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| Chi pensa che gli alunni stranieri debbano stare "fuori"dal quotidiano? |
| Un'integrazione possibile "in classe con noi" |
| di Cianciolo Silvia - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola |
Come docente mi sento una privilegiata a poter seguire ed osservare da vicino la meravigliosa integrazione operata da parte del gruppo di bambini (in entrambe le mie classi) nei confronti non solo degli allievi in difficoltà, come ho già scritto in altri articoli, ma anche degli alunni stranieri.
Ho visto bambini di etnia rom, provenienti da situazioni di forte deprivazione socio-culturale, rinascere completamente entrando in contatto con un ambiente scolastico e di vita che è stato in grado di accoglierli, di trasformarli dall'interno di loro stessi, di valorizzare e far rinascere le loro potenzialità, per formarli integralmente come persone; ho visto bambini musulmani, cresciuti con lingua, religione, costumi ed abitudini differenti da quelle del nostro Paese, imparare la lingua italiana con una dedizione, una velocità ed un entusiasmo disarmanti, grazie al contatto con i coetanei e con i docenti che hanno saputo elargire una forma di integrazione piena, la quale non consiste in una mera conformazione ad uno schema predefinito, ma che si estrinseca in un confronto che arricchisce reciprocamente, che fa nascere amicizie e relazioni, che trasforma e rigenera ciascuno nel rispetto delle singole individualità, cioè nella preziosa unicità di ogni bambino.
Credo che almeno per gli "addetti ai lavori" come noi sia impensabile concepire che questi bambini, per integrarsi, possano fare a meno di tutto questo: di questo contatto con i compagni di madrelingua italiana, di questa accoglienza da parte del nostro Paese, di questo scambio culturale condito di affetto sincero e gratuito!
Oggi una di questi bimbi, che vive in un campo nomadi e quando è arrivata da noi, l'anno scorso, non sapeva neanche tenere una matita in mano, mi ha fatto un disegno bellissimo e con la dedica che ha scritto sul retro mi ha fatto commuovere. Spero di poter continuare ad avere molte altre occasioni per commuovermi grazie agli incredibili progressi di questi bambini, che DEVONO POTER STARE TUTTI IN CLASSE CON NOI!!!
Silvia Cianciòlo, 145° Circolo Didattico Plesso "Piaget" - Roma
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