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n.44 giugno 2014
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Articolo 'Classe difficile? Rovesciala!'... >>>
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Classe difficile? Rovesciala!
Flipped classroom
di Lucci Laura - Scuola & Tecnologia
Un'occhiata veloce alle case in cui viviamo, alle nostre città, o paesi che siano, alle nostre macchine, o anche alle nostre biciclette... la digitalizzazione ha preso il sopravvento, anche su chi, vuoi per età, vuoi per scelta, di digitalizzazione dei sistemi non avrebbe voluto proprio sentirne parlare. La digitalizzazione, il computer, la Rete... hanno portato ad vero e proprio stravolgimento del nostro vivere quotidiano, della comunicazione, insomma di tutto lo scenario culturale in cui siamo immersi.
I nostri ragazzi vivono tutto questo a casa .... e a scuola?
Avete sorriso, eh? Sì... l'ho fatto anch'io nello scrivere.
La scuola, come ci suggerisce Marc Prensky, il creatore della famosa metafora che distingue fra nativi e immigrati digitali, deve adattarsi al 21esimo secolo.

Una pratica che sta ottenendo molti consensi tra docenti e studenti, sia in America, che nel nord Europa, e' la FLIPPED CLASSROOM, tradotta in modo semplice 'la classe capovolta'.
Tutto ebbe inizio nel 2007 quando Jonathan Bergmann e Aaron Sams, due docenti di chimica, sfogliando una rivista di tecnologia, intuirono come utilizzare alcuni software che potevano registrare una slide-show di PowerPoint con voce e annotazioni e poi convertire il tutto in un file video che poteva essere facilmente distribuito online. Quindi nella primavera del 2007, decisero di registrare le loro lezioni su YouTube per i loro studenti: allora YouTube era agli albori.

L'idea di base della Flipped classroom e' molto semplice: ognuno di noi ha tempi diversi di apprendimento, ognuno di noi ha modalità differenti per apprendere. Registrando le lezioni si da' la possibilità a tutti, anche a chi non e' presente in classe, di acquisire A CASA, i concetti base della lezione, con i tempi e le modalità proprie e di avere i contenuti sempre disponibili.

A SCUOLA invece si mette in pratica ciò che si e' imparato, si svolgono esercizi condivisi in gruppo (apprendimento condiviso) e poi si svolgono singolarmente, sempre con l'aiuto dei docenti, che possono intervenire così, nelle situazioni più problematiche, incrementando il tempo da dedicare ad ogni studente.
In questo modo la scuola diventa un ambiente di lavoro e confronto, in cui gli studenti diventano responsabili del loro processo di apprendimento.

Il docente non e' più il "saggio in cattedra" (sage on the stage), ma una "guida al fianco" (guide on the side) degli studenti e il tipo di istruzione diventa blended (lezione frontale + apprendimento in modalità costruttivista). Si parla tanto di istruzione personalizzata, ma con i vecchi sistemi e i fondi destinati alle scuole, l'istruzione personalizzata rimane un'utopia. Questo metodo potrebbe essere una soluzione, anche perché oggi per vedere YouTube non e' necessario un computer, ma basta un cellulare e, come sappiamo tutti, non ce n'è carenza!

E' logico che questo sistema abbia degli svantaggi... e tutti per gli insegnanti, infatti diventa necessario:
 rivoluzionare completamente il metodo di lavoro;
 preparare un dettagliato piano di progettazione;
 essere disposti a mettersi in gioco: lavorare con dei video ed applicare una didattica laboratoriale, impone all'insegnante una forte azione interattiva con alunni e famiglie e una grande apertura alla ricerca.

Ma personalmente credo che i vantaggi superino tutto questo:  per prima cosa cambia il clima della classe: la classe si riconosce 'gruppo' ed acquisisce un forte senso di appartenenza;
 il tempo scuola viene interamente utilizzato, attraverso una didattica laboratoriale, per l'applicazione e per il perfezionamento delle competenze;
 si ha ovviamente un miglior coinvolgimento da parte degli studenti; i ragazzi si sentono, e sono, protagonisti del loro processo di apprendimento;
 si ha l'opportunità di mettere in pratica un'istruzione personalizzata: studenti di grado avanzato possono andare avanti più facilmente, contestualmente gli studenti con difficoltà possono così ricevere dall'insegnante, durante l'orario scolastico, l'aiuto di cui hanno bisogno;
 i risultati dell' apprendimento, secondo chi pratica questo metodo, sono molto superiori alla norma.

In un articolo sul 'The Daily Riff' Jonathan Bergmann e Aaron Sams esponendo le trasformazioni a cui hanno assistito adottando il nuovo metodo, sottolineano che il lavorare in gruppo per un obiettivo, porta i ragazzi ad organizzarsi autonomamente, a mettere in pratica strategie di problem solving e quando chiedono aiuto ai docenti, hanno maturato un determinato bisogno e quindi le mini-lezioni date a ciascun gruppo, vengono offerte quando i ragazzi sono pronti per apprenderle.
Il cambio di ruolo permette al docente di liberarsi dei contenuti e coltivare aspetti trasversali decisamente più importanti per i ragazzi, quali l'importanza del gruppo, dei ruoli, dell'attitudine all'ascolto, dando la giusta attenzione da ogni singolo alunno, mentre loro applicano il sapere condiviso ed imparano gli uni dagli altri.

In America sono nati molti siti a cui attingere materiale per la Flipped classroom, ad esempio la Khan Academy, una forte realtà che ha messo in rete per le scuole più di 4500 lezioni, con oltre 200 milioni di visualizzazioni. La sua popolarità deriva oltre che dalle capacità del suo ideatore, anche dalle strategie comunicate applicate nei video, dove il docente lascia la cattedra per assumere il ruolo di tutor.

Oltre a Khan Academy ci sono altre iniziative nella Rete, sempre a disposizione dei docenti, come YouTube che ha prodotto un canale specifico per insegnanti, proponendo video organizzati per materia e ordine scolastico.
TEDEd che propone video realizzati appositamente per la Teachers Flipped classroom e strumenti per adattarli alle specifiche esigenze del docente. In questo ambiente ognuno può caricare i propri video e poi predisporre la propria lezione personalizzata.

Ma anche in Italia ci sono iniziative in tal senso:
OilProject, una piattaforma per studiare online, dove si possono trovare moltissimi video, testi ed esercizi sulle varie materie.
Scuola interattiva, che pubblica attraverso YouTube videolezioni utilizzando mappe concettuali;
Insegnalo.it ,con corsi che possono essere anche a pagamento;
Innovascuola, con risorse per ciclo scolastico e materia;
Alexandrianet, un ambiente dedicato al "self-publishing" degli insegnanti per la scuola italiana, un ambiente, quindi, dove i docenti possono pubblicare online i loro materiali in forma aperta per la condivisione della conoscenza come bene comune.

Perché' la Flipped Classroom?
Per citare due frasi di Albert Einstain:
perché
'I problemi del mondo d'oggi non possono essere risolti facendo ricorso allo stesso tipo di pensiero che li ha creati';

e anche perché
'Learning is experience, everything else is just information'.
e noi abbiamo la responsabilità/dovere di mettere in grado i nostri ragazzi di affrontare il futuro che li aspetta.


Laura Lucci, docente IC Morlupo - Roma
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Sono presenti 5 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 03/08/2014 ore 14:53 da mariagrazia
Articolo interessante. Mi sto formando per poter applicare nella mia scuola questa metodologia,allettante per gli alunni, ma impegnativa per i docenti. Soprattutto per quei docenti affezionatissimi alla tradizione, a quei docenti che ad ogni consiglio si lamentano per gli esiti negativi della verifica, per tutti quelli che vogliono ad ogni costocertificare l'alunno come da, bes e quanto'altro. Michiedo: come faccio a coinvolgere quei docenti a capovolgere la loro didattica? Come avete capito sono Preside di una scuola secondaria di primo grado paritaria che crede in queste nuove modalità di far lezione, senza i soliti banchi e la pedana rialzata dove sta l'insegnante! Mi potete aiutare?
inserito lunedì 28/07/2014 ore 08:43 da Roberta Sangiorgio
Laura ha esposto uno dei temi condivisi durante il nostro percorso formativo. Diamo realtà a quella che può sembrare utopia, partendo dal "basso" da noi docenti, cercando di coinvolgere gli altri e se non ci si riesce pazienza, si va a continuare nella consapevolezza che ciò che si fa è giusto e buono per fare una scuola adeguata ai tempi.
inserito mercoledì 02/07/2014 ore 13:25 da Sabrina
Bellissimo articolo! Con la semplicità e la facilità di scrittura che la contraddistingue Laura riesce a spiegare le possibilità che una scuola "rovesciata" fornisce sia al corpo docente e che agli alunni. Con la Flipped classroom l'insegnante ha la possibilità di svolgere il ruolo di "Facilitatore" utilizzando il tempo trascorso in classe per incoraggiare e catalizzare l'attenzione; valorizzare le risorse di ogni persona ed offrire gli strumenti per una comunicazione positiva. Demandare la fruizione della lezione a casa fa in modo che vi sia una responsabilizzazione dello studente sulle modalità e tempi di ascolto della lezione da casa; magari integrandola ed approfondendola secondo i propri bisogni/necessità. Tale modalità, inoltre, risulta essere un importane stimolo alla crescita personale che nell'ottica della "lifelong learning" sarà utile anche gli apprendimenti futuri.
inserito lunedì 30/06/2014 ore 22:12 da Errica Marino
Quest'articolo traduce quell'idea di educazione che tende a creare le condizioni perché ognuno si senta "capace" "di mettere il cuore oltre l'ostacolo". Solo così possono svilupparsi menti critiche e aperte al futuro. Forza ragazzi! È un cammino possibile!
inserito lunedì 30/06/2014 ore 11:18 da Flavia Zanchi
Concordo pienamente con quanto espresso così dettagliatamente da Laura. La Flipped classroom deve essere vista come un'opportunità per ripensare il ruolo dell'insegnante e degli alunni stessi. All'insegnante si chiede di cambiare, di abbandonare la strada del "si è sempre fatto così" per scommettere sul futuro, che implica necessariamente l'accettazione dei rischi, ma che per questo conduce a quel salto di sistema tanto ribadito a parole, ma poco applicato nei fatti! Le tecnologie aiutano in questo, non rappresentano l'innovazione, ma contribuiscono alla realizzazione di nuove realtà.
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