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| Chi è più realista del visionario? |
| Breviario di un Dirigente scolastico in vacanza.... |
| di Presutti Serenella - Long Life Learning |
 | | il premio Nobel 1998 J.Saramago | Ebbene sì...anche un D.S. prima o poi va in vacanza. Dopo i saluti con tutti (Quando va in vacanza Dirigente?...mi raccomando, stacchi la spina!... Toccherà anche a lei entro poco? Verooo?!!?") finalmente si avvicina anche il mio momento...
30 luglio '10: è arrivato il famigerato "organico di fatto". Sembra che ce la potremmo fare anche questa volta: è stato restituita la classe a tempo pieno (anche agli altri 67 istituti di Roma) che in un primo tempo era stata "tagliata"...siamo un po' più "salvi e contenti" di un mese fa!
Comincio a pensare alle meritate vacanze... Cerco di guardare oltre le carte e immaginare il futuro prossimo, quello di settembre, quando riprenderanno le attività.
Cerco di capire quello che dipende da noi, addetti ai lavori, che nelle scuole viviamo tutti i giorni, e quello che invece sarà il risultato di una serie di concause.
La situazione della scuola italiana di oggi, nel 2010 ormai inoltrato, quel 2010 fissato dall'accordo di "Lisbona 2000" -vissuta all'inizio del nuovo millennio come la data profetica di un traguardo da raggiungere per molti che, come me, hanno sentito l'Europa più vicina...
6 agosto '10: ...gli ultimi ritocchi... per lasciare un semilavorato, una struttura, uno schema che riassuma l'organizzazione per il POF , così come deliberato negli ultimi Collegi Docenti e Consigli di Circolo. Le "migliorìe" per lavorare meglio e contestualizzare maggiormente la nostra offerta formativa...
10 agosto '10: FINALMENTE IN VACANZA! Stacco la spina e comincio a fare qualcosa che mi faccia bene: per la mia salute, per il mio cuore e la mia mente... movimento, progetti spensierati e buone letture .... Riprendo tra le mani un grande romanzo: "Cecità" di J.Saramago
Le atmosfere create dal grande scrittore portoghese stridono con il panorama che ho sotto gli occhi in queste giornate di riposo, ma trovano molta risonanza nei miei pensieri; l'allegoria di una popolazione di un paese qualsiasi dove un giorno qualsiasi un uomo diventa cieco e progressivamente tutti seguono la sua stessa sorte, fino a raggiungere livelli di aberrazione e violenza impensati, è potentissima e terribile nello stesso tempo. Non posso fare a meno di pensare, pensare...riflettere e immaginare...
16 agosto '10: Quanto siamo ciechi qui da noi, nelle nostre realtà? Fin troppo facile il parallelismo, la proiezione dell'immaginazione sulla realtà conosciuta; si può essere ciechi pur continuando a vedere, anzi si può anche essere ciechi perché non si vuole vedere. Chi è più cieco? Chi non può vedere o chi non vuole? Chi non ha strumenti culturali, perché negati essenzialmente dai modelli sociali imperanti, globalizzati nel pan consumismo, oppure chi gli strumenti li ha acquisiti ma non se ne avvale per aprirsi verso maggiore lucidità...anzi!
21 agosto '10: Non so, sento che le mie riflessioni prendono una strada sempre più tortuosa e di difficile percorrenza... Una cosa credo però: il profondo pensiero di Saramago riporta chiaro alla mia attenzione il tema della "scelta" di essere o non essere, di sembrare e apparire oppure di pensare, immaginare il presente come il futuro, di ricercare ed abbracciare la lucidità per sé e per gli altri... la scelta della responsabilità, anche se comporta il dolore della realtà.
Ripongo questi pensieri in valigia per il viaggio verso casa...tra due giorni si ritorna a scuola.
Serenella Presutti, Dirigente scolastico del 143° C.D. "Spinaceto" di Roma
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