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n. 49 gennaio 2015
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Articolo 'Cogliere l'attimo'  >>>
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Cogliere l'attimo
La mostra di Henri Cartier-Bresson all'Ara Pacis
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Il linguaggio delle immagini è di per sé evocativo, un vero concentrato di significati adattabili e correlabili a circostanze e personalità diverse.
Spesso questo linguaggio è troppo carico, veloce, soffocato da altro, per venir compreso nel modo giusto, assorbito, assaporato ed elaborato nella maniera più personale ed efficace.
La mostra di Cartier-Bresson, allestita all'Ara Pacis ed aperta fino al 25 gennaio 2015, consente proprio di gustarsi l'attimo, di fermarsi sull'osservazione del momento, sulla sospensione del tempo e dello spazio.
Quell'attimo prezioso che il grande fotografo francese ha rincorso, cercato, curato per tutta la sua lunga vita - è morto a 96 anni nel 2004, coprendo il secolo probabilmente più complesso e tormentato della storia -, documentando la quotidianità più spicciola come i grandi eventi, persone comuni come personaggi strafamosi.

Questa mostra davvero l'opportunità di riflettere sul momento da cogliere, ma anche su quello da costruire minuziosamente, inquadrandolo in una geometria, in una cornice speciale, dando sfogo alla creatività più pura facendo parlare le immagini, dando loro corpo e voce.
Cartier Bresson viene raccontato da una sorta di diario artistico: dalle prime espressioni grafiche, dai disegni che completavano le lettere inviate ai genitori durante i campi scout fino a quelli dell'ultima fase della vita, come la chiusura di un cerchio perfetto, fatto di tanti attimi tutti diversi e tutti preziosi.
Foto di mondi lontani, scene riprese per raccontare il mondo del lavoro, come quello della quotidianità, della guerra, con un'ottica originale, speciale, studiando le espressioni, le posture, gli ambienti in cui vivono le persone riprese dagli scatti.

Nella sua carriera di reporter Cartier Bresson è stato inviato a Londra per documentare l'incoronazione di re Giorgio VI nel 1937: la sua attenzione non è andata al re e al suo seguito, ma a coloro che erano lì ad aspettare e ad acclamare il nuovo sovrano.
Per fare ciò ha dato costantemente le spalle a quello che doveva essere il centro del suo interesse, ma ha raffigurato comunque il senso e l'idea di ciò che stava avvenendo.
Questa è davvero una trovata geniale: una carrellata di espressioni eccezionali!
Perlustrando il ricchissimo percorso professionale ed anche personale di Cartier Bresson, è possibile entrare in contatto con tanti momenti, emotivamente ed intellettualmente evocativi ed anche stimolanti da un punto di vista creativo.
Lo studio delle geometrie ricreate dal celebre fotografo, i paesaggi, i ritratti, i primi cortometraggi, i volti... consentono di sfruttare i suoi scatti per attività diverse, legate all'arte, proponendo ai bambini di studiare linee e profondità, di ripercorrere giochi di luce e ombre, di replicare tratti del volto...

La visita alla mostra può essere sfruttata anche per la drammatizzazione di momenti "fermati" dalle foto, in un'attività motorio-teatrale ed espressiva guidata, magari utilizzando una macchina fotografica per poi confrontare l'originale e l'imitazione.
Può anche costituire un invito alla scrittura, perché dietro ogni immagine c'è un racconto, una storia, tutta da inventare e da condividere.
Il ricco catalogo della mostra, ma anche foto riprese dalla rete, possono poi essere degli splendidi pretesti per realizzare circle time che mettano al centro della discussione espressioni e sentimenti, posture ed emozioni.

La visita alla mostra può essere effettuata con le guide, a disposizione anche per laboratori con bambini/ragazzi, a livelli differenti; sono stati pensati, infatti, percorsi diversi, adeguati ad età ed anche ad attività laboratoriali differenziate.

I piani di lettura possono essere infiniti, come anche sono differenti le sensibilità e gli interessi dei visitatori e le guide svolgono il loro lavoro egregiamente, proponendo anche delle attività per proseguire lo studio di Cartier Bresson e dello strumento espressivo e documentale della fotografia.

L'attenzione all'attimo, l'invito a fissare il momento... sono anche questi gli elementi da portarsi via dall'incontro con questo maestro della fotografia; un invito da accogliere come proposito per il nuovo anno, con l'augurio di sapersi soffermare sulle cose autenticamente preziose ed essenziali.


Cristina Ansuini, Psicologa. Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma



Il sito della mostra http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/henri_cartier_bresson
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