Torna nella homepage
 
n.44 giugno 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:13 Dicembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Chi l'ha detto che l'insegnant... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Orizzonte scuola 2 Orizzonte scuola
Pagina Dedicato a te 3 Dedicato a te
Pagina Inclusione Scolastica 4 Inclusione Scolastica

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Chi l'ha detto che l'insegnante deve essere infallibile?
Il "So di non sapere" 2.0
di Ansuini Cristina - Dedicato a te
Lo studio più autentico e appassionato non è mai esente dall'inciampo perché è proprio questo, come il fallimento, a rendere possibile la ricerca della verità.
Massimo Recalcati

Ho trovato quasi per caso questa frase dello psicoanalista Massimo Recalcati e ha avuto un effetto dirompente su di me, facendomi leggere la realtà con occhi nuovi e confermando delle briciole di pensiero che, evidentemente, già erano presenti dentro di me.
In un'epoca confusa e con pochi - e fallaci! - punti di riferimento, potrebbe sembrare strano pensare una "non gravità" di un errore dell'insegnante e a una sospensione di giudizio su di lui.
In realtà questo riferimento ci sta tutto.
In un'epoca tecnologizzante, dove spesso hanno la meglio relazioni scritte, griglie, valutazioni di competenze, maschere per decodificare..., che a tratti può sfociare nella spersonalizzazione dell'insegnamento, è proprio il caso di fare leva sull'umanità del docente, sulla sua parte squisitamente relazionale, su quella curiosa e desiderosa di sapere.

Partirei da una semplice riflessione: quali insegnanti ricordiamo del nostro iter scolastico? Quelli che ci hanno messo in una casella? Quelli che ci hanno psicologizzato? Quelli che ci hanno fatto imparare tutto a memoria?
Ho avuto tanti insegnanti che hanno segnato positivamente la mia strada, molti più di quelli che hanno tentato di smontare ogni fervore sapienziale - grazie a dio!! -, ma quelli di cui mi sembra di sentire ancora la voce, di cui conservo appunti e ricordi, sono stati quelli che impostavano il loro lavoro sulla passione e sulla curiosità, che invitavano noi alunni/studenti a ricercare a modo nostro, che ci davano la canna da pesca e non il pesce già pronto nel piatto, che affermavano senza problemi che c'era qualcosa che non sapevano e che sarebbe stato entusiasmante scoprirlo insieme.
In un'epoca di solitudine dell'insegnante - saltati i patti sociali, le alleanze generazionali, la stima condivisa socialmente nei confronti del suo ruolo - una risorsa che il docente può avere è proprio questa consapevolezza di non sapere, perché può stimolare la ricerca e mostrarlo in una nuova luce agli occhi dei suoi studenti, piccoli o grandi che siano.

Il liceo che ho frequentato è intitolato a Socrate. È una figura che mi ha sempre affascinato, sicuramente per la sua integrità intellettuale, ma soprattutto per la sua idea di vivere l'insegnamento: non dava risposte, non travasava saperi, ma ricercava continuamente, insieme ai suoi allievi, partendo da un'unica certezza: "So di non sapere".
Una paradossale consapevolezza di ignoranza di una conoscenza definitiva, che diventa però motore della voglia di conoscere e di conoscere attraverso il dialogo, il confronto con l'altro, le riflessioni condivise.
Ecco, qui c'è tutta l'essenza dell'insegnamento.

In un'epoca in cui viene quasi messa in crisi la stessa ragione d'essere dell'insegnante, magari sostituito da conoscenze prese in rete, la risorsa dell'insegnante stesso sta proprio nella sua incompletezza, nella sua umanità, nella sua sete di sapere e di conoscenza.
La risorsa sta dunque nel non rinunciare al fine ultimo del suo lavoro: la ricerca ed il consolidamento del sapere. Sarà proprio la consapevolezza dei propri limiti a spingere alla conoscenza, a una conoscenza tutta sua, che fa parte della sua professione e alla quale non deve assolutamente rinunciare, sulla quale fare leva per crescere nella consapevolezza del suo valore e della sua importanza.

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgonicini Duca, Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito martedì 01/07/2014 ore 21:56 da Paolo Lesti
La Figura dell'insegnante,mai potrà, e mai ssrà sostituita,ne dalla tecnologia rampante, ne tanto meno da un freddo,impersonale,e soprattutto privo di emozioni e di emozione, surrogato virtuale. La cultura,e l'eredità del sapere è qualcosa che si plasma e si integra sia con le diverse radici storiche, sia con le diverse epoche, rinnovandosi e rinnovando nelle persone "l'istintuale"fame di sapere, crescere,progredire. Questi sono gli aspetti meritori di chi come te ha scelto di insegnare,la trasmissione del sapere cara Maestra Cristina non soltanto è una lodevole missione ma è anche un invidiabile dono, l'importante è non perdere mai il contatto con la realtà, e mai...dico mai al tempo stesso lasciarsi condizionare dal mutare dei tempi, della società,rimanendo saldi a quei principi che così bene hai tu illustrato citando Socrate. Ciao Paolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional