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Benedetta ha vinto e ora è su Facebook!
Come formare piccoli native digitals consapevoli
di Paci Lucia Giovanna - Scuola & Tecnologia
Net For Kids
Net For Kids
Alla fine non ce l'ho fatta e mi sono arresa: dopo mesi di assedio, Benedetta, mia figlia dodicenne, mi ha strappato il consenso di iscriversi a Facebook! Era rimasta l'unica in famiglia, l'unica a scuola, l'unica tra i suoi amici, si sentiva tagliata fuori dal mondo, dal suo mondo a portata di click.

Tra le sue argomentazioni, scritte in una lettera accorata, "voi non capite, per me, avere Facebook è fare un passo in avanti, ma siccome voi pensate solo alle vostre piccole cose, non mi date fiducia ... pensate solo all'età, giusto?, pensate invece a com'è vostra figlia dentro ... mi piace un ragazzo e fbk è un modo per conoscerlo meglio ...!"

Cosa continuare a rispondere a chi ti chiede di dargli fiducia, di essere messo alla prova, di permettergli di crescere e di fare esperienza, che è poi quello che qualsiasi figlio normale ti chiede?

Avevamo preso un'altra strada, noi, che si chiama NET FOR KIDS, il primo e solo social network a misura di under 14, di cui si è già parlato in queste pagine, universo codificato da alcune regole fondamentali:
l'appartenenza alla scuola dell'obbligo, certificata dall'istituto che si frequenta
l'iscrizione richiesta dai genitori, che se ne assumono la responsabilità
il divieto assoluto d'ingresso agli adulti, a meno che non siano coloro nominati a ricoprire ruoli guida, come moderatori, supervisori, con il compito di vigilare che venga rispettato il regolamento.

Mi piaceva il coinvolgimento dei genitori, il fatto che per accedere al network, si dovesse farlo da un altro sito dal nome illuminante www.genitoriattenti.it, che condivideva l'idea che ho maturato in questi anni di esperienza di social network: innanzitutto, che debba esserci un codice di comportamento da rispettare, da chiunque si iscriva, ma soprattutto che se un adulto non vuole entrarci, tanto meno potrà concedere a cuor leggero a suo figlio di farlo. Chi manderebbe il proprio figlio sulla luna, così, senza colpo ferire o senza quanto meno volerlo accompagnare? Chi fa l'astronauta di professione deve essere più che preparato a ciò che dovrà affrontare e con cui dovrà confrontarsi, figuriamoci un bambino, catapultato in un mondo che solo alla lontana è simile a quello reale, che lo "scimmiotta", senza esserlo! In un social network sei sempre in onda e collegato con la piazza, come se stessi davvero in piazza e urlassi a tutti con un megafono quello che pensi e che senti, o come se recitassi su un palcoscenico a cielo ... chiuso, virtuale! È affascinante, ma pericoloso, sotto tutte le accezioni che si conoscono di questa parola. Ogni adulto dovrebbe essere sempre responsabile di quello che dice e di quello che fa e, sicuramente, dovrebbe insegnarlo al proprio figlio, perché non su Facebook? Tanto più qui!

Impossibile, dunque, un bambino su Facebook, senza i genitori tra i suoi "amici", che seguano i suoi passi, vigili come sempre sono i genitori, che magari si tengano lontani da commenti pubblici, che possono infastidire, ma che poi lo facciano in privato, correggendo i comportamenti scorretti, orientando verso quelli adeguati, educando, in sintesi!

Ecco perché Net for kids! Per avere un luogo protetto, dove si faccia esperienza e formazione, dove s'impari a muovere i passi in un contesto intrigante come quello facebookiano, ma filtrato da tutto ciò che possa inquinare un mondo a misura di bambino (troppe volte su Facebook ho visto adulti accettare o addirittura chiedere amicizia a bambini che non sono i propri figli!), dove uno staff che da anni lavora nella Scuola, metta a disposizione le proprie risorse per formare piccoli native digitals consapevoli. È ovvio e naturale che il passaggio successivo, anche contemporaneo per alcuni, possa essere Facebook, ma con una preparazione alle spalle, una scuola, uno spirito critico!

Questo era quello che volevo per Benedetta e che ho ottenuto, almeno in parte, visto che l'esperienza Net for Kids, è durata troppo poco prima del...salto!

I motivi sono diversi: questo bellissimo progetto è stato lanciato un po' troppo a ridosso della fine della scuola e non ha fatto in tempo ad attecchire tra i banchi, come forse avrebbe potuto fare a scuola aperta; a scuola chiusa, con una dispersione elevata dei contatti legati alla quotidianità, è stato meno facile diffondere il messaggio; la scarsa affluenza, d'altronde, legata anche al periodo estivo, ha disamorato chi si aspettava di poter trovare davvero un luogo stimolante di comunicazione (io stessa, prima di cedere definitivamente alla richiesta di mia figlia, ho verificato che ci sono stati pomeriggi e serate intere con nessuno in linea, con cui chattare o fare amicizia!).
La realtà, forse, è che Benedetta, quarta di fratelli più che adolescenti, non vive i dodici anni di una coetanea, magari figlia unica e con dei ritmi più dilatati di crescita e, a un certo punto, si è sentita fuori e senza mezzi, perché questo è Facebook: un mezzo, uno strumento della tecnologia, di cui si fa un uso non tecnologico, ma di relazione, diventato, pertanto, d'importanza quasi vitale! Dopo aver passato con lei un intero sabato mattina a creare il suo profilo, proteggendo la sua privacy nella maniera più attenta (mi ci è voluto uno studio approfondito e ancora non ho capito delle cose su uno degli aspetti più delicati, cioè le foto), dopo averle raccomandato di dare amicizia solo a chi conosce e solo agli adulti della famiglia, dopo averla "catechizzata" su cosa poter dire e cosa evitare, e dopo averle ricordato che avrei vigilato, l'ho lasciata andare, esattamente come quando la lascio andare da sola in un centro commerciale o ad una festa con gente più grande.

Il punto è: lei fa la seconda media, ha quasi 13 anni e tre fratelli più grandi, ma i bimbetti di 7, 8, 9 anni, che ho trovato su Facebook, vivono la medesima realtà? Perché viene loro permesso di andarsene in giro in un mondo così tanto più grande di loro?

Ecco per chi è Net for kids, che va fatto conoscere prima di tutto ai genitori attenti, che, se vogliono proprio prevenire i desideri dei propri figli, consuetudine che va tanto di moda, almeno, per una volta, potranno avere a disposizione un mezzo pensato apposta per loro!


Lucia Giovanna Paci, "genitore attento" - Roma
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