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Numero: 4-dicembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Classi Ponte'  >>>
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Classi Ponte
Riflessione su esperienze vissute
di Lucci Laura - Emergenza scuola
Da settembre mi trovo in una nuova classe, è una quarta. La realtà di questa classe è molto eterogenea, anche perché su 21 bambini 7 sono stranieri.
Quando si è ventilata l'ipotesi delle "CLASSI PONTE", ho cercato d'immedesimarmi in ognuno di loro, per capire se davvero fosse quella la soluzione per venire incontro alle indubbie difficoltà.
Ma immedesimarsi è un conto, viverlo è un altro... quindi ho impostato in classe un lavoro per capire non solo il punto di vista dei bambini stranieri, ma anche quello del gruppo classe italiano che accoglie il nuovo arrivato. Ho chiesto ad ognuno di scrivere il proprio vissuto.

Mi ha molto fatto riflettere una bambina di Napoli, inserita anch'essa nella classe, che non ha fatto la descrizione dell'accoglienza dei bambini stranieri, ma quello del proprio inserimento.. descrivendo in perfetto napoletano il suo vissuto, "... è brutto (entrare in una nuova classe), perché ti senti troppo vergognosa..."
Inserisco qui alcuni lavori, ho lasciato le imprecisioni, in questo contesto non volevo fare l'"insegnante", per dovere di cronaca, credo sia bello lasciarne l'originalità

Bambini stranieri:

- La prima volta che sono entrata in una classe non sapevo parlare la lingua italiana, ma poi ho imparato presto. A me piacerebbe rifarla questa esperienza perché mi sembra un po' bella. D.D.

- Quando sono entrato in classe che parlava una lingua diversa, mi sono sentito male, perché non potevo comunicare con gli altri, ma poi una bambina mi ha aiutato, era una femmina, si chiamava Nicol e la ringrazio, ma non vorrei rifare l'esperienza di prima. V.Z.

- Quando sono entrata in classe, non parlando l'italiano, mi sono sentita incompresa, ma piano piano ho imparato e mi sono sentita più apprezzata, ma quella esperienza non la rifarei, anche se dopo un po' sono stata accolta e mi sono sentita meglio. M.D.M.

- Ricordo che quando sono entrato in classe, non sapevo la lingua italiana, perciò mi sono imbarazzato e mi sono sentito male. Non rifarei questa esperienza, perché tutti mi prendevano in giro. A.P.A.

Bambini italiani:

- Secondo me l'inserimento dei bambini che non conoscono la lingua italiana nella nostra classe è stato giusto, perché possono così imparare meglio una lingua nuova. M.T.

- Per me è stato molto bello avere in classe bambini che non parlavano la nostra lingua e mi sono emozionato perché mi hanno insegnato qualche parola della loro. G.Y.J.

- Secondo me all'inizio era un po' brutto, perché non era facile comunicare, io avrei aiutato qualcuno ma non sapevo come. Io non farei classi a parte, perché penso che è meglio fare subito amicizia. N.D.

- Per me i compagni stranieri quando sono entrati per la prima volta in classe, sicuramente si saranno sentiti un po' a disagio, perché nessuno parlava la loro lingua, ma non è bello fare classi a parte perché tutti si devono conoscere e poi è un vantaggio avere bambini stranieri, perché ci possono insegnare le loro culture quotidiane. A.G.

- Io penso che non c'è bisogno di mandare un nuovo compagno in una classe dove insegnano l'italiano, perché così comincio anche io a imparare qualche parola della sua lingua. V.L.

- Penso che sia stato molto difficoltoso (l'inserimento), perché non capivano niente di niente, poveracci. Per me è meglio che stiano con noi.. così glielo insegniamo noi l'italiano, come loro ci insegnano le loro lingue... dobbiamo sapere un po' di lingue sì o no? Mi sa che è meglio! D. S.

Potrei andare avanti, ma i concetti sono sempre gli stessi: i bambini stranieri hanno vissuto un disagio, quando si sono trovati ad essere inseriti in una classe italiana, ma anche la mia bambina di Napoli ha vissuto un'esperienza analoga.. quindi il problema non è la lingua.
I bambini della classe che li ha accolti vedono la cosa in modo positivo, perché permette loro di allargare le loro esperienze.. e questo mi fa pensare ... si sarebbe pensato a "classi ponte" se i bambini stranieri fossero stati inglesi?

Da una settimana è arrivato nella mia classe D. , un bambini cinese, conosce poche parole di italiano e comunichiamo un po' a gesti.. ma i bambini sono fantastici, emozionati per l'allargamento della "famiglia", la prima cosa che mi hanno chiesto:
-... ora cosa possiamo fargli dire per la rappresentazione degli auguri natalizi?
Penso che l'inserimento di un ragazzo straniero debba essere accompagnato con ore aggiuntive di recupero della lingua italiana, svolte in orario scolastico da insegnanti in compresenza, ma non credo abbia senso formare classi a parte, perché mancherebbe la "full immersion", che tanto andiamo a cercare noi, quando mandiamo i nostri ragazzi all'estero per imparare la lingua.
Quindi, se è giusto per i nostri ragazzi, perché non dovrebbe essere giusto per i ragazzi degli altri?

Laura Lucci Docente I.C. Eduardo de Filippo di Colleverde (Guidonia) - Roma
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