schietta e disincantata
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale
C'è bisogno di contestualizzare!
E' questa un'affermazione che rivolgo spesso ai miei colleghi ed ai miei alunni, e assume, per gli uni e per gli altri, le vesti di un vero e proprio "tormentone" a cui si presta orecchio, ormai rassegnati, ma di cui si è consapevoli della veridicità.
Credo fermamente, infatti, che la scuola che vivo sia un sistema armonico ma caotico, libero ma rigido, abitato da forti interdipendenze in cui le singole organizzazioni di piccole parti del macrosistema strutturale svolgono le funzioni, nei meandri scoscesi ma affascinati del processo di insegnamento-apprendimento, di influenze contestuali che agiscono, sia direttamente che di riflesso, sulle prestazioni individuali del mondo del bambino e dell'adulto.

Nella didattica di taglio laboratoriale, che ha un obiettivo formativo definito e comune a tutti i soggetti che in quell'iter educativo sono coinvolti, assume un'importanza ed una delineazione concreta e motivante la relazione tra l'efficacia del singolo e l'efficacia collettiva; come, ad esempio, nell'allestimento di una rappresentazione teatrale, quando gli allievi devono lavorare in modo interdipendente per produrre risultati in termini di autovalutazione dei progressi sul piano della maturazione, dell'autonomia e della relazione personali.

Anche in chiusura di quest'anno scolastico, con "La formidabile gang" (questo il nome della compagnia teatrale formata dai miei alunni e dai miei colleghi), ho messo in scena uno spettacolo che si pone, nella mia programmazione educativo-didattica, come centro di interesse teorico e pratico, ove i processi di insegnamento, apprendimento e di cambiamento generato dalle, con e tra le persone che vi sono impegnate, creano un connubio determinante tra il cammino apprenditivo individuale e quello collettivo-organizzativo.

Infatti, il modo di insegnare le discipline umanistiche attraverso l'attività teatrale volge lo sguardo fattivo nella modificazione del comportamento di tutte le persone (alunni, insegnanti, genitori) che ne prendono parte in diverse forme.

Ho avuto modo di riscontrare, ancora una volta, grazie all'esperienza condotta in occasione della ""I Rassegna teatrale" del 196° circolo didattico di Roma, che l'impatto dei fattori sociostrutturali sottesi alla performance artistica ed organizzativa è mediato ed accompagnato dai meccanismi motivazionali e di conoscenza apprenditiva che operano a livello individuale.
Nei bambini in difficoltà, o in situazione di svantaggio, si coglie come il percorso dinamico e solleticante del sapere e dello sviluppo della personalità avvenga mediante molteplici sottofunzioni di apprendimento e di crescita personale interrelate.

La prima fase della preparazione della rappresentazione teatrale intitolata "Il ratto delle veline" ha richiesto, da parte dei docenti (la struttura registica che è alla base gerarchica di un'opera di questo tipo), l'interpretazione delle opportunità (l'individuazione dei personaggi e dei loro interpreti; la scelta di manipolare la sceneggiatura a misura dei bisogni personalizzati di ciascuno, in termini di caratteristiche caratteriali e di esigenze formative) e le richieste ambientali (dettate dal contesto socioculturale e sociocomunicativo entro cui il gruppo - classe ed il team degli insegnanti si muove ogni giorno a scuola), e ha suggerito le azioni educative che si sono andate delineando nel corso dell'allestimento artistico dell'evento.

La fase successiva è consistita nella selezione e nella costruzione di soluzioni alternative: la possibilità di mutare in fieri l'andamento della storia; la modificazione dei momenti recitativi relativamente allo spazio scenico a disposizione; l'imperativo, sempre presente nell'ottica formativa che come pool di maestri poniamo a fondamento del nostro "centro di interesse" che è il teatro didattico, di mettere tutti in condizioni di esercitare le proprie potenzialità e misurarsi con se stessi sul palco, vincendo timidezze, ansie, insicurezze personali.

Il risultato, che non è quello del giorno in cui la commedia è stata presentata al Teatro Vigano, bensì la qualità dell'attività teatrale quotidiana che si è svolta, il suo monitoraggio e la sua progressione in termini di valutazione ed autovalutazione di ciascun alunno, è un processo generale e complesso di arricchimento formativo che è il prodotto generato dalle differenze individuali e dalle loro interazioni all'interno del gruppo di bambini.

A livello individuale, infatti, ciascun alunno si è cimentato in tutte le "sottofunzioni" sottese agli obiettivi didattici e relazionali del Progetto (la recitazione, la musica, la danza, l'oralità, la struttura sintattica propria della sceneggiatura e della punteggiatura teatrale, lo studio storico delle vicende che si andavano narrando e la puntualizzazione sulla loro causalità e consequenzialità, in un divertente parallelo tra il mito antico e quello moderno) e al tempo stesso, a livello organizzativo - collettivo (anche tenendo conto dell'impegno favorevole ed attivo delle famiglie che sono state volontariamente e personalmente coinvolte nell'allestimento), ha svolto ruoli e mansioni separate, ma inserite dinamicamente nella complessità della messa in scena.

Ed è in considerazione di tutto questo e per il felice esito sociorelazionale che abbiamo condiviso tra alunni, insegnanti, genitori e dirigente scolastico che dico ad alta voce: Belli, Bravi, Bis!

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma

Sulla stessa esperienza leggi anche il punto di vista nell'articolo di:
Adriana Messuri: "Ad ognuno la propria parte"
Lucia Giovanna Paci: "La scuola possibile esiste e funziona pure!"
Lucia Giovanna Paci: "Madonna che traguardi!"

Sull'importanza dell'esperienza teatrale a scuola leggi anche:
Leda Cerofolini: "Quando la collaborazione è COSTRUZIONE"
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