Torna nella homepage
 
n 69 gennaio 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:19 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Coltivare il sapere'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Coltivare il sapere
L'orto didattico: esperienza di apprendimento fuori dall'aula
di Bellomi Francesca - Didattica Laboratoriale
Grazie alla donazione dell'Università Agraria, l'Istituto Comprensivo di Riano ha potuto beneficiare della dotazione di alcune cassette per l'allestimento di un orto. Poiché l'Istituto è costituito da diversi plessi, a ciascuno è stata data l'opportunità di organizzare uno spazio da coltivare. In questo modo, scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria si sono avviate verso un percorso comune seppur differenziato per età e bisogni formativi.
Quello che è stato scritto con impegno e fatica, confronti, discussioni, revisioni e soddisfazione sul nostro (perché ora ne rivendichiamo tutto il possesso!) curricolo verticale, non è pura teoria ma si sta trasformando in pratica quotidiana, in attività condivise, in un percorso unitario che rende l'Istituto veramente "comprensivo" e in graduale crescita, verso la conquista dei traguardi attesi.

All'inizio dell'anno non era stata prevista la possibilità di allestire un orto ma, come docente di scienze, ho colto al volo l'opportunità interpellando direttamente i miei alunni del primo anno di scuola secondaria. La proposta è stata accolta con grande entusiasmo e ha dato avvio ad una inattesa pianificazione che ha sconvolto quasi tutta la progettazione iniziale. Essere docenti richiede anche, anzi soprattutto, flessibilità e capacità di riadattare la didattica alla realtà, al contesto classe e alle situazioni contingenti.
Ci siamo ritrovati a seminare, a mettere a dimora le piantine, ad innaffiare ed osservare scrupolosamente le trasformazioni nel tempo.
E il programma? E sì, qualcuno potrebbe preoccuparsi perché così non verranno rispettati i tempi per svolgere "il programma", ma la riunione del Consiglio di classe ha permesso di spiegare ai rappresentati dei genitori come i docenti abbiano organizzato la progettazione, cosa i propri figli andranno a fare e con quale obiettivo.
Il coinvolgimento delle famiglie è fondamentale affinché tutti gli attori del processo formativo (alunni, docenti e genitori) siano consapevoli del percorso intrapreso.

Oggi l'orto non riguarda più solo la professoressa di scienze, ma ha coinvolto i docenti di tutte le discipline, permettendo di rompere gli schemi di un sapere intrappolato nelle ore scandite dalla campanella e di lasciare spazio all'unitarietà del sapere, che può esprimersi attraverso la stesura di un articolo scientifico, la realizzazione di schede descrittive di botanica con tavole realizzate dagli alunni, la rendicontazione di ogni esperienza su un diario di bordo condiviso dalla classe.
Quando i ragazzi chiedono: "ma stiamo facendo scienze o storia? arte o geografia?" allora danno prova che stiamo scardinando quelle inconsistenti barriere che hanno posto limiti all'apprendimento, relegandolo nello stretto spazio di una disciplina, per lasciare gli alunni liberi di muoversi, di attingere alle conoscenze, di sviluppare competenze e scoprirsi abili in differenti campi.
Ciascuno di loro sta trovando uno spazio nel quale potersi esprimere al meglio, potersi mettere in gioco, impegnandosi e cercando di contribuire affinché si riesca nell'intento prefissato.
In una classe prima, nella quale le diverse provenienze degli alunni determinano la necessità di favorire uno spirito di collaborazione, di creare armonia e di far interagire i ragazzi in modo tale da farli sentire parte di uno stesso gruppo, l'orto ha contribuito anche a creare unione, a sviluppare la capacità di aiutarsi reciprocamente, di ascoltare il bisogno dell'altro e di saper esprimere il proprio, a favore di un maggiore dialogo e di un confronto costruttivo.
L'unione, favorita dall'allestimento dell'orto didattico, non è solo tra alunni, ma anche tra docenti, che necessariamente devono collaborare, progettare insieme e valutare.

Uscire dall'aula e raggiungere l'orto significa entrare in un ambiente che non è necessariamente un luogo fisico, ma una condizione nella quale l'apprendimento si realizza attraverso il divertimento, la fatica, la ricerca, l'azione e l'entusiasmo.


Francesca Bellomi, docente IC Riano - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional