Torna nella homepage
 
n 75 settembre 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Ci facciamo in quattro!'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Formazione 1 Formazione

Ricerca avanzata >>>
Ci facciamo in quattro!
Formarsi per condividere e diffondere buone pratiche
di Rozzi Annarita - Formazione
In questo secondo livello del percorso di formazione sulla didattica per competenze, tenuto dall'Associazione Sysform in collaborazione con Giunti Scuola, ho avuto modo di definire con maggior chiarezza le questioni di fondo che devo affrontare per continuare a svolgere con passione, fiducia ed efficacia il mio lavoro. In una fase di crescente smarrimento e frustrazione che dura da qualche anno, sicuramente dovuta anche ai forti e veloci cambiamenti in atto nella società, dagli esiti spesso problematici, sto cercando di dare un nuovo senso al mio lavoro. Ogni giorno sono a contatto con ragazzi alle prese con un "crescere" difficile, in contesti densi di situazioni confuse, quasi in assenza di punti di riferimento fermi e coerenti. Le questioni poste alla nostra attenzione nel corso di formazione mi hanno aiutata a costruire una nuova visione: lavorare con tenacia alla realizzazione di una comunità nella quale tutti, ragazzi ed adulti, possano vivere concrete esperienze di apprendimento e di vita e crescere insieme in un ritrovato clima di condivisione, empatia, cooperazione. Strumento fondamentale: una ragionata, coerente, ben strutturata progettazione.
Ho chiarito a me stessa cosa significhi veramente "mettere l'alunno al centro", renderlo protagonista del suo processo di apprendimento e di crescita, aiutarlo e sostenerlo nella costruzione di quelle competenze cognitive, metacognitive, relazionali che potranno consentirgli di imparare ad affrontare con maggiore forza, consapevolezza e determinazione, in autonomia e responsabilità, le situazioni della vita reale. Mi sono stati forniti strumenti teorici ed operativi per progettare e realizzare concreti percorsi di apprendimento: dai traguardi di competenza disciplinari e trasversali da promuovere, attraverso gli obiettivi di apprendimento, alle rubriche delle evidenze con i rispettivi livelli di padronanza, le griglie di osservazione, i compiti significativi e di realtà fino alla valutazione e autovalutazione dell'alunno. Ora sta a me, con attenzione e spirito di osservazione, pensare le situazioni, i contenuti, i compiti che veramente possano rispondere alle esigenze dei ragazzi, interessarli, coinvolgerli e motivarli.

Su me stessa, cosa dire: sicuramente, pian piano, sto riuscendo a staccarmi da modalità operative rassicuranti, perché sperimentate e consolidate nel tempo, ma troppo direttive. Sto superando la mia necessità di tenere sempre tutto sotto controllo. Sono bravi e originali i ragazzi quando si lascia loro spazio e libertà di azione: non "spontaneismo" fine a se stesso ma un agire da protagonisti all'interno di contesti comunque progettati, pensati in coerenza con le competenze da promuovere.
In questo momento mi sembra di avere davanti un quadro abbastanza chiaro.
Le difficoltà che incontro mi sembrano essere quelle del principiante che ha compreso ciò che si deve fare e come lo si deve fare ma ha ancora bisogno di tempo e tanto esercizio per imparare, diventare più sicuro nel porre in atto nuove modalità operative, nuovi modi di porsi, nuovi punti di vista... Più che difficoltà forse quelle che incontro sono delle sfide: nel lavoro arrivare ad una progettualità fortemente coerente al suo interno e ampiamente condivisa; per gli alunni pensare a contenuti e compiti di realtà veramente significativi e coinvolgenti per loro; per me stessa, progettare bene per poi lasciare fluire le situazioni, lasciare spazio e libertà d'azione ai ragazzi perché solo così potranno acquisire autostima e crescere in autonomia e responsabilità. Ce la farò? E' molto importante e produttivo, al riguardo, potersi confrontare e collaborare con le colleghe che hanno frequentato il corso insieme a me.

Come far confluire tutto questo nel curricolo d'istituto, soprattutto le competenze trasversali? Noi insegnanti stiamo realizzando il curriculo verticale partendo dai traguardi di competenza relativi alle diverse discipline. Come integrarlo con le competenze trasversali? Lo strumento sarà la progettazione di una serie di percorsi di apprendimento, possibilmente pluridisciplinari, con relativi compiti significativi e di realtà e con le rispettive rubriche di valutazione? La valutazione è un altro elemento di fragilità: il più delle volte si continua a valutare l'acquisizione di conoscenze e abilità senza fare il salto verso la valutazione delle competenze, senza creare le situazioni che possono favorire lo sviluppo e l'osservazione delle stesse.
Basterà uno sparuto gruppo di quattro professoresse a diffondere nella comunità della scuola secondaria di primo grado le nuove modalità di fare scuola per lo sviluppo delle competenze apprese durante il percorso di formazione? Certamente ci metteremo tutta la nostra convinzione e, superando alcuni momenti di scetticismo, anche tutto il nostro entusiasmo!


Annarita Rozzi, docente di Musica dell' IC di Marcellina (RM)
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional