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n.11 marzo 2011
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Articolo 'Ciak azione ... si gira'  >>>
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Ciak azione ... si gira
Rapporto genitori/figli
di Riccardi Barbara - Didattica Laboratoriale
"Ciak azione ... si gira", non vuol essere una rubrica di recensioni, semplicemente un angolo di miscellanee di titoli di film/documentari/corti/video che di solito non vengono tanto pubblicizzati, che fanno parte di un circuito, come dire non proprio commerciale, ma di pochi eletti fortunati.
La mia "visione" questa volta è rivolta a quelle pellicole dai contenuti relazionali genitori/ figli, dove emergono problematiche, modalità e usi, nelle quali ci si può ritrovare in uno dei personaggi, magari da usare come parametro di paragone e trarne qualche spunto.
Toni Servillo conosciuto soprattutto per il film di protesta "Gomorra" e oggi sugli schermi con un altro film con un argomento di grande scalpore "Il gioiellino", non passa inosservato per la sua bravura interpretativa e per la capacità di condurre in modo emotivamente coinvolgente, noi pubblico, nelle storie che ci racconta.

Con UNA VITA TRANQUILLA regia Claudio Cupelli Italia/Germania
per vedere il Trailer del film clicca qui


l'attore è un immigrato originario del Sud Italia residente in Germania dove con la famiglia gestisce un ristorante/albergo vicino Francoforte. Ha cambiato identità, parla un impeccabile tedesco e nulla lascia trasparire le sue origini. Finché un giorno il passato riappare, sotto le sembianze del figlio, dimenticato e in fuga anche lui da qualcosa. La sua vita da ordinata e tranquilla, si ingarbuglia e infine precipita in una ragnatela di memorie e verità che rischiano di tornare a galla e divorarlo. Ma un padre resta un padre anche quando la lotta per la sopravvivenza non lascia scampo? ... Cosa spinge un genitore a fare le sue scelte pur dolorose? Da cosa nasce il sentimento e cosa porta il sentimento verso un figlio? Il sentimento su basi di condivisione e crescita, o scelte fatte solo per egoismo e vigliaccheria? Come si può far finta di non avere legami e continuare a vivere nell'indifferenza del fingere...

A rispondere a queste domande, uno dei film più belli del 2010, IN UN MONDO MIGLIORE regia di Susanne Bier Danimarca. Per vedere il trailer clicca qui

Ci sono storie che ti passano davanti, magari perfettamente narrate, ma che non fanno vibrare e il giorno dopo quasi non ricordi neppure di aver visto. Non è così per il film di Susanne Bier regista delicata e attenta, In un mondo migliore, intenso, emozionante di vita vera, film che riesce ad attraversare l'anima, fa piangere, fa arrabbiare, portandoci a chiedere se nella vita quotidiana fatta di nevrosi, prevaricazioni, ingiustizie: "Come bisogna comportarsi" ... non esiste regola e neppure i luoghi fanno la differenza, esistono i soprusi anche a miglia di distanza, valgono le stesse regole sociali comuni in un'Africa come in Europa, con la stessa violenza tra bene e male. In questo caso è l'Amicizia che fa da ancora di salvezza. Messa in evidenza è l'Amicizia tra coetanei e l'Amicizia con i genitori. Quindi l'Amicizia, il passepapartout, secondo la regista, per un rapporto costruttivo e di condivisione.

E' proprio di condivisione, di passaggio del testimone, di comunicazione tenuta da fili sottilissimi fatti di sentimento e legame con "Las Buenas Hierbas" regia Maria Novaro Messico per vedere il sito clicca qui

un film di nicchia, che nel solito circuito non si è sentito neppure parlare. Tratta il rapporto madre/figlia che si consolida nel momento del bisogno, nel ricominciare un rapporto nuovo, fatto di scoperta, di avvicinamento all'altro, di valorizzare il sé di una e dell'altra. Dalia è separata, vive con il piccolo Cosmo e lavora in una radio. Sua mamma, Lala, si occupa del Giardino Botanico dell'Università di Città del Messico come esperta erborista. Due vite comuni che scorrono lentamente, indipendentemente fino a quando a Lala viene diagnosticato il morbo di Alzheimer e chiede alla figlia di aiutarla prima di perdere la lucidità, di trascrivere, appuntare tutte le sue conoscenze sulle proprietà delle erbe, lasciando a lei tutto il suo sapere. Il momento magico del film ... il passaggio delle ricerche e dei rimedi con le piante, da madre in figlia, il motore del film, appunto il famoso passaggio del testimone.
Di importanza fondamentale la comunicazione, il comunicare per tramandare la cultura e non mandare perso tanto sapere, soprattutto una conoscenza in fatto di piante e di erbe, in un paese come la Colombia in cui è tradizione che le piante non curano solo il fisico dalle malattie ma si occupano soprattutto dell'anima.
Un viaggio tra piante ed emozioni, in cui la natura diventa alleata dell'uomo e crea/consolida legami.

Proprio la coppia Mazzantini/Castellitto nel loro film più curioso e coraggioso, malinconico e surreale, dal titolo bizzarro che incuriosisce, ricreano situazioni conosciute del quotidiano a tutti noi, fatte di e da personaggi di tutti i giorni con le loro manie, le loro manchevolezze e i loro caratteri. per vedere il trailer del film clicca qui

LA BELLEZZA DEL SOMARO regia Sergio Castellitto Italia un film sopra le righe, prima un racconto e poi sceneggiatura, centrato in un weekend nella casa di campagna, dove non si salva nessuno, un coro anelante di cercatori di felicità materiali e spirituali, un tourbillon di schiavi delle proprie fobie e fissazioni incurabili, per mascherare prerogative o ideali. Dove appunto la psicologa Morante da mamma aggressiva ed intransigente, passa ad essere, con i suoi pazienti irrecuperabili/problematici, tranquilla e disponibile. La figura del papà manager che studia inglese traducendo a ruota libera il tutto e il nulla come escamotage per non curarsi dei problemi della sua famiglia. L'urlante mamma Preside che "sta sul territorio", ma che non si rende conto di quello che vivono e soffrono i figli e non è da meno la figura della badante ... kapò che comanda a bacchetta tutta la truppa.
Colpo di genio, il personaggio della figlia super viziata/non stupida per nulla quando presenta a tutti il suo ultimo boyfriend: "Quando eravamo giovani, i giovani non contavano un ...; ora che siamo genitori noi, i genitori non contano un ...!

Per ultimo, ma non ultimo per importanza, solo perché non si tratta di un film ma di un corto. Se avete solo poco tempo per potervi deliziare con un momento di pausa dal solito corre, la "Biondina" di Laura Bispuri è quello che fa per voi. Racconta lo sguardo complice e severo di una madre alle prese con i cambiamenti di una figlia adolescente decisamente vivace e ribelle. Tratta la storia come tante del nostro paese, una storia comune a molti, dove la preoccupazione per la crescita dei figli, per le loro scelte diventa il pensiero giornaliero da risolvere per il loro bene. Genitori bisognosi di essere delle guide valide per i figli, e figli in cerca di valide guide da supporto ai loro cambiamenti.
per vedere il trailer del film clicca qui

Un angolo per passare del tempo di riflessione sul rapporto genitori/figli, così tortuoso e difficile da gestire/intraprendere, in questa società fatta di vuoti affettivi, di mancanza di comunicazione e ascolto, dove si è centrati sul fare per se stessi, dove la mancanza di tempo diventa l'escamotage per non dedicarsi alla costruzione dei rapporti. Non trascuriamo i particolari di rapporti che sono quello che più di bello abbiamo, non tralasciamo ... poi, dopo, ora non è il momento. E' sempre il momento buono per voler bene!

Barbara Riccardi, Docente 143° CD "Spinaceto" - Roma
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