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n.34 giugno 2013
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Buoni propositi o solo promesse?
Tra i saluti e gli auguri di buone vacanze....qualche pensiero rivolto a settembre prossimo
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
...questioni aperte....
...questioni aperte....
Anche quest'anno scolastico sta volgendo al termine e tutti noi stiamo sicuramente concentrandoci sul conto alla rovescia verso un più o meno meritato riposo, cercando di lasciarci alle spalle (almeno per il tempo necessario a riprendere fiato!) le preoccupazioni e soprattutto i problemi irrisolti...vale a dire quindi quasi tutto!

Si, i problemi sono tanti e irrisolti, se non aumentati....per la Scuola italiana.

Abbiamo iniziato con il problema degli Organici, a fare i conti con la copertura delle classi e del tempo scuola richiesto dalle famiglie, quasi mai corrisposto dalle logiche della spending review, per continuare con i problemi cronici della tenuta in sicurezza delle strutture dei plessi scolastici...fino a gestire alcune riforme introdotte con molta sollecitudine dagli ambiti governativi/ministeriali, ma con molto poco ascolto della "base" e della "scuola reale" sulle modalità di attuazione e sulla loro effettiva sostenibilità e incisività (un esempio su tutti, le iscrizioni, i registri e le pagelle on-line...).

Chiudiamo con molte domande senza risposta e con problemi in sospeso...
Andremo in vacanza, o se non proprio, perché la crisi (che ha colpito ovviamente anche i lavoratori della scuola) non ce lo permetterà del tutto, cercheremo di riposare... ma il nostro impegno no!... le nostre professionalità si dovranno "alimentare" di buone letture e di riflessioni da rielaborare.... A questo proposito, faccio riferimento ad una mia recente lettura, un articolo del Prof. Rodotà pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" che mi ha colpito e sollecitato particolarmente.

Il famoso costituzionalista si interroga, e chiede, su quanto il ns sistema scolastico corrisponda alle indicazioni della Carta costituzionale, soprattutto riferendosi all'Art. 33, dove viene riconosciuto il diritto dei privati "di istituire scuole senza oneri per lo Stato", in occasione del referendum indetto nel Comune di Bologna per i finanziamenti alle scuole private; i dubbi del prof. Rodotà sono concentrati soprattutto sul fatto che
"... istituzionalmente e politicamente, è preoccupante la disattenzione per una opinione pubblica che ha ripetutamente mostrato un orientamento ostile alle semplificazioni autoritarie del sistema costituzionale e la sua attenzione ai principi che lo fondano"...in quanto in questa occasione, come anche nel caso del Comune di Napoli, anche tra le più alte cariche del Governo o ambiti dello Stato, erano state espresse valutazioni che tendevano a liquidare e a semplificare i risultati dell'opinione pubblica a riguardo...
è con questo tipo di "semplificazione", ci dice Rodotà, che nel nostro Paese " ...principi che non possono rimanere sulla carta e che, quindi, non possono essere messi tra parentesi con l'argomento dei vincoli imposti dalla crisi economica" si rischiano di liquidare importantissime questioni come appunto il Diritto all'Istruzione...

Citando Piero Calamandrei ci viene ancora ricordato che la Scuola è "organo costituzionale" , e "quella definizione torna alla mente perché da lì, dal luogo dove principi fondativi e formazione civile s'incontrano, viene oggi una spinta forte per uscire dalla regressione nella quale stiamo sprofondando e per indicare alla politica l'orizzonte largo nel quale deve muoversi per recuperare credito e nobiltà".... In quanto, .... "Sulla base di una dettagliata analisi delle norme vigenti e degli orientamenti delle corti italiane e europee viene così messa radicalmente in discussione la subordinazione dei diritti fondamentali alla logica economica, che sembra essere divenuta l'unica norma di riferimento del tempo che viviamo."

Credo che dovremmo essere grati a persone di così "alto" profilo come l'On. Rodotà, e augurarci che davvero stia iniziando un "new deal" per il nostro Paese e per tutti noi, ricominciando dalla Scuola, a ragionare ed ad intervenire con logiche non più così estranee, sia nelle indicazioni di interventi di riforma che nella loro attuazione operativa, sia nella programmazione delle risorse, che non devono e non possono essere dispensate solo in base a criteri strettamente "numerici/ragionieristici".

Riflettiamo a cosa sarebbe successo se nel dopoguerra italiano, reduce dal ventennio fascista, dove una delle priorità della giovane Repubblica Italiana fu quella di affrontare il problema del secolare analfabetismo, soprattutto nelle zone rurali e nel meridione con la scuola dell'obbligo, non ci fosse stato un "capillare" intervento, con l'istituzione anche di piccole scuole... nel giro di venti anni, fu possibile dimezzare il numero degli analfabeti in Italia, che passarono dal 12,90% del 1951 al 5,22% del 1971.
Esistono oggi nuovi analfabetismi, solo apparentemente meno evidenti e pericolosi, che non possono che essere combattuti e superati con un altrettanto capillare azione del Sistema scolastico nazionale.
Attenzione, quindi, e ascolto raccomandiamo al nuovo Governo...in attesa della partenza del nostro "New Deal"

Buona estate a tutti noi e buone letture!

Serenella Presutti,
Dirigente scolastico, psicopedagogista, counsellor professionale
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la scuola al centro della politica costituzionale la scuola al centro della politica costituzionale
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