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n.38 dicembre 2013
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Come attuare le norme sui BES
Intervista a Salvatore Nocera
di Riccardi Barbara - L'intervista
Chi è Salvatore Nocera, per gli amici Tillo?
Nato in Sicilia a Gela, colpito all'età di 4 anni da una fortissima riduzione visiva che però non gli ha impedito di studiare, grazie alla collaborazione dei compagni che gli leggevano, ha iniziato a sperimentare così, in prima persona, l'integrazione degli alunni con handicap nelle Scuole comuni. Laureatosi con lode in Giurisprudenza a Roma, con la specializzazione in Diritto privato e pubblico, si è dedicato all'insegnamento prima come assistente volontario all'Università, poi negli Istituti tecnici commerciali ha esercitato la professione legale, occupandosi di integrazione scolastica degli alunni con handicap. Dagli '80 fino al 2001 è stato comandato all'Ufficio studi del Ministero della Pubblica Istruzione per svolgere attività di consulenza giuridica sulla normativa dell'integrazione scolastica e come membro del Comitato tecnico dell'Osservatorio del Ministero. A titolo di volontariato, tutt'oggi continua a prestare la sua collaborazione tecnico-giuridica agli Uffici del Ministero. E' attualmente Vicepresidente della F.I.S.H., Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, è consulente giuridico presso l'AIPD, Ass. Italiana delle Persone Down, di cui cura dal '98 un sito web con schede, sulle più recenti normative sul tema d'integrazione scolastica; è consulente giuridico, in tema di handicap e della Fondazione Zancàn di Padova.

A quasi un anno dall'emanazione della Direttiva MIUR sui BES del 27 Dicembre 2012, qual è stata l'evoluzione in questo periodo?
Il dibattito sulla loro legittimità ed applicazione continua ad essere molto acceso. Di recente l'ispettore Raffaele Iosa ha pubblicato un articolo su un sito nel quale accusa il MIUR di essere divenuto tributario della sanità per questa direttiva. A questo ho risposto: "Che ha invece difeso il prevalente taglio pedagogico della normativa, specie con le circolari applicative ed ha invitato tutti ad attuarla con la recente normativa".

Come mai sono state fatte delle critiche sul suo articolo "Basta coi Bes e pensiamo ad altro", lei che è fautore della visione di una Scuola inclusiva e condottiero dell'integrazione degli alunni con disabilità?
Spero di chiarire meglio il mio pensiero. Il titolo mi ha attirato molte critiche come se io volessi cancellare la normativa sui bes. Ci tengo allora a precisare che sono stato tra i primi a difendere tale normativa ed a condividerne le ragioni di completamento della visione della Scuola inclusiva per la quale mi batto fin dagli Anni Sessanta. Cosa intendevo dire allora con quell'articolo? Semplicemente che si sta facendo un gran chiacchiericcio su un tema pedagogico importante, che però rischia di offuscare il problema di fondo e cioè come garantire in concreto quotidianamente il diritto all'educazione ed all'istruzione di quegli alunni con bes particolarmente complessi come sono gli alunni con disabilità.
Ho forte il timore che, mentre si discute sulla legittimità della recente normativa sui DSA e sugli altri casi di bes come il disagio e lo svantaggio, si stia trascurando il problema assai più difficile e complicato dell'inclusione degli alunni con disabilità.
Infatti molti credono che, avendo ormai approvato in Italia una normativa ampia ed articolata, gli alunni con disabilità abbiano finalmente raggiunto pienamente ed in modo generalizzato la loro inclusione scolastica di qualità.
Le numerose lagnanze che le famiglie manifestano e le troppe cause legali da esse proposte stanno purtroppo a dimostrare il contrario. Non che l'inclusione degli alunni con disabilità sia un fallimento; ma si va notando negli ultimi anni un crescente divario tra ciò che la normativa afferma e la disapplicazione della stessa. Basti pensare al mancato rispetto del tetto massimo di 20 alunni nelle classi frequentate da alunni con disabilità; basti pensare alla mancata presa in carico del progetto inclusivo da parte di molti, troppi, docenti curricolari, specie di Scuola secondaria, che lo delegano totalmente ai soli docenti per il sostegno; e ciò per la "legale" mancata formazione iniziale ed obbligatoria in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive; si pensi alla mancata collaborazione delle AASSLL e degli Enti locali, prevista per legge, ma sempre più Generalizzata a causa dei tagli alla spesa pubblica.

Come e cosa vede nel futuro per attuare un vero e proprio processo verso l'inclusione?
Per questo sono assai preoccupato del futuro dell'inclusione scolastica di qualità, di quelli che sono stati i casi più gravi che l'Italia da sola al mondo ha avuto il coraggio pedagogico e giuridico di affrontare con notevole successo. Si potrebbe obiettare che concentrando l'attenzione su casi meno gravi, quali il disagio e lo svantaggio, si giova ad una maggiore attenzione ai casi più gravi della disabilità.
Io, avendo vissuto tutta la vicenda storica dell'inclusione scolastica a partire dagli Anni Sessanta, ho un'impressione opposta e cioè che sia stata proprio l'attenzione alla qualità dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, che ha permesso alla Scuola italiana di affrontare con maggiore attenzione e formazione quella degli alunni stranieri, degli alunni con DSA, disturbi specifici di apprendimento e degli alunni con altri bes, bisogni educativi speciali o specifici che dir si voglia. La mia impressione può essere confutata; però non mi pare possa essere confutato il mio giudizio sul calo di attenzione e tensione sulla qualità dell'inclusione degli alunni con disabilità. Lo stesso ispettore Iosa, uno dei più accaniti critici della recente normativa sui bes, ha dovuto ammettere che, grazie alla circolare n. 8/13 ed alla Nota prot n. 2563 del 22 Novembre 2013 , sono stati chiariti molti punti oscuri della Direttiva del 27 Dicembre 2012 e notevolmente ridimensionato il problema dell'individuazione dei nuovi bes e dei PDP, piani didattici personalizzati che, inizialmente, sembrava avrebbero dovuto sommergere la Scuola italiana. Ed allora, dal momento che è stato definitivamente chiarito con l'ultima Nota prot n. 2563/13 che ormai l'individuazione e gestione dei nuovi casi è sostanzialmente rimessa ai soli docenti indipendentemente da eventuali "diagnosi di bes", occorre ridurre le polemiche su questa importante normativa e concentrarsi di più sulla sua attuazione in termini didattici e sulla ripresa dell'attuazione didattica della normativa sull'inclusione degli alunni con disabilità.
Questo e solo questo era il senso di quel mio titolo, come può anche ricavarsi dalla lettura di tutto l'articolo.
Faciliterebbe questo nuovo slancio operativo l'approvazione della recente norma dell'art 16 della l.n. 128/13 sull'obbligo di formazione in servizio di tutti i docenti che hanno in classe alunni con disabilità o altri bes. Gioverebbe porre pure l'attuazione sul decreto legislativo n. 80/13 sull'individuazione di indicatori di qualità del sistema di istruzione che comprenda anche indicatori che permettano l'autovalutazione delle Scuole sul livello da loro realizzato di didattiche inclusive.
Nel medio periodo gioverebbe l'attuazione del decreto ministeriale n. 249/2010 sulla formazione iniziale deifuturi docenti che comprenda anche un certo numero di crediti universitari formativi sulle didattiche inclusive, che ancora non decolla e nel quale occorre aumentare il numero di crediti formativi per i futuri docenti delle Scuole secondarie.
Occorrerebbe l'attuazione di un ruolo a sé stante dei docenti per il sostegno che attende nell'art 14 della l.n. 104/92, in modo da garantirne una scelta professionale definitiva, evitando l'attuale precarietà.
Occorrerebbe infine la realizzazione dell'organico funzionale di reti di scuole, in modo da garantire una seria continuità docente, la cui mancanza oggi disorienta gli alunni, specie quelli più fragili (www.laletteraturaenoi.it).
Si potranno finalmente vedere attuate queste importanti norme sui bes?

Con questa domanda l'Avvocato Nocera termina il suo pensiero dedicato a noi "possibili", lasciando la possibilità di cercare, ognuno dalla propria prospettiva, quale potrebbe essere la strada per rendere fattivo il cammino verso l'inclusività.

Grazie per il suo pensiero condiviso con noi e per il suo fare Scuola per tutti.



Barbara Riccardi, docente IC Via Frignani, Spinaceto - Roma
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