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n.74 giugno 2017
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Oggi è il giorno:23 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Chi si forma (non) è perduto'  >>>
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Chi si forma (non) è perduto
Ritrovare lo spirito per imparare ad insegnare
di Stefani Carla - Formazione
Grazie all'esperienza di formazione sulla didattica per competenze, tenuta dall'Associazione Sysform/Giunti, ho realizzato in classe compiti di realtà, prima meno considerati; ho osservato in modo più costante e analitico i miei alunni, rilevando una serie di informazioni molto più pertinenti per una valutazione complessiva che tenga conto anche degli aspetti relazionali, organizzativi e comunicativi che ogni singolo alunno possiede, indipendentemente dalla conoscenza delle nozioni.
Per quanto riguarda la mia professione, mi sono resa conto della necessità di pianificare diversamente il lavoro proposto in classe così da non "perdere" tutte quelle occasioni di osservazione e realizzazione che molto spesso, fino ad ora, non consideravo.
Infatti molti lavori proposti finora non sono stati da me registrati in modo opportuno poiché pur conoscendo una serie di griglie appositamente strutturate non le ho mai utilizzate, credendo non mi appartenessero.
Ogni volta che mi trovo a dover svolgere un compito, anche se dopo l'incontro tutto mi pare chiaro, e di fronte al lavoro da realizzare, al primo impatto avverto il vuoto assoluto: idee confuse, dubbi e soprattutto mancanza di certezze nell'esecuzione. Devo ammettere però che queste difficoltà risvegliano un desiderio di riuscire che spesso muove interesse e motivazione nel portare a termine il lavoro assegnatomi in modo corretto.
Il ruolo di "studente" lo avevo dimenticato insieme alla difficoltà che si trova di fronte a nuove conoscenze.
Ho acquisito le competenze necessarie per impostare il lavoro didattico sul modello degli insegnamenti ricevuti e ho compreso che una didattica per competenze può divenire complementare alla mia attuale modalità di lavoro.
Mi piacerebbe condividere di più in ambito di programmazione questa modalità di lavoro o comunque riuscire a rendere proficui gli incontri settimanali fino ad ora poco arricchenti a livello professionale.


Carla Stefani, docente di scuola primaria dell'IC "Piazza De Cupis", Roma
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