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n 68 dicembre 2016
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Articolo 'Chi accoglie chi'  >>>
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Chi accoglie chi
Quando si crea reciprocità
di Bono Liliana - Intercultura
E' questo il punto. Certo messo così ha un'intonazione un po' amletica, incute anche un certo timore, come tutti i momenti di grande cambiamento. Cambiamento implica passaggi di confusione, fasi di parziale disorientamento. E' normale che sia così.
Perchè il cambiamento anticipa la nostra compiaciuta reazione di consenso.
Avviene, è già avvenuto, e tu arranchi se vuoi stare al passo. Oppure ti arrocchi su posizioni old style di stampo privilegiato e classista, in altre parole resisti al cambiamento.
E resisti anche alla realtà.

La realtà scolastica è parecchio cambiata negli ultimi quindici anni, e non poteva essere diversamente da così, perché il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi vent'anni.
Fare scuola oggi non è come fare scuola negli anni Novanta.
Ci sono altre priorità, altri bisogni da soddisfare.
Spesso mi sono chiesta se un bambino oggi non potrebbe apprendere la lettoscrittura senza aver mai messo piede in una scuola. Per via telematica, ad esempio, digitando sulle varie tastiere senza fatica e senza sosta.
Penso che si divertirebbe pure.
Io infatti avevo un po' perso il senso della scuola, nei penultimi anni.
Niente paura, l'ho ritrovato!
L'ho ritrovato in questi ultimi tempi un po' bui, a volte assistendo con sdegno ad abominevoli ritorni di posizioni di stampo razzista, sessista, religiosista (si può dire così?) che credevo superate da un pezzo e per sempre.
L'ho ritrovato e l'ho raccontato una sera in Moschea, dopo una triste serie di episodi di violenza e di discriminazione.
In questi tempi un po' bui la scuola può e forse deve costituire un centro di diffusione di umanità, di accoglienza, di rispetto, di amore.
Accogliere le persone, in questo caso i bambini e le loro famiglie, da cui venire accolti come potenziale punto di riferimento in momenti di grande transizione.

Il problema è che anche la scuola è in un momento di grande transizione, gli insegnanti sono in una fase di grande transizione, i dirigenti sono in una fase di grande transizione.
E tutti abbiamo bisogno di coraggio e di forza.
Allora la questione si apre e sventaglia. Diventando una domanda aperta per me - Chi accoglie chi?
Sembra tutto un po' confuso, alquanto allo sbaraglio.
Forse anche l'accoglienza si orienta verso la reciprocità.
Ogni volta che qualcuno entra nel nostro campo visivo si crea reciprocità.
Il grande bisogno è quello di riconoscerla, e di riconoscerci nell'altro.
Per me è sempre stato così, anche riguardo ai miei studenti.
E adesso che arriva Dicembre, mese di cui anche si può perdere un po' il significato nell'ambito di una cultura multietnica, accolgo con vero piacere la proposta di Maria Chiara, antropologa operante nel territorio e validissima collaboratrice, del Calendario della Gentilezza (per controbilanciare il Calendario dell'Avvento), con compiti specifici per ogni giorno del mese fino a Natale, da estendere eventualmente per...sempre?

E naturalmente, faremo un bellissimo alberello sotto il quale distribuiremo e riceveremo abbracci gratis per tutti.
Molti auguri!


Liliana Bono, docente scuola primaria "G. Parini" - Torino
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