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Chi vuole la scuola digitale e come
La posta in gioco sul progetto Scuola digitale
di La redazione - Dalla redazione
Proponiamo l'articolo di Silvano Tagliagambe, direttore scientifico del progetto "Scuola digitale" della Regione Sardegna, apparso su Laboratorio di tecnologie audiovisive, accogliendo il suggerimento del prof. Roberto Maragliano di diffonderlo, in quanto è un importante documento su un tema di scottante attualità.



Anticipiamo una parte dell'articolo e rimandiamo la lettura attraverso il link.

...

"Qui si comincia a vedere chiaramente qual è l'autentica posta in gioco, al di là di tutti gli espedienti retorici messi in campo.
Il capitolato tecnico del bando che la delibera che stiamo esaminando impone di revocare, e che, tra parentesi, non è stato ancora revocato, nonostante scada il 6 agosto, anziché adattarsi al mercato, stabilisce che tipo di materiali e prodotti servano per uno sviluppo della didattica coerente con i nuovi orientamenti metodologici che si stano affermando sulla scena internazionale e con i nuovi linguaggi che stanno emergendo e detta al mercato, in una logica attiva di effettivo protagonismo del mondo della scuola e della ricerca, ciò che deve essere prodotto per avere ambienti di apprendimento rispondenti alle esigenze dei processi di insegnamento e di apprendimento.
Da una parte, dunque, è il mercato a dettare e ci si limita ad acquisire ciò che esso offre; dall'altra è una visione progettuale e sistemica dei nuovi orientamenti che stanno affiorando nella ricerca nazionale e internazionale e che il mercato non ha ancora recepito a stabilire ciò che deve essere fatto e come.
La differenza mi pare sostanziale: il senso del confronto è chi debba assumere il ruolo guida nel rinnovamento del mondo della scuola.

Il progetto Scuola digitale nella sua versione originaria attribuiva questa funzione alla comunità scolastica regionale con la quale l'Assessorato della Pubblica Istruzione si era ampiamente e capillarmente confrontato presentando la proposta progettuale in tutte le province e acquisendone il gradimento prima di emetterne la versione definitiva. Da questo confronto era scaturita l'opzione in favore di materiali didattici che fossero modulari, articolati in asset (atomi di contenuto), molecole, lezioni, corsi, in modo che i docenti potessero strutturali e organizzarli secondo le loro specifiche esigenze didattiche, e personalizzabili, aggregabili in catene di contenuto anche sulla base di criteri di affinità semantiche.

Tutto ciò, si diceva esplicitamente nel Capitolato tecnico, "
al fine di garantire un alto livello di personalizzazione al docente, che può navigare tra i contenuti e costruire percorsi didattici tarati sui bisogni della classe". E si aggiungeva, in modo da non lasciare adito ad alcun dubbio: "La scomposizione dei contenuti didattici digitali editoriali in asset (atomi di contenuto) aggregabili liberamente da parte dei docenti è il passaggio chiave per la trasformazione del tradizionale libro di testo cartaceo in materiale aperto e "calibrato" sui bisogni dello studente"....

leggi tutto (link sulla spalla dx)
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