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Numero: 7-marzo 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Colorare il mondo interiore: sogni e disegni infantili
La Psicopedagogia del sogno
di Menarini Raffaele - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Alla base dello studio dei sogni vi è la necessità di rispondere ad un quesito di fondamentale importanza: il sogno è uno "stato di cose" o un "atto"?
Secondo gli studiosi di neuroscienza è un'attività troncoencefalica, quindi uno stato di cose, mentre per alcuni psicologi e psicoterapeuti è un atto, cioè un prodotto del mondo interiore.
Freud è stato il primo ad assegnare al sogno un significato psicologico considerandolo non solo come un prodotto somatico ma anche come un prodotto psichico che permette di accedere all'inconscio.
Nella psicologia dinamica i sogni sono di primaria importanza in quanto si ipotizza che l'immaginario onirico sia alla base dell'immaginario della veglia; secondo questa prospettiva, quindi, il sogno può essere considerato un mediatore che permette la comunicazione dell'immaginario.
Il sonno ha delle caratteristiche neurofisiologiche specifiche poiché è noto che cosa accade nel nostro corpo quando sogniamo ma è anche un prodotto della mente oltre che del cervello, quindi rappresenta anche una funzione psichica. Attraverso la ricerca sui sogni e i disegni dei bambini delle scuole elementari, esposta di seguito, si vuole dimostrare che il sogno rappresenta uno spazio di creazione simbolica atto a favorire i processi di individuazione del soggetto.
I sogni infantili mostrano un processo precoce di individuazione, cioè la creazione di una propria identità soggettiva già nell'infanzia.
La psicologia cognitiva sostiene che, verso i cinque anni, il bambino è capace di formulare un sogno completo, con la presenza di una struttura narrativa e di connettivi mentali.
Proprio in questo periodo, in cui il bambino inizia a fare sogni coerenti, si comincia a sviluppare il suo mondo interiore. La caratteristica di questo mondo è che il bambino immagina di avere un peso nella storia famigliare, cioè si percepisce come un soggetto. Prima che avvenga questa organizzazione, per il bambino il mondo interiore coincide con la famiglia stessa. Si diventa "persona" quando si può pensare ad una propria dis-continuità evolutiva rispetto al proprio nucleo famigliare.
Per questi motivi si può affermare che il sogno nel bambino rappresenta lo sviluppo e la crescita del suo mondo interiore.

LA RICERCA
Questa ricerca, durata tre anni (2005-2007), è stata condotta sotto la cattedra di Psicologia Dinamica del Prof. Raffaele Menarini presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Psicologia, della Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA) di Roma.
I dati sono stati raccolti in 12 scuole elementari: 11 di Roma e 1 di Rieti.

Obiettivo
L'obiettivo di questa ricerca è stato quello di analizzare le caratteristiche dei sogni e dei relativi disegni dei bambini mettendoli in relazione con il sesso e con la classe.
In base ai risultati ottenuti sono stati costruiti dei sogni collettivi virtuali da interpretare, in modo tale da comprendere se i sogni e i disegni, in questa fascia di età , cioè tra i 6 e gli 11 anni, mostrano una elaborazione e uno sviluppo del mondo interiore, in modo tale da poter affermare che il sogno può essere utilizzato in ambito psicopedagogico.

Il campione
Non esistendo in letteratura nessun studio di questo tipo, la possibilità di scelta sulle varie fasce di età da prendere il considerazione era ampia.
Volendo scoprire quali differenze nelle caratteristiche dei sogni, dei disegni e dei temi culturali ci fossero e volendo dimostrare l'importanza che la Psicopedagogia del sogno potesse avere in ambito educativo, si è ritenuto necessario tenere conto di alcune priorità: raccogliere i dati in una fascia di età ampia che contenesse però anche dei bambini abbastanza piccoli, i quali, tuttavia, non dovevano avere difficoltà a capire la consegna e a svolgere l'attività; la scelta è quindi ricaduta sui bambini della scuola elementare, quindi con una età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Il campione è costituito da 1081 soggetti distribuiti in modo equilibrato per genere (Grafico 1) e classe (Grafico 2).

INTERPRETAZIONE DEI DATI
Nonostante vi siano delle differenze tra i due sogni virtuali, l'evoluzione della trama è speculare e tocca i seguenti punti che ricalcano lo sviluppo del mondo interiore da parte del bambino:

? In un primo tempo, prima che il mondo interiore sia organizzato, il proprio mondo interiore e l'universo stesso è espressione della famiglia e l'identità è profondamente radicata in quella famigliare. Si può dire che il mondo interiore e l'identità coincidano con la famiglia, la matrice insatura famigliare, cioè lo spazio transizionale che consente al bambino di poter pensare il pensiero familiare, rappresenta un supporto, garantendo il mondo interiore del bambino.
? In un secondo tempo il bambino inizia ad immaginare di avere un peso ed un ruolo nella storia famigliare quindi comincia a percepirsi come soggetto.
? Questa scoperta, però, inizialmente è vissuta come una minaccia che si manifesta col rapimento nel sogno femminile e con l'invasione aliena in quello maschile.
? Poi il bambino supera le difficoltà e crea il proprio mondo interiore dove trasporta anche la famiglia.

Dopo che il mondo interiore si è organizzato subentrano delle differenze. Le femmine tendenzialmente sono più proiettate verso questo mondo interiore, cioè verso l'insight emotivo, ecco perchè raccontano con più facilità i sogni e li disegnano meglio.
I maschi, invece, hanno la propensione ad esplorare il mondo esterno, infatti i temi culturali sognati e disegnati, riguardano più l'agire che il pensare.
I temi culturali in relazione con le femmine (Personaggi familiari, Amici, Fiabe, Religione, Fantastico positivo, Amore) sono introspettivi, mentre quelli maschili (Pc, Cartoni, Sport, Fantastico negativo, Violenza, Tv-violenza, Guerra, Sesso, Paure) sono temi legati all'esteriorità.

Un aspetto che invece accomuna i due sessi è l'utilizzo del colore che viene usato massicciamente soprattutto dalle femmine ma anche dai maschi poiché i colori rappresentano le prime metafore che il bambino utilizza. I colori esprimono i sentimenti del bambino, sono allegorie colorate.
In questo modo è possibile spiegare anche l'aumento dei disegni in bianco e nero man mano che si procede nelle classi proprio perchè, con l'aumentare dell'età, la capacità metaforica si discosta lentamente dal colore utilizzando altre manifestazioni.
Procedendo dalla I alla V elementare tutte le caratteristiche dei sogni e dei disegni subiscono un'evoluzione, che rende i disegni più particolareggiati e i sogni maggiormente strutturati in una trama complessa sempre più vicina a quella dell'adulto.

CONCLUSIONI
Questa ricerca evidenzia innanzitutto come sia fondamentale utilizzare una tecnica nuova, originale e creativa per riuscire a scoprire e a comprendere, in modo psicodinamico, ma allo stesso tempo supportato da un impianto statistico credibile, il mondo interiore infantile con le sue ricchezze e i suoi colori.
Il confronto fra la trama onirica scritta e la trama del disegno risulta essere elevata nella maggior parte dei soggetti quindi, il disegno si è rivelato uno strumento molto utile per raccogliere le produzioni oniriche infantili, ciò è spiegabile dal fatto che sogno e disegno si manifestano entrambi attraverso la produzione di icone.
Per queste ragioni, il disegno del sogno potrebbe essere utilizzato come attività costante all'interno della scuola, a questo proposito è stato appositamente coniato il termine "Psicopedagogia del sogno".

Per Psicopedagogia del sogno si intende l'utilizzo all'interno della scuola dello "strumento sogno" per monitorare e facilitare lo sviluppo sia intellettivo che emotivo del bambino. Utilizzare il disegno ed il racconto del sogno in ambito scolastico porterebbe dei benefici agli alunni, agli insegnanti ed ai genitori. La Psicopedagogia del sogno si integra perfettamente con la didattica scolastica, però, nello stesso tempo, è innovativa e si discosta dalle altre attività essendo maggiormente libera e ludica.
Il bambino parla tranquillamente dei propri sogni affrontando anche degli argomenti delicati che non si riuscirebbe a trattare in un altro contesto, ciò accade perché non si sente in colpa rispetto a quello che succede nel sogno, in quanto non lo sente come reale.
Raccontare i propri sogni contribuisce al processo di individuazione, poiché fa capire al bambino ciò è esterno e ciò che è interno a sé e quindi ne facilità lo sviluppo.

Attraverso questa attività possiamo comprendere a quale stadio di sviluppo sia la sua maturazione intellettiva, che cosa pensa del mondo e delle persone e che cosa ha appreso. Gli insegnanti hanno inoltre la possibilità di conoscere i temi culturali maggiormente presenti nei sogni dei loro alunni, capire se ci sono dei fattori che li influenzano (per es. la tv) e discuterne in classe od eventualmente con i genitori. Dalle trame oniriche emergono anche le paure dei bambini.
I bambini, raccontando reciprocamente i propri sogni, condividono il loro immaginario con gli altri, ciò rende più unito il gruppo-classe e ci si sente più solidali con i compagni. Quando il sogno viene condiviso avviene una simbolizzazione: l'immaginario diventa simbolo proprio quando è condivisibile.

La solita educazione al realismo, impartita da alcuni insegnanti, e sulla quale i bambini si basano per disegnare, li annoia e non ne fa emergere la creatività, invece, questa attività ludica e fantasiosa, stimola la creatività e l'immaginazione (Lowenfeld, Brittain, 1947).
Lavorare in un clima ludico e poter disegnare senza avere dei parametri da seguire, con il solo limite della fantasia, dà la possibilità al bambino di manifestare totalmente il proprio mondo interiore e a noi di accedervi. Nella Psicopedagogia del sogno si intrecciano sogno, disegno e gioco: in un ambiente ludico, ottimale per liberare la propria creatività, le immagini mentali del sogno si trasformano in immagini visive nel disegno e la "scenografia mobile del disegno" viene fermata sulla carta, osservata e poi fatta muovere di nuovo nella mente.
Gioco, disegno e sogno rappresentano delle espressioni della creatività, l'importanza della creatività viene anche sottolineata dalla definizione di matrice insatura come possibilità creativa; è proprio la matrice insatura che, essendo uno spazio transizionale che consente al bambino di poter pensare il pensiero famigliare, gli permette di sviluppare il proprio mondo interiore; inoltre l'ideazione affettiva bambino, intorno alla quale si forma la famiglia come costrutto mentale, è definita "fondazione del nuovo" (Menarini, Neroni Mercati, 2002).

I risultati della ricerca mostrano che tendenzialmente i maschi hanno la propensione ad esplorare il mondo esterno mentre le femmine sono orientate verso il mondo interno, verso l'insight emotivo, questa differenza è necessaria da tenere in considerazione nel momento in cui ci si rapporta con i bambini, soprattutto per chi ne deve seguire lo sviluppo.
Per quanto riguarda il sogno collettivo, questo è una trans-scena dove si addensano tutti i personaggi provenienti dai sogni dei diversi bambini e dove ogni personaggio non è più chiuso nella storia individuale ma costituisce nel gruppo un elemento di cultura condivisa.
Il sogno virtuale collettivo può essere considerato una matrice neotenica virtuale che mostra <<L'elevato potenziale trasformativo-creativo insito nell'uomo>> (Nucara, Menarini, Pontalti, 1986)

Prof. Raffaele Menarini, Preside della Facoltà di Psicologia della Lumsa e dott.ssa Veronica Montefiori

In allegato altri aspetti della ricerca:
Il setting
Gli strumenti per la raccolta dei dati
L'elaborazione dei dati
Sogni virtuali collettivi
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Sogni virtuali collettivi Sogni virtuali collettivi
 

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