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n.17 novembre 2011
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Articolo 'Chi ha paura del Grande Saggio... >>>
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Chi ha paura del Grande Saggio?
La comunicazione dell'"esperto"
di Presutti Serenella - Long Life Learning
Seneca, un antico Saggio...
Seneca, un antico Saggio...
Di ritorno da un Convegno, come anche di ritorno da altre situazioni formative direi, spesso ci sentiamo non solo più sapienti ma più adeguati, pronti ad affrontare con occhi nuovi le situazioni di tutti i giorni.

Spesso, non sempre.
Ricordo anche, come credo qualcuno di voi, la sensazione di aver perso tempo, di aver investito poco e niente del mio capitale umano e professionale, pur riconoscendo il valore e la competenza dei relatori /formatori.

Perché? Le parole non comunicano da sole; ormai lo abbiamo appeso in molti...la Scuola di Palo Alto (California) ci ha consegnato un enorme riferimento teorico e di risultati di ricerca che ci dicono in sostanza: " Attento a come ti muovi, a dove ti posizioni, che timbro di voce utilizzi e ai toni delle tue comunicazioni...bene ora puoi parlare!"
Ma se l'esperto fosse -e lo è in grandissima parte- colui/colei che comunica bene piuttosto che quello che sa!? In parte, ma i contenuti possono arrivare ad una persona, ad un gruppo e ad una platea se chi ci comunica in quel momento è il primo/prima a credere a quello che dice è proprio lui/lei...in buona sostanza ama la sua idea, la sua esperienza ed è motivato a farlo!
Stiamo freschi! ( penserete voi...e io con voi...) in tempi come quelli che viviamo, costantemente liquidi, chi è in grado di tenere alta la barra delle convinzioni e comunicarle?

Questi pensieri mi sono balzati in mente mentre ero di ritorno giustappunto dal Convegno Erickson "La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale", dove penso di aver incontrato più di una persona che si possa chiamare "esperta" nell'accezione riportata.
In modo particolare sono rimasta colpita dalla comunicazione sul significato della Diversità della filosofa Michela Marzano.
Si, una filosofa, non un tecnico/ca del settore, ma una che di mestiere fa il pensatore e si occupa di "Etica"...

Nell'antichità esisteva la figura del SAGGIO, quasi sempre un Filosofo, Sapiente e forse anche Matematico, a cui rivolgere lo sguardo e la mente per ricevere i lumi sulla propria strada... Socrate, Aristotele, Seneca...e molti altri che potremmo citare, e soprattutto ricordare.
Poi furono i PREDICATORI, uomini di fede ma sapienti, che diffondendo il verbo divino hanno reso interpretazioni della morale umana e anche studiato il funzionamento del mondo e della volta celeste.... fino a giungere al SAGGIO di CORTE, figura anche questa antica in realtà, che quando viene riconosciuto sapientemente utile dal Potere in auge può diventare il Pensiero dominante, la Comunicazione Sapiente di chi tesse le fila delle vite altrui...con le pericolose derive note alla Storia.

Il Saggio, il Sapiente è diventato nel tempo sempre più lontano dai contenuti e sempre più aderente al modo nel quale farlo; questo se da una parte ha accorciato le distanze tra conoscere e comunicare è anche vero che ha posto maggiormente il problema di chi è affidabile e non... per arrivare alla scoperta dei Significati e la costruzione di senso comune...

L'uso della metacomunicazione dovrebbe acquisire contorni non troppo sfumati e soprattutto non arrivare a supplire il significato stesso delle cose; si sortisce l'effetto contrario ad abituare le persone alla disattenzione e lontananza dai significati, fino anche alla perdita di senso... Possiamo pertanto, se le cose stanno così, accontentarci di cloni e non di persone, di modelli e non di uomini e donne in carne ed ossa.

Ma se non amiamo gli scenari Orwelliani (Grandi o Piccoli miserevoli "Fratelli") dovremmo recuperare la dimensione della Comunicazione "autentica", sapiente di per sé perché raccoglie la significatività degli individui; riconosciamo una comunicazione autentica quando "appartiene" a chi ci parla e gli obiettivi rispondono a criteri di eticità; nella realtà attuale di iper-comunicazione mediatica ma di scarsa comunicazione umana, abbiamo un grande, quasi disperato, bisogno di comunicare autenticamente, puntando l'ascolto ai significati delle parole, ad imparare il loro dosaggio come fosse miscela preziosa... imparare ad inserire le pause, a mantenere il silenzio quando è necessario e a dare voce al pensiero.

La figura del Saggio, del Sapiente moderno non può prescindere dal Pensiero complesso e dalla molteplicità; l'esperto è colui che ha esperito ciò di cui parla e comunica, ma nessuno può aver avuto esperienza della complessità se non di una parte, e non può che rappresentarlo da un punto di vista, il proprio, della realtà e della conoscenza. Per superare la soggettività è necessario il confronto con l'altro diverso da me e la scommessa più difficile è puntare alla ricerca e la costruzione di un punto di vista diverso ancora dal precedente. La diversità e la molteplicità come contenuti e modalità di affrontare il mondo.
Da un uomo grande c'è qualcosa da imparare anche quando tace (Lucio Anneo Seneca)

Serenella Presutti, psicopedagogista, Dirigente scolastico del 143° Circolo didattico"Spinaceto di Roma"
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